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Il rombo del motore della moto da cross nera e con la stella rossa dell’Ezln
(Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale) sul cupolino che doveva portare
il Delegato Zero (il nuovo nome del Sub Comandante Insurgente Marcos) in giro
per il Messico, a spiegare ai messicani la ‘Otra Campana’, è ancora forte e deciso.
I fatti. Sono partiti il 1° gennaio 2006, data simbolica per gli zapatisti che ricordano
come, nel 1994, il levantamiento (la ribellione degli indios) fece conoscere al mondo intero la situazione alla
quale erano soggetti gli indios Tzotzil, Chol, Tojolobal e Tzeltal che da millenni
abitano in Chiapas (regione a sud del Messico al confine con il Guatemala). Lo sapeva bene il Sub Comandante Marcos che sarebbe stata una faticaccia portare
in giro le idee innovative degli zapatisti senza essere oggetto di minacce e di
attacchi da parte di chi non sopporta la presenza di un movimento così forte e
determinato (soprattutto paramilitari e esercito regolare), ma non aveva alternative.
Le testimonianze. Juana Hernández, anch’essa aderente alla Otra Campana e attivista sindacale,
ha fatto sapere: “Ogni volta che il governo ci reprime ci dà più forza. Ogni volta
che dice li abbiamo distrutti noi risorgiamo dalle ceneri delle braci che riprendono
ad ardere”. Aristea Vicencio, insegnante in pensione, ha affermato: “Che bello
che sia venuto Marcos per potere dire le sue verità al governo che ci ha tanto
fregati e tanto dimenticati”. Il Segretario di Governo ha fatto sapere che esiste una situazione di libero transito
in Chiapas. Di diverso avviso il Sub Comandante Marcos: “Nel suo riposizionamento,
l'Esercito federale ha disseminato le comunità di gruppi paramilitari incaricati di provocare le nostre comunità" ha detto Marcos, aggiungendo "Continuano
i posti di blocco e le pattuglie con veicoli blindati nei principali centri delle
basi di appoggio zapatiste, i cosiddetti caracoles, sedi delle giunte di buon
governo”.Alessandro Grandi