10/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



La California lancia un piano per tagliare di un quarto le emissioni nocive
Dove non arriva il trattato di Kyoto, a cui l’amministrazione Bush ha deciso di non aderire, si spinge ora la California. Come già altre volte in passato, lo Stato più popoloso degli Usa ha preso l’iniziativa in campo ambientale presentando nei giorni scorsi un piano ambizioso: ridurre del 25 percento le emissioni di gas serra entro il 2020, facendole così ritornare ai livelli del 1990. Il programma, presentato dai Democratici con il beneplacito del governatore (repubblicano) Arnold Schwarzenegger, dovrà ora compiere il percorso legislativo fino all’approvazione. Ma fa già discutere.
 
Il traffico sulle strade di Los AngelesIl piano. Una legge del genere renderebbe la California il primo Stato negli Usa a obbligare industrie, centrali elettriche e raffinerie a limitare le proprie emissioni inquinanti per contribuire a ridurre l’effetto serra. Il piano, di 1.300 pagine, include oltre 50 strategie per tagliare le emissioni di biossido di carbonio a partire dal 2010. Tra le proposte c’è quella di istituire un “mercato delle emissioni” in modo che chi consuma meno della media possa compensare gli eccessi di altri. L’ipotesi di imporre una tassa sulla benzina, inizialmente considerata per finanziare la ricerca su combustibili puliti, è stata scartata da Schwarzenegger. Il governatore ha dato però tutto il suo appoggio al piano, auspicando di poterlo firmare “entro la fine dell’anno” e mettendo già le mani avanti rispetto alle critiche. “La California è sempre stata molto coraggiosa su questi temi, è importante fare scelte coraggiose”, ha detto Schwarzy, che già due giorni dopo l’elezione nel 2004 aveva annunciato i suoi obiettivi riguardo all’ambiente.
 
Le proteste dell’industria. Gli industriali, ovviamente, non sono d’accordo. Sostengono che limiti del genere dovrebbero essere imposti a livello federale, e che i singoli Stati non hanno autorità in merito. Un’obiezione già vista due anni fa, quando la California approvò nuovi standard di efficienza per le automobili circolanti sulle sue strade a partire dal 2009. Una legge potenzialmente rivoluzionaria, data l’enormità del mercato a quattro ruote californiano (sulle strade dello Stato girano 31 milioni di veicoli). Contro quelle regole, l’industria automobilistica lanciò una battaglia legale che dura ancora oggi. Ma Schwarzenegger crede che la California debba ancora dare l’esempio: “Finora, il governo federale non ha mostrato la leadership necessaria quando si parla di ambiente. Come governatore, non voglio aspettare di agire dopo aver visto cosa fanno gli altri”.
 
Il governatore Arnold SchwarzeneggerEffetti positivi. Se il piano sarà approvato e gli obiettivi verranno raggiunti, gli effetti benefici sulla concentrazione di gas serra non si faranno sentire solo sull’aria di Los Angeles e dintorni. Da sola, la California rappresenta la dodicesima fonte mondiale di gas inquinanti: le sue automobili contribuiscono per il 41 percento, le industrie per il 23, le centrali elettriche per un altro 20 percento. E gli effetti positivi, secondo l’Agenzia ambientale dello Stato, riguarderebbero anche le tasche dei californiani: i 7,9 miliardi di dollari di investimenti sarebbero controbilanciati dai 9 miliardi risparmiati per riparare i danni ambientali.  

Alessandro Ursic

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