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Fabbriche sudafricane distribuiranno nel Paese farmaci retrovirali
contro l’Aids. Sarà possibile grazie a un accordo raggiunto tra la
GlaxoSmithKline, inglese, e la Boeringer Ingelheim, tedesca. Le
versioni economiche degli Arv, i preparati in uso per combattere il
terribile male che sta devastando tutta l’Africa, saranno vendute a un
prezzo più basso di quello generalmente applicato sul mercato
occidentale.
Le due aziende europee hanno rinunciato all’esclusiva sui brevetti
degli Arv. La Boeringer ha reso noto di voler delegare a fabbriche
locali la produzione e distribuzione di Nevrapina, utile per combattere
la trasmissione dell’Hiv durante la gravidanza. Già ora la casa tedesca
ha sviluppato un programma di donazione che coinvolge 34 paesi in via
di sviluppo. La Glaxo, molto contestata per via del costo elevato dei
suoi farmaci sul mercato del Sud del Mondo, aveva già abbassato in
aprile il prezzo del Cobivir, e adesso, per via dell’accordo con i
tedeschi, cederà licenze di produzione a terzi, così da abbassare
ulteriormente i prezzi.
In Sudafrica i sieropositivi potrebbero essere oltre cinque milioni,
mentre 11 milioni di bambini sono diventati orfani a causa
dell’epidemia. Lo scorso anno si è verificato il triste record di
morti, con 2,75 milioni. Nell’Africa sub-sahariana, sul 2 per cento
della popolazione mondiale, si concentra il 30 per cento dei
sieropositivi di tutto il mondo.
Nel rapporto 2003 del Joint United Nations Programme on HIV/AIDS
(Unaids), che si occupa dei dati epidemiologici sulla diffusione della
malattia, si legge. “Ad oggi, gli sforzi fatti per contrastare la
diffusione del virus si sono rivelati del tutto inadeguati. L’epidemia
è ormai fuori controllo”.
L’accordo che riguarda il Sud Africa, grazie all’abbassamento dei
prezzi ed alla conseguente possibilità di garantire maggior accesso
alle terapie, fino ad ora costosissime, potrebbe segnare un primo
segnale di inversione di tendenza nella lotta contro l’Hiv.