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Il giovane neo-primo ministro del governo filo-russo della
Cecenia, Ramzan Kadyrov – pupillo di Putin e comandante dei famigerati
squadroni della morte delle PSS (i Servizi di Sicurezza Presidenziali, meglio
noti come kadyrovtsy) – si trova in grave difficoltà a causa di uno
scandalo che sta creando grosso imbarazzo al Cremlino. Un sito internet gestito
dalla guerriglia indipendentista cecena ha pubblicato un video amatoriale che
ritrae Kadyrov in una delle sue saune in compagnia di due prostitute svestite,
intento a palpeggiarle e a ballare con loro. Lui che, da quando è diventato
premier (al posto di Sergej Abramov, dimessosi dopo essere rimasto ferito in
dicembre in un sospetto incidente stradale), non ha fatto altro che mostrarsi
come il campione della morale islamica, imponendo alle donne l’obbligo
d’indossare il velo in pubblico e il divieto di vendere alcolici e giocare d’azzardo.
Politovskaya: “Quel video non mi stupisce”.
Chiaramente il governo ceceno filo-russo, capeggiato dal presidente Alu
Alkhanov (che non conta nulla a confronto di Kdyrov, il vero uomo forte della
repubblica), si è affrettato a smentire l’autenticità del video.
Ramzan: un giovane rozzo e amante della violenza. Del
resto, basta pensare al personaggio per rendersi conto che sarebbe
perfettamente nel suo stile.
Ma soprattutto è un criminale assassino. Ma le sue vere
passioni, quelle veramente gravi per un uomo che in autunno (compiuti i 30
anni), diventerà presidente della Cecenia, sono altre: l’omicidio, il
rapimento, la tortura, lo stupro, l’estorsione. Insomma, le specialità dei suoi
miliziani ceceni: migliaia di balordi in mimetica – in gran parte ex
guerriglieri convertiti per denaro – che fanno il lavoro sporco per conto dei
russi terrorizzando la popolazione civile per dissuaderla dal sostenere i
ribelli: rapiscono, torturano e uccidono chi è sospettato di simpatie
indipendentiste, gli saccheggiano la casa, gli violentano moglie e figlie.
Oltre a questo, i kadyrovtsy agiscono anche come spietati scagnozzi del
potente clan mafioso dei Kadyrov, di cui il giovane Ramzan è capo indiscusso,
costringendo le loro vittime – sempre con gli stessi barbari metodi – a pagare
a Kadyrov il pizzo su tutti i commerci e i contrabbandi che caratterizzano la
disastrata economia di guerra cecena: petrolio, benzina, alcol, droga, armi. Enrico Piovesana