30/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Negli Usa sono senza lavoro metà dei ventenni afroamericani. Una tendenza in preoccupante crescita
Le condizioni di vita degli afroamericani statunitensi si stanno aggravando sempre di più. Nuove ricerche condotte da tre università (Columbia, Princeton e Harvard) testimoniano un ulteriore deterioramento della situazione rispetto a quanto sinora riportato dalle statistiche condotte nel campo dell'impiego e dell'istruzione.
 
'A Bush non importa dei neri'Una preoccupante emergenza sociale. Specialmente nelle città dell'interno, larghe masse di giovani di colore scarsamente istruiti stanno diventando progressivamente marginalizzati, perdendo contatto con la società in misura assai superiore rispetto ai bianchi o agli ispanici. Gli studi dimostrano che, in questi strati della società, terminare la scuola è un'eccezione, lavorare legalmente un lusso, e che la prigione è quasi una routine, con tassi di incarceramento che per i neri salgono continuamente, nonostante i crimini siano in costante diminuzione. Ronald B. Mincy, docente di Scienze sociali alla Columbia University e autore dei 'Black males left behind' (Uomini di colore lasciati indietro), ha lanciato l'allarme per un'emergenza 'che non è più possibile ignorare'. "Gli anni '90 sono stati una decade negativa per i giovani di colore, nonostante il mercato del lavoro abbia offerto le migliori condizioni in 30 anni", spiega Harry J. Holzer, economista alla Georgetown University e autore del saggio 'Reconnecting disadvantaged young men' ('Reintegrare i giovani svantaggiati').
 
Operaio al lavoroSei persone su 10 sono state in prigione. Dai recenti studi emerge che la quota di giovani di colore senza lavoro è salita vertiginosamente. Nel 2000, il 65 per cento degli studenti che hanno abbandonato le superiori erano senza lavoro. Nel 2004 tale percentuale era salita al 72 per cento, a paragone del 34 per cento dei bianchi e del 19 per cento degli ispanici. Tra coloro che avevano invece terminato gli studi superiori, metà dei ventenni di colore era senza lavoro nel 2004 (erano il 46 per cento nel 2000). I tassi di incarcerazione delle persone di colore negli Stati Uniti sono aumentati gradualmente negli anni '90, raggiungendo picchi 'storici' negli ultimi anni. Nel '95, il 16 per cento degli afroamericani ventenni che non avevano terminato gli studi erano in prigione. Nel 2004 erano un quinto del totale. Fra i trentenni, 6 uomini su 10 avevano trascorso un periodo in cella.

Gli effetti dell'uragano KatrinaIl colore dei soldi. Dove individuare le cause di tale piaga sociale? A sentire i sociologi, nelle condizioni delle scuole, nell'assenza dei genitori, nel razzismo, nel declino della classe media e in una sottocultura che glorifica la criminalità sul lavoro. Numerosi giovani sono cresciuti senza padre, e non hanno mai avuto modelli positivi nella loro esistenza. Chi ha la fedina penale macchiata difficilmente ottiene un lavoro. Mindy Tarlow, direttrice esecutiva del Centro per l'impiego di Manhattan, un'agenzia che si occupa del reinserimento di uomini e donne con un passato di microcriminalità, ha reso noto che il tasso della sua agenzia nel collocare clienti sul mercato del lavoro è piombato dal 65 per cento del 2000 al 55 per cento del 2003. Il fatto che gli afroamericani non abbiano il medesimo accesso al mondo delle opportunità lavorative in un Paese come l'America, dimostra che l'uguaglianza sociale è per certi versi ancora ferma agli anni '50. Laddove la razza era la principale causa della segregazione, oggi lo è l'economia. E il colore di tale barriera oggi è il verde. Il colore dei soldi.

Luca Galassi

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