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Il piano. Una legge del genere renderebbe la California il primo Stato negli Usa a obbligare
industrie, centrali elettriche e raffinerie a limitare le proprie emissioni inquinanti
per contribuire a ridurre l’effetto serra. Il piano, di 1.300 pagine, include
oltre 50 strategie per tagliare le emissioni di biossido di carbonio a partire
dal 2010. Tra le proposte c’è quella di istituire un “mercato delle emissioni”
in modo che chi consuma meno della media possa compensare gli eccessi di altri.
L’ipotesi di imporre una tassa sulla benzina, inizialmente considerata per finanziare
la ricerca su combustibili puliti, è stata scartata da Schwarzenegger. Il governatore
ha dato però tutto il suo appoggio al piano, auspicando di poterlo firmare “entro
la fine dell’anno” e mettendo già le mani avanti rispetto alle critiche. “La California
è sempre stata molto coraggiosa su questi temi, è importante fare scelte coraggiose”,
ha detto Schwarzy, che già due giorni dopo l’elezione nel 2004 aveva annunciato
i suoi obiettivi riguardo all’ambiente.
Le proteste dell’industria. Gli industriali, ovviamente, non sono d’accordo. Sostengono che limiti del genere
dovrebbero essere imposti a livello federale, e che i singoli Stati non hanno
autorità in merito. Un’obiezione già vista due anni fa, quando la California approvò
nuovi standard di efficienza per le automobili circolanti sulle sue strade a partire
dal 2009. Una legge potenzialmente rivoluzionaria, data l’enormità del mercato
a quattro ruote californiano (sulle strade dello Stato girano 31 milioni di veicoli).
Contro quelle regole, l’industria automobilistica lanciò una battaglia legale
che dura ancora oggi. Ma Schwarzenegger crede che la California debba ancora dare
l’esempio: “Finora, il governo federale non ha mostrato la leadership necessaria
quando si parla di ambiente. Come governatore, non voglio aspettare di agire dopo
aver visto cosa fanno gli altri”.
Effetti positivi. Se il piano sarà approvato e gli obiettivi verranno raggiunti, gli effetti benefici
sulla concentrazione di gas serra non si faranno sentire solo sull’aria di Los
Angeles e dintorni. Da sola, la California rappresenta la dodicesima fonte mondiale
di gas inquinanti: le sue automobili contribuiscono per il 41 percento, le industrie
per il 23, le centrali elettriche per un altro 20 percento. E gli effetti positivi,
secondo l’Agenzia ambientale dello Stato, riguarderebbero anche le tasche dei
californiani: i 7,9 miliardi di dollari di investimenti sarebbero controbilanciati
dai 9 miliardi risparmiati per riparare i danni ambientali. Alessandro Ursic