05/04/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Polemiche prima dell'uscita per United 93, il primo film sulla tragedia
Per qualcuno è ancora prematuro, e forse il momento giusto per vederlo non arriverà mai. Altri, anche tra i parenti delle vittime, credono che il mondo debba sapere cosa è successo. In ogni caso, dopo che lo scorso weekend alcuni spettatori nei cinema di Manhattan sono usciti in lacrime dalla sala alla vista del trailer, il film United 93 – basato sulla storia del “quarto aereo” degli attacchi dell’11 settembre 2001, quello precipitato in Pennsylvania – va avanti per la sua strada. Nei cinema americani uscirà il 28 aprile: sarà il primo su quegli attentati a raggiungere le sale.
 
Una scena del filmLe critiche. Il primo assaggio del film non è stato immune da critiche: mentre il trailer viene fatto girare in circa 3.000 cinema degli States, a New York molti non si aspettavano – prima di guardare il film che avevano scelto – di ripercorrere in pochi minuti il dramma vissuto quel giorno, magari a pochi chilometri di distanza. “Quando paghi per vedere un film, vuol dire che sei preparato”, ha detto Paula Berry, che ha perso il marito David nel crollo delle Torri gemelle. “Ma un trailer lo vedi mentre aspetti di vedere un altro film, e a vedere questo trailer non ero preparata”. “Dovrebbero mettere un avvertimento prima di mostrarlo”, le ha fatto eco Tom Roger, padre di una hostess sul volo che si schiantò contro la Torre nord. Alcuni spettatori hanno giurato di voler boicottare il film. “Non posso vederlo. Ho vissuto troppo personalmente quell’evento”, ha detto una soccorritrice di Ground Zero. Dai produttori, gli Universal Studios, è arrivato solo un mezzo passo indietro. Dopo la sospensione del filmato promozionale del film da parte di un multisala di New York, hanno annunciato che il trailer d’ora in poi sarà mostrato solo prima dei film vietati ai minori di 13 anni.
 
Una scena del filmIl trailer. Il filmato è indubbiamente d’impatto: immerge gradualmente lo spettatore, con immagini veloci alternate a filmati veri, nel clima di angoscia di quel giorno. Un volo che doveva essere uno dei tanti si ritrova al centro di un attentato: la torre di controllo vede cosa sta succedendo a New York, i passeggeri del Flight 93 vengono messi al corrente, i terroristi vengono allo scoperto e prendono il controllo dell’aereo. C’è chi telefona ai familiari, e qualcuno organizza la resistenza. Contrariamente a quello che pensano in molti, la scatola nera dimostrò che i passeggeri non riuscirono a entrare nella cabina di pilotaggio per contrastare i terroristi. Ma l’aereo perse in qualche maniera il controllo, e i resti furono trovati sparsi in un’area di 200 chilometri quadrati. Il che farebbe pensare a un’esplosione, o a un cedimento strutturale, in volo. Per la Commissione sull’11 settembre, comunque, il United 93 precipitò da solo. Si crede che, nelle intenzioni dei terroristi, avrebbe dovuto colpire il Congresso a Washington.
 
Il luogo del ritrovamento dell'aereo, in PennsylvaniaIn Italia ad agosto. Il film, diretto da Paul Greengrass (regista, tra gli altri, di The bourne supremacy e Bloody sunday) è stato girato dopo aver consultato i parenti dei 40 passeggeri che si trovavano sul volo 93 della United Airlines. Molti di loro avranno l’opportunità di vedere la pellicola in anteprima mondiale questo weekend, due settimane prima che il film partecipi al Tribeca Film Festival di New York. Sandra Felt, vedova di un passeggero di quell’aereo, crede che il film possa rendere la gente “consapevole” per quanto riguarda il problema terrorismo. “L’11 settembre è un fatto, è accaduto. Evitare il film non servirà a risolvere la situazione”, ha detto. In Italia, il film uscirà il 25 agosto. E dopo di questo, arriverà anche il film sull’11 settembre di Oliver Stone.

Alessandro Ursic

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