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Una preoccupante emergenza sociale. Specialmente nelle città dell'interno, larghe masse di giovani di colore scarsamente
istruiti stanno diventando progressivamente marginalizzati, perdendo contatto
con la società in misura assai superiore rispetto ai bianchi o agli ispanici.
Gli studi dimostrano che, in questi strati della società, terminare la scuola
è un'eccezione, lavorare legalmente un lusso, e che la prigione è quasi una routine,
con tassi di incarceramento che per i neri salgono continuamente, nonostante i
crimini siano in costante diminuzione. Ronald B. Mincy, docente di Scienze sociali
alla Columbia University e autore dei 'Black males left behind' (Uomini di colore
lasciati indietro), ha lanciato l'allarme per un'emergenza 'che non è più possibile
ignorare'. "Gli anni '90 sono stati una decade negativa per i giovani di colore,
nonostante il mercato del lavoro abbia offerto le migliori condizioni in 30 anni",
spiega Harry J. Holzer, economista alla Georgetown University e autore del saggio
'Reconnecting disadvantaged young men' ('Reintegrare i giovani svantaggiati').
Sei persone su 10 sono state in prigione. Dai recenti studi emerge che la quota di giovani di colore senza lavoro è salita
vertiginosamente. Nel 2000, il 65 per cento degli studenti che hanno abbandonato
le superiori erano senza lavoro. Nel 2004 tale percentuale era salita al 72 per
cento, a paragone del 34 per cento dei bianchi e del 19 per cento degli ispanici.
Tra coloro che avevano invece terminato gli studi superiori, metà dei ventenni
di colore era senza lavoro nel 2004 (erano il 46 per cento nel 2000). I tassi
di incarcerazione delle persone di colore negli Stati Uniti sono aumentati gradualmente
negli anni '90, raggiungendo picchi 'storici' negli ultimi anni. Nel '95, il 16
per cento degli afroamericani ventenni che non avevano terminato gli studi erano
in prigione. Nel 2004 erano un quinto del totale. Fra i trentenni, 6 uomini su
10 avevano trascorso un periodo in cella.
Il colore dei soldi. Dove individuare le cause di tale piaga sociale? A sentire i sociologi, nelle
condizioni delle scuole, nell'assenza dei genitori, nel razzismo, nel declino
della classe media e in una sottocultura che glorifica la criminalità sul lavoro.
Numerosi giovani sono cresciuti senza padre, e non hanno mai avuto modelli positivi
nella loro esistenza. Chi ha la fedina penale macchiata difficilmente ottiene
un lavoro. Mindy Tarlow, direttrice esecutiva del Centro per l'impiego di Manhattan,
un'agenzia che si occupa del reinserimento di uomini e donne con un passato di
microcriminalità, ha reso noto che il tasso della sua agenzia nel collocare clienti
sul mercato del lavoro è piombato dal 65 per cento del 2000 al 55 per cento del
2003. Il fatto che gli afroamericani non abbiano il medesimo accesso al mondo
delle opportunità lavorative in un Paese come l'America, dimostra che l'uguaglianza
sociale è per certi versi ancora ferma agli anni '50. Laddove la razza era la
principale causa della segregazione, oggi lo è l'economia. E il colore di tale
barriera oggi è il verde. Il colore dei soldi.
Luca Galassi