Il Taser (Thomas A. Swift’s Electronic Rifle) nacque negli anni settanta da un’idea
dell'inventore John Cover. Inizialmente concepita come arma da difesa, una sorta
di evoluzione
del manganello elettrico, deve il suo nome a un eroe dei fumetti degli anni venti.
Nelle sue prime versioni era un dispositivo di piccole dimensioni con due elettrodi,
ma col tempo ha assunto le dimensioni di una vera e propria pistola, con due freccette
appuntite e collegate a un sottile filo elettrico capace di colpire un bersaglio
umano a 8 metri distanza e stordirlo con una forte scarica elettrica. Sebbene
venga ufficialmente utilizzata come arma per inibire il nemico, varie organizzazioni
in difesa dei diritti dell’uomo e tecnici esperti hanno affermato che i suoi effetti
possono essere mortali.
Taser X-REP. I dirigenti della Taser International hanno
definito questo nuovo prototipo come uno strumento che
moralizzerà i conflitti. Il nuovo Taser, dalla forma simile a un fucile
da caccia, sarà in grado di colpire bersagli a 30 metri di distanza, ma
l’azienda americana si è detta intenzionata a sviluppare rapidamente un
modello con una gittata di almeno 100 metri. Dotato di proiettili senza
fili, rilascerà scariche di 50 – 60 mila volt. L’onda elettrica
scaricata dai proiettili causa il blocco istantaneo del sistema nervoso
e la paralisi temporanea. Nel mese di febbraio la Taser Int. ha
annunciato di aver concluso con successo i test sul nuovo X-REP,
provato da 35 funzionari militari statunitensi. Stephen Kunich,
rappresentante dell’aeronautica, che si è volontariamente esposto alle
scariche elettriche per 5 secondi, ha commentato: “Dopo un forte colpo,
ho sentito i muscoli completamente bloccati e i sensi sopraffatti. Ero
totalmente incapace di muovermi e trasmettere messaggi al mio corpo”.
L’arma, per il cui sviluppo l’Istituto di ricerca navale statunitense
ha stanziato 500 mila dollari, sarà immessa sul mercato nel 2007 e
verrà consegnata in dotazione agli agenti di polizia e ai militari, i
quali già dispongono del vecchio modello X26.
Arma innocua o letale? Il successo di vendite dei Taser tra i cittadini privati e la grande diffusione
tra le forze di polizia è dovuto alle asserzioni di innocuità periodicamente rilasciate
dall’impresa costruttrice. Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dalla presunta
sicurezza dell’arma, i dirigenti della Taser Int. hanno dichiarato che “l’obiettivo
primario è quello di munire ogni agente di polizia americano di un Taser”. Da
anni varie organizzazioni in difesa dei diritti dell’uomo stanno denunciando gli
effetti mortali dell’arma. Secondo un recente rapporto di Amnesty International,
dal 2001 le vittime accertate a causa delle scariche elettriche dei Taser sarebbero
state circa 120 solo tra Stati Uniti e Canada. Un’indagine svolta dal quotidiano
statunitense The Arizona Republic, basata su uno studio pubblicato in gennaio
dal Journal of the National Academy of Forensic Engineers, ha evidenziato come
i test di sicurezza effettuati dei tecnici della Taser Int. si siano sempre basati
su dati non attendibili o, in molti casi, mai realmente posseduti. Gli studi svolti
da tecnici indipendenti hanno rilevato come l’effettiva potenza delle scariche
elettriche sia molto spesso di gran lunga superiore a quella dichiarata dall’impresa
costruttrice. Mentre i funzionari dell’azienda continuano a rassicurare sugli
effetti non letali dell’arma, gli studi scientifici a cui la Taser Int. non ha
partecipato hanno concluso che le scosse emesse sono abbastanza potenti da causare
fibrillazione ventricolare e, di conseguenza, l’infarto.
Utilizzo diffuso. Il
Taser è regolarmente utilizzato da più di 8.500 agenzie e
dipartimenti di polizia americani, e i soldati ne facevano già uso in
Afghanistan. I cittadini che ne possiedono uno negli Stati Uniti sono
circa 100 mila e, già da tempo, alcuni modelli di Taser vengono
utilizzati nelle scuole per sedare risse tra ragazzi. Amnesty
International ha ripetutamente denunciato l’utilizzo indiscriminato e
superfluo del Taser da parte degli agenti americani, soprattutto come
strumento di tortura contro i prigionieri di guerra. L’arma è molto
diffusa anche in Europa, soprattutto in Francia, dove recentemente il
ministro degli Interni Nicolas Sarkozy ha annunciato l’intenzione di
fornirne 3 mila alle Brigate anti-criminalità (Bac) entro il 2007,
informando però che ogni dispositivo, per prevenirne l’uso improprio,
sarà dotato di una piccola scatola nera che, oltre e registrare la data
e l’ora dell’utilizzo, indicherà anche la durata e l’intensità della
scarica emessa.