La scuola coranica Binori, a Karachi: fabbrica di talebani e terroristi e nascondiglio di Bin Laden

La grande
madrasa Binori di Karachi, in Pakistan, non è una
scuola coranica come tutte le altre. Fondata mezzo secolo fa da teologi
islamici pachistani di scuola wahabita e deobandista (le correnti più radicali
dell’Islam sunnita), la Binori è considerata la ‘scuola ufficiali’ di al Qaeda,
il principale centro di reclutamento e indottrinamento dei movimenti della galassia
jihadista che ruota intorno Osama bin Laden.
Fabbrica di jihadisti e primo nascondiglio di Osama.
Dalla madrasa Binori sono usciti negli anni Novanta quasi tutti gli alti
dirigenti del movimento e poi del governo talebano. E alla Binori il mullah
Omar incontrò Bin Laden, suggellando il patto tra talebani e al Qaeda.

Il capo del movimento jihadista kashmiro
Harkat-ul-Mujahideen,
Maulana Fazlur Rehman Khalil, era studente alla madrasa Binori, così
come Maulana Azam Tariq, leader del movimento terrorista anti-sciita
Sipah-e-Sahaba.
L’ex studente della Binori, Maulana Masood
Azhar, nel 2000 scelse la madrasa di Karachi per annunciare la nascita del suo
movimento terroristico, Jaish-e-Muhammad,
responsabile dell’attacco al parlamento indiano nel dicembre 2001.
Nell’ottobre 2001, alla vigilia dell’inizio dei
bombardamenti Usa sull’Afghanistan, fu il rettore della Binori, Mufti
Nizamuddin Shamzai, a guidare la delegazione di religiosi pachistani che
incontrò a Kandahar il mullah Omar promettendogli il sostegno nella guerra
contro gli americani.
E fu alla madrasa Binori che all’inizio del 2002 il
fuggiasco Osama bin Laden, ferito nei bombardamenti di Tora-Bora, in
Afghanistan, venne ospitato e curato fino all’agosto di quell’anno. E qui, nei
locali della Binori, Osama registrò il primo messaggio audio che poi fu
trasmesso il 12 novembre 2002 da Al Jazeera.
La nuova immagine della Binori: l’Harvard del Corano.
Dopo la misteriosa uccisione, nel maggio 2004, del rettore Shamzai (forse
diventato troppo scomodo e imbarazzante per il regime pachistano), a capo della
madrasa Binori è arrivato il più moderato e mansueto Mufti Muhammad Naeem, che
si è impegnato per ‘ripulire’ l’immagine
della madrasa: non più oscura centrale del terrorismo, ma prestigiosa ed
élitaria scuola coranica, una sorta di Harvard musulmana, senza scheletri
nell’armadio, senza nulla da nascondere.
Ma, come si dice, il
lupo perde il pelo, ma non il vizio.
Secondo la polizia
britannica, gli strateghi degli attentati di Londra del 7 luglio 2005 si nascondevano
nella madrasa Binori. Ma il regime pachistano si rifiutò di mandare la polizia
a cercarli – come invece fece in tante altre madrasa e moschee arrestando
centinaia di persone sospette.
La Binori rimane
intoccabile. Una realtà confermata anche dal fatto che il rettore Naeem non ha
mai rispettato – a differenza di altre madrasa del paese – l’ordine del
presidente Musharraf di espellere gli studenti stranieri (500 alla Binori,
provenienti da trenta paesi, 60 dagli Usa), per accondiscendere alle richieste
dei governi occidentali, convinti che chi va a studiare alla Binori torni in
patria terrorista.
Domani pubblicheremo il reportage da Karachi di due nostri
collaboratori pachistani che raccontano come appare da dentro, oggi, la madrasa
Binori. Come appare. Non necessariamente com’è.