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La legge. “Storia e letteratura del Nuovo e del Vecchio Testamento”. Sotto il nome di
questi due corsi, la Bibbia entra ufficialmente nei programmi di studio pubblici
della Georgia, come libro di testo. La legge specifica che l’insegnamento avverrà
in modo “obiettivo, senza tentare di indottrinare gli studenti”. Ma per molti
è come se si stesse rompendo una barriera che dura da secoli. “E’ altamente inusuale,
se non senza precedenti, offrire corsi del genere con il sostegno dello Stato”,
dice Charles Haynes, direttore del First Amendment Center, un gruppo che mira a difendere i diritti costituzionali negli Usa. Non è la
prima volta che il testo sacro entra in classe, ci mancherebbe: negli States circa
mille high school, secondo il Christian Science Monitor, usano la Bibbia nei loro corsi. Ma si tratta di scuole private, liberissime
di organizzarsi da sé, con i contributi delle famiglie o delle chiese che hanno
messo in piedi i propri istituti scolastici. In Georgia invece si parla di scuole
finanziate dallo Stato.
I sostenitori. “Questo Paese è costruito sulla fede giudaico-cristiana”, ha dichiarato il senatore
repubblicano Tommie Williams, uno dei promotori della legge. “I nostri Padri Fondatori
citavano spesso le Scritture. Il nostro primo Congresso finanziò l’acquisto di
Bibbie da usare nelle scuole pubbliche”. Argomenti che evidentemente hanno convinto
i parlamentari della Georgia: alla Camera, il provvedimento è passato per 151
voti a 7. Ora manca solo la firma del governatore Sonny Perdue, per la gioia della
cosiddetta “destra religiosa”. “La Bibbia ha avuto così tanta influenza sulla
civiltà e la cultura moderna che sarebbe stupido non includerla in un programma
di studi”, dice Randy Brinson, fondatore del gruppo evangelico Redeem the Vote. “Gli studenti non sono preparati per il college se non hanno imparato i rudimenti
della Bibbia. Stiamo parlando di un miglioramento della pubblica istruzione. Non
è una questione religiosa”.
Le voci contrarie. Ma i critici non mancano. ““Siamo ovviamente preoccupati. Ci sono enormi trappole
legali”, dice Judith Schaeffer, vice direttore legale di People for the American way, un gruppo che in passato ha portato con successo in tribunale alcune scuole
che avevano istituito corsi simili. “La Bibbia non è un libro come gli altri.
Non è che lo consegni al tuo professore di inglese e ti puoi aspettare che lui
la insegni come Dickens. E la legge dice che verrà insegnata ‘la storia registrata
dal Vecchio e dal Nuovo Testamento’. Ma i tribunali hanno già stabilito che la
Bibbia non può essere insegnata come storia”. Anche l’Americans United for Separation of Church and State è ovviamente contaria. “Questa è una questione politica e religiosa”, spiega
a PeaceReporter Joe Conn, un portavoce di questa associazione. “Non è giusto insegnare solo
una religione, sarebbe meglio istituire un corso di religioni comparate. C’è una
tendenza in atto verso l’intromissioni delle questioni religiose nello Stato”.
Intanto, leggi simili sono già in preparazione in Alabama e Missouri.Alessandro Ursic