Gli italiani sono presi dalle elezioni, e sembrano disinteressarsi del mondo. Che è in guerra
Ho visto l'orrore di Abu Ghraib. Le 279 fotografie e i 19 video
girati dai torturatori americani nella prigione irachena sono
pubblicate su internet da un sito americano. Le ho viste sul sito di
PeaceReporter. Sono sconvolgenti. Alcune le conoscevo altre no. Non
immaginavo fino a che punto si potesse spingere la barbarie.
Ma
quante Abu Ghraib ci sono oggi? Quante Guantanamo? Quante prigioni
volanti o stanze delle torture sono in funzione nel mondo mentre
leggete questo intervento?
Noi italiani
siamo presi dalle elezioni politiche. E' una constatazione, non un
giudiziio di merito. Sembriamo disinteressarci a quello che succede nel
resto del pianeta. Penso a quello che sta accadendo in queste ore in
Iraq dove gli americani hanno annunciato la più grande offensiva aerea
dal 2003 con migliaia di uomini "per stanare i ribelli nella zona di
Samarra".
Penso alle bombe al fosforo di Falluja e a tutte le volte che le hanno usate,
senza che noi lo sapessimo, contro i civili.
Penso
al blitz israeliano dell'altro giorno a Gerico, quando i carri armati
di Tel Aviv hanno assaltato la prigione della Cisgiordania per
catturare il leader del Fronte popolare accusato di aver ucciso nel
2001 il ministro del turiasmo israeliano. Guardo con preoccupazione
all'Iran dopo le dichiarazioni di Condoleezza Rice. Per gli Stati Uniti
d'America l'Iran è una minaccia. Washington non esclude "attacchi
preventivi" convinti che le loro guerre preventive servano ad esportare
la democrazia.
A quale prezzo?
Sandro Ruotolo