28/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Elezioni in Israele: le opinioni di alcuni studenti dell’università An Najah di Nablus
Scritto per noi da
Mira A.B. Nabulsi
Abbiamo chiesto ad alcuni studenti dell’università An Najah di Nablus, cosa pensano delle elezioni che si stanno svolgendo in Israele. Se ritengono che un cambiamento alla guida del governo israeliano possa avere degli effetti nella vita quotidiana dei palestinesi, se si aspettano un inasprimento delle procedure di sicurezza israeliane e quali sono le loro aspettative rispetto al processo di pace.
 
Sami, Web Designer. Personalmente considero i partiti israeliani come diverse facce della stessa medaglia, trovo che siano tutti estremisti quando si parla di trattare coi palestinesi.
Nelle scorse settimane il governo israeliano ha aumentato le violazioni e le azioni violente verso i palestinesi per usarle come strumento nella campagna elettorale. Poi, una volta che si sarà formato il governo, mi aspetto che i partiti si uniranno mettendo come priorità quella di combattere Hamas.
 
Fawaz, volontario del programma di interscambio giovanile. Penso che le politiche israeliane puntino tutte nella stessa direzione, cambiano solo le facce al governo.
Ultimamente il governo israeliano ha condotto azioni brutali nei territori palestinesi come parte della campagna elettorale; vogliono mandare agli elettori il messaggio che loro sono i più adatti a guidare Israele, ma sfortunatamente lo fanno a spese dei palestinesi.
Non credo che il governo israeliano cambierà atteggiamento sul lungo termine. La storia recente insegna che i diversi governi hanno avuto lo stesso atteggiamento su temi come il muro di separazione, gli insediamenti o i negoziati.
 
Ala Abu Dheir del Palestine Media Unit. Non credo ci saranno cambiamenti sulla società palestinese dopo le elezioni israeliane finché i partiti della sinistra israeliana resteranno deboli.
In queste ultime settimane abbiamo visto le forze israeliane comportarsi in modo estremamente violento. Penso che la ragione di ciò sia impedire ai palestinesi di condizionare l’opinione pubblica con azioni come gli attentati suicidi.
Credo insomma che le politiche verso i palestinesi rimarranno le stesse. Finché continuerà a vincere la destra più o meno estrema, le violazioni non cesseranno e il muro di separazione non smetterà di essere costruito. La sola speranza che vedo è la crescita dei partiti della sinistra israeliana che tendenzialmente si relazionano coi palestinesi in modo più pacifico. Solo così qualcosa potrebbe cambiare.
 
Mira, volontaria del Palestine Media Unit. Nelle scorse settimane abbiamo assistito ad azioni oltraggiose da parte del governo israeliano, come il rapimento di Ahmad Saadat del Fplp; solo un esempio di come Israele disattenda gli accordi internazionali. Ma non solo, Israele ha usato i palestinesi come strumento per conseguire obiettivi politici mentre il mondo stava a guardare indifferente. E chi vincerà queste elezioni in Israele farà esattamente lo stesso.
Dopo la vittoria di Hamas i palestinesi sono stati minacciati e puniti da Israele e dalla comunità internazionale per la loro scelta, che è stata libera e democratica. Di contro, i partiti israeliani non vengono giudicati da nessuno per le loro posizioni razziste come il trasferimento dei palestinesi, la costruzione del muro o l’espansione degli insediamenti, che sono state usate per attirare voti. Anche partiti come Kadima, che propone nuovi disimpegni unilaterali dai Territori Occupati: per una persona comune che viva al d fuori di questa regione potrebbero sembrare propositi incoraggianti, ma di fatto è solo una manovra come lo fu il disimpegno da Gaza di cui tutti vediamo le conseguenze: bombardamenti, chiusure dei confini e limitazione dei movimenti.
 
Yusra, volontaria del Palestine Media Unit. Penso che le elezioni israeliane abbiano smesso di attirare l’attenzione dei palestinesi perché produrranno un governo simile a quello attuale. Durante gli scorsi governi abbiamo sperimentato lo stesso tipo di ideologia rispetto ai palestinesi, il solo cambiamento possibile è rispetto agli scenari in cui il nuovo potere si troverà a operare.
Sono convinta che in futuro le restrizioni al movimento varieranno a seconda del clima politico: i palestinesi verranno puniti collettivamente quando si vorrà che rinuncino ad altri loro diritti o secondo la contingenza dei piani israeliani. Nonostante tutto nutro ancora una sottile speranza che Hamas possa cambiare qualcosa sulla mappa di questa terra.  
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