29/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ipocrisia di un trattato. La Non Proliferazione e l'Iran
scritto per noi da
Angelo Baracca*
 
 
Condivido pienamente le analisi del collega Massimo Zucchetti a proposito della strumentalità della denuncia dei programmi nucleari in Iran. Mi sembra importante aggiungere un’ulteriore dimostrazione di quanto sia strumentale, e a doppio binario, la posizione degli Stati Uniti, che continuano impunemente a stracciare qualsiasi regola e legge in base unicamente alla propria logica e ai propri interessi.
 
il professor angelo baraccaL'Unione Europea e il trattato. Il pressing sull’Iran, e sull’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Iaea), porta Teheran davanti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con l’ottusa complicità dell’Unione Europea, che non prova neppure imbarazzo di fronte allo stato di violazione del Trattato di Non Proliferazione (Tnp) in cui si trovano due dei negoziatori europei, Francia e Gran Bretagna per non avere rispettato l’obbligo del disarmo nucleare imposto dall’Art. VI del Trattato e ribadito dal parere della Corte Internazionale di giustizia del 1996, nonchè per le testate nucleari statunitensi ospitate da altri sei paesi europei (90 in Italia). Chi viola la legge pretende di controllare e imporre (a torto o a ragione) che altri la rispettino!
Vorrei far notare, inoltre, che mentre l’Iran – come ben documenta Zucchetti – è ben lungi dal costituire un rischio nucleare, vi sono paesi come la Germania (la quale pure va a negoziare con l’Iran) e il Giappone, che hanno  accumulato ingenti quantitativi di plutonio dal ritrattamento del combustibile delle proprie centrali nucleari, e possiedono tutte le conoscenze, le strutture e le capacità tecniche per fabbricare bombe sofisticate in tempi brevissimi. In Giappone vi sono forti spinte per rivedere la Costituzione pacifista, e anche per munire il paese di armamenti nucleari.
 
il logo dell'accordo nucleare tra india e usaIsraele, India e Pakistan. Nessuno si preoccupa poi di denunciare l’arsenale nucleare di Israele, che da poco meno di mezzo secolo costituisce il vero fattore destabilizzante nella regione, e l’origine di tutte le (deprecabili quanto comprensibili) aspirazioni di altri paesi a dotarsi di armi nucleari. Mi interessa però qui richiamare l’attenzione su un altro fatto, a mio avviso gravissimo. La recente “partnership nucleare” lanciata spudoratamente e con grande fragore mediatico dal Presidente Bush con l’India, in evidente funzione anti-cinese, supera qualsiasi limite di protervia e costituisce un ulteriore strappo al Tnp di gravità senza precedenti, premeditato, e con implicazioni imprevedibili. Come è possibile riconoscere lo status nucleare di un paese al di fuori del trattato, a pochi anni dallo shock, evidentemente tutto strumentale, dei test del 1998; e stabilire addirittura un accordo di fornitura di tecnologia nucleare?
Tecnologia “civile”, of course, se non fosse che proprio sulla base di questa l’India ha realizzato la bomba (come il Pakistan, e tutti i paesi che l’hanno fatta).
Questo equivale a fare apertamente del Tnp carta straccia. È il caso di ricordare che le testate realizzate dall’India e dal Pakistan si contano ormai a decine, e sono di tipi piuttosto sofisticati: i due paesi da molto tempo sviluppano i loro programmi nucleari militari, con gravi complicità internazionali, che sono scandalosamente emerse per il “padre” della bomba pachistana, lo scienziato Kahn.
 
una testata nucleare sfila durante uuna parata dell'esercito indianoUn Trattato asimmetrico. La foglia di fico di questo mostro giuridico (e logico) è costituita dal fatto che l’India accetterà i controlli della Iaea ai 14 reattori “civili”, dei 22 che il paese possiede: oltre a non capirsi bene su quale base la Iaea ispezionerà gli impianti nucleari di un paese non aderente al Tnp, non si vede proprio la funzione di questi controlli, dal momento che i restanti 8 reattori sono militari! l’India beninteso potrà fare tutto quello che le pare. Sia chiaro, la Iaea ha statutariamente il diritto di
ispezionare solo gli impianti civili: ma la ratio di questa limitazione stava originariamente nel fatto che gli impianti militari esistevano solo nei paesi nucleari aderenti al trattato, obbligati quindi a
smantellare i propri arsenali. Tutto il Tnp è scandalosamente asimmetrico e ingiusto, una volta caduta, o disattesa, la clausola decisiva dell’obbligo del disarmo. La Iaea non ha mai messo piede negli impianti nucleari di Israele, né della Francia e della Cina: prima del 1992 perché i due paesi non aderivano al trattato, dopo il 1992 perché aderirono al trattato come Stati nucleari (tenuti quindi al disarmo). Ma la Iaea non ha mai fatto neppure una ispezione agli impianti civili degli Usa o della Russia. A che titolo ora le farà all’India? E, soprattutto, a che cosa serviranno? La verità è che si sta cercando di rendere il Tnp un vero colabrodo, ancor più di quanto già non lo sia: con la copertura e il sostegno a Israele, con l’arroganza verso l’Iran, ora anche con il trionfale riconoscimento dell’India.
Un invito esplicito a tutti i paesi a farsi la bomba: solo avendola saranno rispettati! Il messaggio è chiaro. 
Categoria: Guerra, Armi, Ambiente
Luogo: Iran