stampa
invia
Lo scambio di accuse. In una e-mail spedita a tutti i senatori canadesi, la famiglia McLellan, del
Minnesota, protestava contro la caccia alle foche, una causa per cui recentemente
si è battuto anche l’ex Beatle Paul McCartney: viene effettuata a colpi di clava.
Si tratta, secondo i McLellan, di una pratica “brutale, orribile e disumana”,
e per questo la famiglia voleva comunicare ai senatori canadesi che aveva intenzione
di annullare la vacanza già programmata nel loro Paese. Nessuno dei politici si
è preso la briga di rispondere, tranne la liberale Hervieux-Payette. Che ha difeso
la caccia alle foche, “una componente importante dell'economia, un’attività che
permette la sopravvivenza di molte persone in una regione che abitano da secoli”.
E poi ha aggiunto: “Quello che trovo ‘orribile’ del vostro Paese è l’uccisione
quotidiana di innocenti in Iraq, le esecuzioni in particolare di detenuti di colore
nelle prigioni statunitensi, le enormi vendite di armi ai cittadini statunitensi.
Anche la destabilizzazione del mondo per colpa dell’aggressiva politica estera
del vostro governo è orribile”.
Le reazioni. “Che guardino prima nel loro orto”, ha rincarato poi la dose in un’intervista.
“E comincino a correggere cose più orribili della caccia alle foche in Canada.
I canadesi sono stufi di subire minacce e rappresaglie, siamo dei buoni vicini”.
La senatrice ha provocato però grande imbarazzo al partito liberale, che si è
distanziato dalle sue dichiarazioni. Il leader Bill Graham ha detto che quelle
parole “riflettono le opinioni personali della senatrice e non del partito”. Alessandro Ursic