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Il comunicato. La mossa dell’Eta, si legge nel comunicato, ha come obiettivo il “dare impulso
a un processo democratico nella Nazione Basca per costruire una nuova cornice
in cui siano riconosciuti i diritti che ci spettano come popolo, e che nel futuro
possa assicurare lo sviluppo di tutte le opzioni politiche”. Il fine ultimo del
gruppo separatista, quindi, resta. Per l’Eta, “il risultato del processo democratico”
(un referendum?) dovrà essere riconosciuto “senza nessun tipo di limitazioni”
dai governi di Francia e Spagna (ai quali è chiesto di “mettere da parte la repressione”),
e “la decisione che i baschi prenderanno sul loro futuro dovrà essere rispettata”.
L’Eta conclude affermando che suo "desiderio e volontà è che il processo aperto
giunga sino alla fine e si consegua così una vera situazione democratica per la
Nazione Basca, superando il conflitto di molti anni e costruendo una pace basata
sulla giustizia. Il superamento del conflitto, qui e ora, è possibile".
Un gruppo in difficoltà. Non è la prima volta che l’Eta annuncia un cessate il fuoco: l’ha già fatto
dieci volte, anche se solo in un’occasione si trattava di una sospensione della
violenza “unilaterale e a tempo indeterminato”. Era il settembre 1998, e la tregua
fu interrotta dopo 14 mesi perché, secondo l’Eta, il Partito popolare allora al
governo non aveva mantenuto i suoi impegni sulla via della pace. Il governo accusò
il gruppo separatista di aver solo voluto guadagnare tempo per riarmarsi. Stavolta,
però, potrebbe essere quella buona. L’Eta è in difficoltà: centinaia di suoi militanti
sono in prigione, le autorità di Madrid hanno messo fuorilegge Batasuna, il partito
considerato l’ala politica del movimento. Soprattutto, dall’omicidio di Miguel
Angel Blanco, un politico locale del Partito popolare rapito e ucciso dopo un
ultimatum nell’estate del 1997, l’Eta ha subito un calo di popolarità – anche
tra i baschi – da cui non si è più ripresa. Con l’arrivo al governo di Josè Luis
Zapatero, le trattative sono riprese. La maggioranza in Parlamento si era detta
favorevole all’apertura di negoziati con l’Eta se questa avesse mostrato una “chiara
volontà” di rinunciare alla violenza. L’offerta di Zapatero, che lo scorso mese
aveva visto vicino “l’inizio della fine” del gruppo separatista, sembra essere
stata accettata.Alessandro Ursic