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Nella notte tra giovedì e venerdì, i talebani che
controllano la regione tribale pachistana del Waziristan, al confine con l’Afghanistan,
hanno attaccato a colpi di missili un posto di blocco dell’esercito nella
cittadina di Miran Shah. Le forze governative hanno contrattaccato con
artiglieria ed elicotteri da combattimento, uccidendo almeno una ventina di
miliziani.
I talebani alla ricerca di un leader politico. Il
problema, che Musharraf finge di non vedere, è che la maggioranza dei talebani
del Waziristan sono pachistani pashtun delle locali tribù Wazir, Meshud e
Dawar, i quali godono del sostegno politico della Muttahida Majlis-e-Amal
(Mma), la coalizione di sei partiti religiosi integralisti islamici che sta
all’opposizione del governo di Musharraf, ma che dal 2002 governa le
province pashtun che confinano con l’Afghanistan.
La storia del campione mondiale di cricket. Imarn
Khan è nato 54 anni fa a Lahore. Figlio di una ricchissima famiglia, Imran
viene avviato alla classica trafila di studi dei rampolli dell’aristocrazia
pachistana: prima il celebre Aitchison College di Lahore, l’istituto scolastico
più ‘british’ del paese, e poi Oxford, in Gran Bretagna. E’ in questi ambienti
che la sua bravura nel cricket viene alla luce. Negli anni Settanta in
Inghilterra la sua fama cresce rapidamente, e nel decennio successivo Khan si
afferma
come vera star dello sport: le squadre se lo contendono con contratti
miliardari, le donne impazziscono per il suo bell’aspetto, i ragazzini
vorrebbero tutti giocare come lui, il loro idolo. Nel 1982 torna in Pakistan
per capitanare la nazionale di cricket pachistana, che dieci anni dopo, nel
’92, porterà alla vittoria del campionato mondiale. Nel 1995, ormai considerato
una sorta di eroe nazionale, Imran Khan domina anche le pagine della cronaca
rosa mondiale per il suo matrimonio con Jemima Goldsmith, figlia del
miliardario britannico Sir James Goldsmith, amica intima
di Lady Diana e futura moglie dell’attore americano Hugh Grant.
La conversione di Khan all’islam e alla politica. La vita di Imarn Khan subisce una svolta radicale dopo l’11 settembre.
Diventa un fervente religioso, inizia a litigare con la moglie (da cui
divorzierà nel 2004), abbandona il cricket e si dà alla politica attiva
fondando un partito di ispirazione fondamentalista islamica: il Pakistan
Tehrik-i-Insaaf, Movimento Pachistano per la Giustizia. Alle elezioni del
2002 viene eletto in parlamento. Nel 2005 promuove le proteste antiamericane
dopo l’episodio della profanazione del Corano a Guantanamo. Nel 2006 fa lo
stesso con le manifestazioni anti-occidentali per le vignette su Maometto e per
quelle anti-Bush in occasione della visita del presidente Usa in Pakistan. In
quei giorni la polizia lo metterà addirittura agli arresti domiciliari. Khan
non perde occasione di attaccare il presidente Musharraf, accusandolo di
arricchirsi sulle spalle del popolo pachistano ma soprattutto di essere una
marionetta nelle mani degli americani e di condurre, per loro ordine, una
sacrilega guerra contro i talebani pachistani del Waziristan. Tra i quali, non
stupisce, la fama dell’ex campione di cricket aumenta di giorno in giorno. Enrico Piovesana