Ipocrisia di un trattato. La Non Proliferazione e l'Iran
scritto per noi da
Angelo Baracca*
Condivido pienamente le analisi del collega Massimo
Zucchetti a proposito della strumentalità della denuncia dei programmi nucleari
in Iran. Mi sembra importante aggiungere un’ulteriore dimostrazione di quanto
sia strumentale, e a doppio binario, la posizione degli Stati Uniti, che
continuano impunemente a stracciare qualsiasi regola e legge in base unicamente
alla propria logica e ai propri interessi.
L'Unione Europea e il trattato. Il pressing sull’Iran, e sull’Agenzia Internazionale per
l’Energia Atomica (Iaea), porta Teheran davanti al Consiglio di Sicurezza
dell’Onu, con l’ottusa complicità dell’Unione Europea, che non prova neppure
imbarazzo di fronte allo stato di violazione del Trattato di Non Proliferazione
(Tnp) in cui si trovano due dei negoziatori europei, Francia e Gran Bretagna
per non avere rispettato l’obbligo del disarmo nucleare imposto dall’Art. VI
del Trattato e ribadito dal parere della Corte Internazionale di giustizia del
1996, nonchè per le testate nucleari statunitensi ospitate da altri sei paesi
europei (90 in Italia). Chi viola la legge pretende di controllare e imporre (a
torto o a ragione) che altri la rispettino!
Vorrei far notare, inoltre, che
mentre l’Iran – come ben documenta Zucchetti – è ben lungi dal costituire un
rischio nucleare, vi sono paesi come la Germania (la quale pure va a negoziare
con l’Iran) e il Giappone, che hanno
accumulato ingenti quantitativi di plutonio dal ritrattamento del
combustibile delle proprie centrali nucleari, e possiedono tutte le conoscenze,
le strutture e le capacità tecniche per fabbricare bombe sofisticate in tempi
brevissimi. In Giappone vi sono forti spinte per rivedere la Costituzione
pacifista, e anche per munire il paese di armamenti nucleari.
Israele, India e Pakistan. Nessuno si preoccupa poi di denunciare l’arsenale nucleare
di Israele, che da poco meno di mezzo secolo costituisce il vero fattore
destabilizzante nella regione, e l’origine di tutte le (deprecabili quanto
comprensibili) aspirazioni di altri paesi a dotarsi di armi nucleari. Mi
interessa però qui richiamare l’attenzione su un altro fatto, a mio avviso
gravissimo. La recente “partnership nucleare” lanciata spudoratamente e con
grande fragore mediatico dal Presidente Bush con l’India, in evidente funzione
anti-cinese, supera qualsiasi limite di protervia e costituisce un ulteriore
strappo al Tnp di gravità senza precedenti, premeditato, e con implicazioni
imprevedibili. Come è possibile riconoscere lo status nucleare di un paese al
di fuori del
trattato, a pochi anni dallo shock, evidentemente tutto strumentale, dei test
del 1998; e
stabilire addirittura un accordo di fornitura di tecnologia nucleare?
Tecnologia “civile”, of course, se non fosse che proprio sulla base di questa
l’India ha realizzato la bomba (come il Pakistan, e tutti i paesi che l’hanno
fatta).
Questo equivale a fare apertamente del Tnp carta straccia. È il caso di
ricordare che le testate realizzate dall’India e dal Pakistan si contano ormai
a decine, e sono di tipi piuttosto sofisticati: i due paesi da molto tempo
sviluppano i loro programmi nucleari militari, con gravi complicità
internazionali, che sono scandalosamente emerse per il “padre” della bomba
pachistana, lo scienziato Kahn.
Un Trattato asimmetrico. La foglia di fico di questo mostro giuridico (e logico) è
costituita dal fatto che l’India accetterà i controlli della Iaea ai 14
reattori “civili”, dei 22 che il paese possiede: oltre a non capirsi bene su
quale base la Iaea ispezionerà gli impianti nucleari di un paese non aderente
al Tnp, non si vede proprio la funzione di questi controlli, dal momento che i
restanti 8 reattori sono militari! l’India beninteso potrà fare tutto quello
che le pare. Sia chiaro, la Iaea ha statutariamente il diritto di
ispezionare solo gli impianti civili: ma la ratio di questa
limitazione stava originariamente nel fatto che gli impianti militari
esistevano solo nei paesi nucleari aderenti al trattato, obbligati quindi a
smantellare i propri arsenali. Tutto il Tnp è scandalosamente
asimmetrico e ingiusto, una volta caduta, o disattesa, la clausola decisiva
dell’obbligo del disarmo. La Iaea non ha mai messo piede negli impianti
nucleari di Israele, né della Francia e della Cina: prima del 1992 perché i due
paesi non aderivano al trattato, dopo il 1992 perché aderirono al trattato come
Stati nucleari (tenuti quindi al disarmo). Ma la Iaea non ha mai fatto neppure
una ispezione agli impianti civili degli Usa o della Russia. A che titolo ora
le farà all’India? E, soprattutto, a che cosa serviranno? La verità è che si
sta cercando di rendere il Tnp un vero colabrodo, ancor più di quanto già non
lo sia: con la copertura e il sostegno a Israele, con l’arroganza verso l’Iran,
ora anche con il trionfale riconoscimento dell’India.
Un invito esplicito a
tutti i paesi a farsi la bomba: solo avendola saranno rispettati! Il messaggio
è chiaro.