06/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In Thailandia dopo le dimissioni del primo ministro restano le incognite sul futuro
Il braccio di ferro del primo ministro tailandese Thaksin Shinawatra con l'opposizione è finito.  L’altro ieri il magnate delle telecomunicazioni, definito il “Berlusconi tailandese”, ha rassegnato a sorpresa le proprie dimissioni. Mentre ci si chiede cosa l’abbia spinto a questa decisione inaspettata, si impone il problema della successione. Chris Baker, analista della politica e della società tailandese, ci spiega le ragioni dell’abbandono di Thaksin e le possibili ripercussioni sugli equilibri interni del partito di cui è leader, il Thai Rak Thai, confermatosi prima forza politica del Paese nelle tese e controverse elezioni dello scorso 2 Aprile.
  Thaksin Shinawatra
Le ragioni delle dimissioni. Dopo aver resistito alle pressioni costanti dell’opposizione e alle manifestazioni di piazza che da più di due mesi affollano le vie di Bangkok, Thaksin ha improvvisamente deciso di abbandonare il ruolo di primo ministro, nel rispetto della spettacolarità che ne ha sempre contraddistinto il personaggio. Lo ha fatto proprio il giorno successivo all’annuncio della vittoria elettorale, dopo aver dichiarato pubblicamente: “Perché dovrei dimettermi? Così tradirei il voto di 16 milioni di tailandesi”.
Secondo Chris Baker, nonostante le strenue dichiarazioni di forza, Thaksin ha dovuto cedere non solo alle pressioni sociali fomentate da una decisa opposizione politica, ma anche ai cambiamenti di rotta che potrebbero essersi verificati all’interno del partito. “Thaksin ha deciso di dimettersi perché il Paese è molto diviso intorno a lui”, spiega Baker. “Non c’erano altre soluzioni. Probabilmente, ha ricevuto pressioni sia dagli imprenditori sia da alcuni membri del suo stesso partito, il Thai Rak Thai”
Il fatto che la borsa Oppositori di Thaksin di Bangkok, dopo l’annuncio delle dimissioni del premier, abbia immediatamente guadagnato più di tre punti percentuali è la dimostrazione che anche il mondo dell’economia e della finanza avessero perso fiducia in Thaksin. Baker è convinto che il successo ottenuto dall’opposizione sia ancora parziale: “E’ presto per parlare di vittoria. Per l’opposizione è solo l’inizio di un certo successo. Essa sostiene che Thaksin ha usato male il suo potere e debba rispondere delle proprie responsabilità. Ma per avviare un’inchiesta su di lui era necessario che lasciasse il potere. Adesso bisogna vedere se questa inchiesta ci sarà e se lo giudicherà colpevole.”
 
Gli interrogativi. Le incertezze più grandi riguardano, ora, il nome del successore di Thaksin e dei membri che andranno a comporre il nuovo parlamento, dal momento che in 39 province, a causa del boicottaggio elettorale dell’opposizione, non è stato possibile eleggere nessun deputato. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione, entro 30 giorni dall’esito elettorale il nuovo parlamento si dovrà riunire e il premier dovrà essere nominato.
Intanto Sondhi Limthongkul, uno dei leader dell’Alleanza del Popolo per la Democrazia (Pad), il maggior Sostenitori di Thaksin partito dell’opposizione, getta benzina sul fuoco lanciando il sospetto che Thaksin possa continuare a gestire i giochi di potere da una posizione defilata, cedendo la carica di primo ministro a qualche uomo di fiducia. Al momento la guida del governo è stata temporaneamente affidata al vice di Thaksin, Chidchai Vanasathidya. “Non ci saranno grandi cambiamenti”, sostiene Baker.  “Al potere rimarrà lo stesso partito di prima, il Thai Rak Thai. E la sua carriera politica non è affatto finita. Ha solo detto che non accetterà l’incarico di premier, ma resterà comunque alla guida del partito.” L'opposizione, tuttavia, ha detto oggi che continuerà a manifestare finché Thaksin non lascerà definitivamente l'arena politica.
 
Potenziali successori. Secondo quanto trapelato da fonti vicine al Thai Rak Thai, a contendersi il ruolo di Primo ministro saranno Bhokin Bhalakula, Somkid Jatu-Sripitak e Sudarat Keyuraphan. Bhalakula, ex presidente del Parlamento, è sponsorizzato da Thaksin e dal suo entourage, ma è mal visto dalla maggioranza del partito e, soprattutto, dal mondo degli affari, che vorrebbe invece la nomina di Somkid, ex ministro del Commercio e delle Finanze, con cui Thaksin ha avuto qualche screzio in passato. La candidatura di Keyuraphan sembra invece la più debole.
 
Adriano Seu 
Francesca Lancini 

 
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Thailandia
Articoli correlati:
04/04/2006 Dimissioni a sorpresa: Il premier tailandese ha annunciato che lascerà l'incarico
02/04/2006 Democrazia in crisi: Elezioni anticipate in Thailandia dopo settimane di proteste contro il premier
31/03/2006 Un voto scontato: Un'analisi della situazione tailandese a pochi giorni dalle elezioni, mentre continuano le proteste anti-premier
28/03/2006 Thailandia, vigilia ad alta tensione: A una settimana dal voto, il premier tailandese cerca un accordo con l’opposizione, ma è scontro frontale
14/03/2006 La crisi si inasprisce: I manifestanti anti-premier sono arrivati alla sede del governo, mentre Shinawatra fa promesse ai poveri
09/03/2006 La borghesia contro il premier: La crisi politico-sociale che investe la Thailandia dal racconto di un missionario italiano.
28/02/2006 Ultimatum al premier: L'opposizione tailandese prevede una rivolta popolare se il primo ministro non se ne andrà
12/02/2006 Il grande fratello ha fatto flop: Thailandia, invece di recuperare consensi, con il suo show televisivo, Shinawatra ha rilanciato la protesta
21/07/2005 Decreto speciale: Il premier tailandese assume poteri discutibili in nome della lotta al terrorismo nel sud
09/02/2005 Il premier e la repressione: Thailandia, Thaksin Shinawatra riconfermato primo ministro. Dopo 4 anni di violazioni dei diritti
04/12/2004 Colombe di carta: Il primo ministro Thailandese sgancia milioni di origami sul sud del Paese, ma non allenta la repressione
02/11/2004 Il massacro di Tak Bai: Thailandia, la repressione del governo colpisce ancora il sud musulmano e povero
29/03/2004 Terrorismo e povertà: Nel sud musulmano e povero continuano gli attacchi terroristici di gruppi armati
13/02/2004 Droga, tolleranza zero: La Thailandia ha avviato a Chiangrai una massiccia campagna contro il narcotraffico
La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti: