23/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Oms annuncia alcuni risultati ottenuti nel controllo della tubercolosi: sono buone notizie
Le Americhe, le regioni a Sud Est dell’Asia e del Pacifico Occidentale ce l’hanno fatta: la meta fissata per la tubercolosi è stata raggiunta. Lo ha comunicato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con un rapporto sulla situazione pubblicato ieri (Global Tubercolosis Control 2006): in queste regioni nel 2005 è stato identificato il 70 percento dei casi di tubercolosi e curato con successo l’85 percento di questi pazienti.

Preparazione dei farmaci per la tubercolosi. Copyright - Who/P. Virot La meta è raggiungibile. “Questa è una dimostrazione chiara che gli investimenti sul controllo della tubercolosi funzionano” ha affermato il direttore generale dell’Oms, Lee Jong-wook. Anche nei Paesi con basso reddito e limiti economici enormi, i programmi sono stati efficaci e hanno prodotto risultati. Lo stesso impegno va replicato nei Paesi africani e in altre aree, dove il finanziamento e la priorità del controllo della tubercolosi rimane debole”. I successi riportati dall’Oms sono stati raggiunti in 26 Paesi, che hanno già ottenuto nel 2005 la meta auspicata per il 2006, con un anno di anticipo dunque. Fra questi vi sono anche le Flippine e il Vietnam, due zone ove la tubercolosi era particolarmente diffusa. A questi 26 Paesi potrebbero aggiungersene altri cinque, per i quali mancano ancora i risultati definitivi del 2005: Cambogia, Cina, India, Indonesia e Mynamar.

Produzione di farmaci in Africa. Copyright - Who/P. Virot Africa indietro, ma anche Europa. In base alle ultime valutazioni disponibili, nel solo 2004 la tubercolosi ha ucciso 1,7 milioni di persone e sono stati registrati quasi nove milioni di nuovi casi di malattia. In Africa si calcola un aumento dell’un percento ogni anno del numero di persone con tubercolosi. L'aumento nella diffusione di questa patologia infettiva viene attribuito, almeno in parte, alla infezione contemporanea con il virus dell’Aids e ai sistemi sanitari insufficienti. Nonostante sia possibile il controllo della tubercolosi, in termini di costi da sostenere, a fronte di risultati ottenibili, in Africa non vi sono ancora investimenti adeguati e il rapporto dell’Oms pubblicato oggi sottolinea la necessità di una risposta rapida ed energica da questo continente. Finora solo il Kenya ha messo in atto “azioni urgenti e straordinarie” nei confronti dell’infezione tubercolare e della coinfezione tubercolosi/Hiv. Ma vi è anche un’altra zona che preoccupa gli esperti: l’Europa dell’Est, dove la tubercolosi è diffusa e resistente al trattamento farmacologico.


 

Valeria Confalonieri

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