22/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Thomas Lubanga processato all’Aja. Solo un caso isolato?
Da venerdì scorso Thomas Lubanga, leader della milizia Hema Union des Patriotes Congolaises, detiene un primato poco invidiabile. E’ il primo imputato catturato a séguito di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Penale Internazionale dell’Aja. L’accusa è di aver reclutato e utilizzato, nella guerra civile congolese, bambini di età inferiore ai 15 anni. Un precedente importante o solo un caso isolato?
 
Il leader dell'Upc Thomas LubangaAccuse pesanti. Arrestato nel febbraio 2005, poco dopo l’uccisione di 9 caschi blu della Monuc (la missione Onu in Congo), Lubanga ha atteso in carcere il compimento del proprio destino: le autorità di Kinshasa avevano evitato di incriminarlo proprio per non ostacolare il lavoro della Cpi, che lo scorso 10 febbraio, dopo mesi di indagini, ha emesso un mandato di cattura contro l’ex-leader miliziano. Trasportato su un aereo militare francese, Lubanga è arrivato lo stesso venerdì all’Aja, dove dovrà discolparsi di numerose accuse. Probabile infatti che, con il prosieguo delle indagini, altri capi di imputazione si aggiungano a quelli già emessi. Grande soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni per i diritti umani, che fanno però notare come molti dei responsabili dei massacri della guerra congolese siano ancora a piede libero. A cominciare da alcuni ex-signori della guerra, entrati nelle istituzioni di transizione secondo gli accordi di pace.
 
La Corte Penale Internazionale dell'AjaDue pesi e due misure. L’incriminazione di Lubanga non ha dato molti problemi, visto lo scarso peso da sempre rivestito dalle milizie dell’Ituri a livello politico. Per lo stesso motivo a l’Aja potrebbe arrivare a breve anche Floribert Njabu, leader del Front Nationaliste Integrationiste, la milizia Lendu che dal 1999 si scontra con l’Upc per il controllo dell’Ituri. Nel 2004 i combattimenti tra le due fazioni provocarono la morte di più di mille civili, e la fuga di altri 100 mila. Molto più difficile sarà far rispondere dei loro crimini i leader del Rcd-Goma, il principale gruppo ribelle filo-ruandese, e quelli del Mouvement pour la Liberation Congolaise, vicino all’Uganda. I loro rispettivi leader siedono infatti a Kinshasa come vice-presidenti, e incriminarli vorrebbe dire mettere in pericolo l’intero processo di pace, già in bilico a causa del ritardo nell’organizzare le prime elezioni del dopoguerra, che si dovrebbero tenere il prossimo giugno. I margini di manovra della Cpi sono ridotti anche dal fatto che potranno essere perseguiti solo i crimini commessi dopo il 1 luglio 2002, quando la Corte fu istituita.
 
Un bambino soldato dell'UpcPrecedenti importanti. Importante è anche il fatto che sia passato il principio per cui l’utilizzo dei bambini soldato è considerato un crimine di guerra. Per lo stesso reato infatti venerdì scorso un maggiore dell’esercito è stato condannato a cinque anni di prigione, visto che durante il conflitto i bambini furono arruolati da tutte le parti in guerra. Sarebbe bello che gli arresti della scorsa settimana divenissero dei precedenti per perseguire tutti i responsabili di crimini di guerra in Congo. Una possibilità al momento remota, visto che punire i pesci grossi vorrebbe dire aprire un vaso di Pandora in un momento troppo delicato per il Paese. Lubanga pagherà, forse non per tutti, ma sicuramente per molti che meriterebbero di sedere assieme a lui sul banco degli imputati di un freddo tribunale olandese.

Matteo Fagotto

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