14/01/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Le scuole di Nairobi non accettano 72 bambini malati

Kenya“A scuola non li vogliono perché sono sieropositivi, hanno il virus dell’HIV. Li considerano pericolosi.
Ma loro non si arrendono. E ora hanno deciso di fare causa ai presidi per sedersi sui banchi come tutti gli altri. Noi li aiuteremo”.

Padre Angelo d’Agostino, missionario gesuita, parla con tono grave dal suo ufficio nel quartiere Karen, a Nairobi.
E’ il direttore del Nyumbani (che in lingua Kiswahili significa “a casa”), un centro di accoglienza per i nati con l’Aids. E’ qui che dal 1992 più di cento bambini, provenienti da tutto il Kenya, hanno trovato chi crede nel loro futuro e li aiuta.
Alloggiati in alcuni bungalow, seguiti da assistenti sociali, familiari o volontari internazionali, i piccoli vengono inseriti, già in tenera età, in programmi educativi che mirano ad inserirli nel mondo adulto. E che li aiuteranno a superare ogni tipo di discriminazione.

Il 5 gennaio scorso, le scuole di tutto il Paese hanno riaperto i battenti per il nuovo anno scolastico. Tuttavia, a molti bambini del Nyumbani i presidi di alcune scuole elementari di Nairobi non hanno concesso l’iscrizione. E ora 72 di loro sono ancora in cerca di un banco o di un posto a sedere nelle aule.

Kenya “Tutti sanno chi siamo qui a Karen”, continua Padre Angelo.
“Sanno che i nostri piccoli hanno l’Hiv e temono che la loro presenza potrebbe mettere a repentaglio la salute di altri bambini. Per questo i presidi e gli insegnanti delle scuole pubbliche ci dicono che per loro non c’è posto, che le classi sono piene. In realtà sono i genitori dei bambini sani che li spingono a mettere in atto questa assurda discriminazione”.

“Non c’è nessuna legge in Kenya che vieti l’istruzione ai piccoli malati. Anche loro, come tutti gli altri, hanno il diritto e il dovere di andare a scuola. Ma la pratica - insiste il missionario - è ben diversa”.
“Il governo ci appoggia, ma c’è poco da fare, quando una scuola ti chiude la porta in faccia sei con le spalle al muro. Per questo abbiamo cominciato a preparare le carte necessarie per fare causa a tutti coloro che negano l’istruzione ai nostri bambini. Non c’è altra soluzione”.

Kenya In un continente che nel 2000 contava già più di 25milioni di malati di Aids, (oggi ce ne sono 36milioni in tutto il mondo) è ancora molto alto il livello di discriminazione che non risparmia nemmeno i più piccoli.
“Non siamo gli unici ad avere questi problemi”, conclude sconsolato Padre Angelo. “Episodi spiacevoli come questi avvengono tutti i giorni. In tutta l’Africa”.

 
 
Pablo Trincia


 

Categoria: Salute
Luogo: Kenya