09/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Dall'11 al 16 luglio una Conferenza internazionale sull'epidemia del XXI secolo

XV international AIDS conferenceA Chaiya-phum, Thailandia, un ragazzino sieropositivo di 11 anni venne espulso da scuola cinque anni fa, quando era in prima elementare. Un suo compagno con l’Hiv continua gli studi, ma nelle cerimonie non può cantare l’inno nazionale insieme ai compagni. Sono solo alcuni esempi di discriminazione contro i malati di HIV/Aids riportati da una Ong locale, People living with HIV/Aids. “Una migliore qualità di vita per le persone infette, significa anche una migliore accettazione da parte della società”, commenta un operatore. Con questo messaggio, proprio nella capitale tailandese, Bangkok, inizierà domenica la XV International AIDS Conference (IAC, 11-16 luglio 2004), il più importante meeting mondiale sull’epidemia del XXI secolo. Il tema dei workshop, delle riunioni e delle manifestazioni di questa sei giorni sarà infatti “Access for all”: accesso per tutte le persone, di ogni regione del mondo, alla ricerca scientifica sull’HIV/Aids, alla prevenzione, alle risorse e ai trattamenti necessari a sconfiggerlo. Quindici mila delegati accorreranno da 160 Paesi. La prima IAC si tenne nel 1985 a Vancouver, quando il virus era stato appena scoperto. Oggi, nonostante i progressi della ricerca scientifica e il crescente impegno delle istituzioni, non si è ancora in grado di frenarne la diffusione e di assistere adeguatamente i malati: circa 40 milioni nel mondo, di cui il 95 per cento nei Paesi a medio e basso sviluppo. Secondo l’ultimo rapporto dell’agenzia UNAIDS, a partire dagli anni ottanta 60 milioni di persone hanno contratto il virus e 20 milioni di queste sono decedute. L’Africa Sub-Sahariana resta il continente più unaidscolpito, con un numero di infetti che oscilla tra i 25 e i 28 milioni. L’Asia è invece quello dove il contagio sta aumentando più velocemente. La conferenza di Bangkok, dunque, dovrà, fare i conti con sfide enormi. Lo spiega a Peacereporter Rodrigo Garay, portavoce dell’organizzazione ideatrice della IAC, la svedese International Aids Society (IAS). “Siamo in un momento storico perchè le leadearship iniziano a prendere sul serio il problema”, dice Garay. “In questo contesto le sfide sono molte. Innanzitutto bisogna aumentare i fondi per la lotta all’Aids attraverso l’aiuto di diversi donatori, creare infrastrutture mediche adeguate e accrescere l’educazione al problema. La prevenzione è fondamentale. Inoltre, dobbiamo occuparci degli orfani, dei i bambini che hanno perso i genitori perchè malati di Aids”. Questi sono 11,5 milioni, di cui l'80 per cento in Africa. La scelta di Bangkok come sede della conferenza non è casuale: “Negli ultimi tempi la Thailandia ha dato il buon esempio nella lotta all’Aids”, spiega Garay. “Le autorità hanno organizzato una campagna di sensibilizzazione rivolta sia agli adulti, sia ai bambini delle scuole. Hanno invitato a usare il preservativo nei rapporti sessuali e si sono impegnate a combattere la prostituzione”. Quest'ultima, insieme alla droga, è uno dei problemi più gravi che affliggono il Paese. Ogni giorno nel mondo si contano 14mila nuove infezioni. In molte Nazioni l’epidemia ha ridotto di dieci anni la speranza di vita. Il 50 per cento dei malati sono donne e quasi la metà giovani tra i 15 e i 24 anni. L’HIV/Aids debilita e uccide, quindi, gran parte della forza lavoro. Distrugge famiglie e intere comunità, esacerbando la povertà e le ineguaglianze soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Qui le popolazioni non hanno accesso a medicinali e assistenza. E i trattamenti anti-retrovirali, gli unici a rallentare la riproduzione del virus e a ridurre il deterioramento del sistema immunitario, curano solo l’8 per cento della popolazione. Con un’eccezione: sempre la Thailandia, che ha rifornito di anti-retrovirali tutti gli ospedali pubblici, impegnandosi anche ad abbassare il costo delle terapie. La IAC di Bangkok si apre all’insegna della speranza, con un logo (tre elefanti) che simboleggia l’unione di tre attori: famiglie, istituzioni e operatori umanitari, e ospiti illustri come Nelson Mandela, leader storico della lotta all’apartheid e del Paese, il Sud Africa, con il maggior numero di sieropositivi e malati di Aids.


 
Francesca Lancini


 

Categoria: Salute
Luogo: Thailandia
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