16/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli italiani sono presi dalle elezioni, e sembrano disinteressarsi del mondo. Che è in guerra
Ho visto l'orrore di Abu Ghraib. Le 279 fotografie e i 19 video girati dai torturatori americani nella prigione irachena sono pubblicate su internet da un sito americano. Le ho viste sul sito di PeaceReporter. Sono sconvolgenti. Alcune le conoscevo altre no. Non immaginavo fino a che punto si potesse spingere la barbarie.
Ma quante Abu Ghraib ci sono oggi? Quante Guantanamo? Quante prigioni volanti o stanze delle torture sono in funzione nel mondo mentre leggete questo intervento?
 
Noi italiani siamo presi dalle elezioni politiche. E' una constatazione, non un giudiziio di merito. Sembriamo disinteressarci a quello che succede nel resto del pianeta. Penso a quello che sta accadendo in queste ore in Iraq dove gli americani hanno annunciato la più grande offensiva aerea dal 2003 con migliaia di uomini "per stanare i ribelli nella zona di Samarra".
Penso alle bombe al fosforo di Falluja e a tutte le volte che le hanno usate, senza che noi lo sapessimo, contro i civili.
Penso al blitz israeliano dell'altro giorno a Gerico, quando i carri armati di Tel Aviv hanno assaltato la prigione della Cisgiordania per catturare il leader del Fronte popolare accusato di aver ucciso nel 2001 il ministro del turiasmo israeliano. Guardo con preoccupazione all'Iran dopo le dichiarazioni di Condoleezza Rice. Per gli Stati Uniti d'America l'Iran è una minaccia. Washington non esclude "attacchi preventivi" convinti che le loro guerre preventive servano ad esportare la democrazia.
A quale prezzo?
 
Sandro Ruotolo 
Categoria: Guerra, Tortura
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