20/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Bush ha tentato di escludere Cuba dal Mondiale di Baseball. Senza risultati
scritto per noi  
di Gennaro Carotenuto

 
Bambino cubana con mazza da baseballL’hanno chiamato “Primo Classico mondiale”, anche se è la prima volta che si gioca, un ossimoro del quale il mondo del baseball non sembra sorprendersi. La “pelota”, come si dice nei Carabi (e che richiama il nostro chiamare il calcio “pallone”), o béisbol, è lo sport nazionale ovunque il calcio non la faccia da padrone, dal Giappone al Venezuela, dal Nicaragua alla Corea. E’ anche uno dei terreni nei quali si sfidano l’orgoglio nazionale cubano e quello degli Stati Uniti. Al contrario del ping-pong di Nixon però, il baseball non sembra unire gli Stati Uniti a Cuba. Tutt’altro. In base all’embargo unilaterale degli Stati Uniti contro l’isola, il presidente George W. Bush ha preteso fino all'ultimo istante di escludere Cuba dal Torneo. Per il governo statunitense è stata una sconfitta molto più grave di quella che aspettava sul diamante la formazione a stelle e strisce.
 
Tifosi cubani di baseballDisastro annunciato. Il presidente statunitense si è dovuto arrendere di fronte al fatto che tutto il mondo del baseball, la federazione internazionale, le nazionali rivali - che pure avrebbero avuto interesse ad escludere i quotatissimi cubani - ma anche lo stesso comitato organizzatore locale, sono stati compatti e hanno tenuto duro sul fatto che "senza Cuba non c'è baseball". Dovesse vincere Cuba, per il presidente Bush sarebbe un disastro politico che qualcuno ha paragonato – esagerando - a quando Adolfo Hitler fu costretto a vedere il nero Jessie Owens trionfare nelle olimpiadi di Berlino del 1936.
 
Giocatore cubanoCome e più del calcio. Se nel mondo non c’è baseball senza Cuba, a Cuba si respira baseball come e più che in Italia ci si appassiona al calcio. Cuba è per la pelota quello che il Brasile è per il calcio: è stata campione olimpico in tre delle ultime quattro olimpiadi – fu storico il trionfo di Atlanta nel 1996 in finale proprio contro le stelle professionistiche degli Stati Uniti - e ha portato a casa la stragrande maggioranza di Mondiali e coppe intercontinentali negli ultimi trent’anni.
Mercoledì notte, al termine della sfida decisiva dei quarti di finale, a San Juan di Puerto Rico, tra la nazionale cubana e quella locale, protrattasi fin oltre la mezzanotte dei Caraibi, l’intera isola è scesa in strada a festeggiare la qualificazione alle semifinali. Ma il confronto diretto con gli Stati Uniti non ci sarà. Lo squadrone statunitense, già con una vittoria sub judice contro il Giappone (questo protesta per due palesi errori arbitrali che hanno deciso il 4-3 per i nordamericani), si è fatto battere dal già eliminato Messico. In semifinale vanno dunque proprio il Giappone, la Corea del Sud –che è la squadra che ha più impressionato i tecnici- Cuba e la Repubblica Dominicana.
 
Fidel Castro sul campo di baseballVerso la finalissima. Ha partecipato anche l’Italia, senza lasciare particolare traccia di sé. Dopo un buon inizio con vittoria contro l’Australia, è stata sconfitta nettamente sia dal Venezuela che dalla Repubblica Dominicana finendo eliminata al primo turno.
Il 20 marzo la finalissima.
Categoria: Sport
Luogo: Cuba