Elezioni in Israele: le opinioni di alcuni studenti dell’università An Najah di Nablus
Scritto per noi da
Mira A.B. Nabulsi
Abbiamo chiesto ad alcuni studenti dell’università An Najah
di Nablus, cosa pensano delle elezioni che si stanno svolgendo in Israele. Se
ritengono che un cambiamento alla guida del governo israeliano possa avere
degli effetti nella vita quotidiana dei palestinesi, se si aspettano un
inasprimento delle procedure di sicurezza israeliane e quali sono le loro
aspettative rispetto al processo di pace.
Sami, Web Designer. Personalmente considero i partiti
israeliani come diverse facce della stessa medaglia, trovo che siano tutti
estremisti quando si parla di trattare coi palestinesi.
Nelle scorse settimane il governo israeliano ha aumentato le
violazioni e le azioni violente verso i palestinesi per usarle come strumento
nella campagna elettorale. Poi, una volta che si sarà formato il governo, mi
aspetto che i partiti si uniranno mettendo come priorità quella di combattere
Hamas.
Fawaz, volontario del programma di interscambio
giovanile. Penso che le politiche israeliane puntino tutte nella stessa
direzione, cambiano solo le facce al governo.
Ultimamente il governo israeliano ha condotto azioni brutali
nei territori palestinesi come parte della campagna elettorale; vogliono
mandare agli elettori il messaggio che loro sono i più adatti a guidare
Israele, ma sfortunatamente lo fanno a spese dei palestinesi.
Non credo che il governo israeliano cambierà atteggiamento
sul lungo termine. La storia recente insegna che i diversi governi hanno avuto
lo stesso atteggiamento su temi come il muro di separazione, gli insediamenti
o
i negoziati.
Ala Abu Dheir del Palestine Media Unit. Non credo ci
saranno cambiamenti sulla società palestinese dopo le elezioni israeliane
finché i partiti della sinistra israeliana resteranno deboli.
In queste ultime settimane abbiamo visto le forze israeliane
comportarsi in modo estremamente violento. Penso che la ragione di ciò sia
impedire ai palestinesi di condizionare l’opinione pubblica con azioni come gli
attentati suicidi.
Credo insomma che le politiche verso i palestinesi
rimarranno le stesse. Finché continuerà a vincere la destra più o meno estrema,
le violazioni non cesseranno e il muro di separazione non smetterà di essere
costruito. La sola speranza che vedo è la crescita dei partiti della sinistra
israeliana che tendenzialmente si relazionano coi palestinesi in modo più
pacifico. Solo così qualcosa potrebbe cambiare.
Mira, volontaria del Palestine Media Unit. Nelle scorse
settimane abbiamo assistito ad azioni oltraggiose da parte del governo
israeliano, come il rapimento di Ahmad Saadat del Fplp; solo un esempio di come
Israele disattenda gli accordi internazionali. Ma non solo, Israele ha usato i
palestinesi come strumento per conseguire obiettivi politici mentre il mondo
stava a guardare indifferente. E chi vincerà queste elezioni in Israele farà
esattamente lo stesso.
Dopo la vittoria di Hamas i palestinesi sono stati
minacciati e puniti da Israele e dalla comunità internazionale per la loro
scelta, che è stata libera e democratica. Di contro, i partiti israeliani non
vengono giudicati da nessuno per le loro posizioni razziste come il
trasferimento dei palestinesi, la costruzione del muro o l’espansione degli
insediamenti, che sono state usate per attirare voti. Anche partiti come
Kadima, che propone nuovi disimpegni unilaterali dai Territori Occupati: per
una persona comune che viva al d fuori di questa regione potrebbero sembrare
propositi incoraggianti, ma di fatto è solo una manovra come lo fu il
disimpegno da Gaza di cui tutti vediamo le conseguenze: bombardamenti, chiusure
dei confini e limitazione dei movimenti.
Yusra, volontaria del Palestine Media Unit. Penso che
le elezioni israeliane abbiano smesso di attirare l’attenzione dei palestinesi
perché produrranno un governo simile a quello attuale. Durante gli scorsi
governi abbiamo sperimentato lo stesso tipo di ideologia rispetto ai
palestinesi, il solo cambiamento possibile è rispetto agli scenari in cui il nuovo
potere si troverà a operare.
Sono convinta che in futuro le restrizioni al movimento varieranno a
seconda del clima politico: i palestinesi verranno puniti collettivamente
quando si vorrà che rinuncino ad altri loro diritti o secondo la contingenza
dei piani israeliani. Nonostante tutto nutro ancora una sottile speranza che
Hamas possa cambiare qualcosa sulla mappa di questa terra.