14/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



In nottata tutti gli internazionali hanno lasciato la Striscia, per Gerusalemme. E l'aviazione israeliana bombarda Gaza
Scontri armati tra miliziani delle Brigate dei Martiri di al Aqsa e la polizia palestinese, sono ancora in corso per le strade di Gaza città. L'aviazione israeliana è intervenuta e sta bombardandi intensamente diverse parti nel nord della Striscia di Gaza.
 
La situazione. In questo momento la situazione è particolarmente pericolosa per i cittadini internazionali che si trovano nella Striscia di Gaza: è in corso una specie di caccia all’occidentale, con l’obiettivo di sequestrarne quanti più possibile. Un cooperante da Gaza racconta: “Ci troviamo nella centrale della polizia di Gaza insieme a tutti gli altri volontari internazionali, meno gli undici che risultano rapiti. Ci hanno portato qui perché la polizia non era più in grado di proteggerci nel luogo dove eravamo stati accolti. Già questa mattina mi ero reso subito conto di come la situazione fosse grave, dal fatto che per le strade della città non ci si poteva muovere con sicurezza. Si incontravano cortei un po’ ovunque e la gente aveva rovesciato i bidoni della spazzatura per bloccare le strade. Quando ci hanno trasferito qui alla centrale la nostra auto è stata assalita da altri miliziani che tentavano di rapirci e c’è stata una sparatoria. Fortunatamente eravamo scortati dalla polizia che ha risposto al fuoco e ci ha coperto le spalle. Il tragitto l’abbiamo passato accucciati sui sedili procedendo col cofano alzato per proteggerci, ma per questo motivo non sono riuscito a farmi un’idea precisa di quanto accadesse tutto intorno. Si sentiva solo un gran clamore. Adesso siamo chiusi in questa centrale mentre fuori si intuisce molto movimento, spari ed esplosioni.  Evidentemente tutti sanno che siamo qui dentro.”
 
 L'intervento del Sismi. “Appena arrivati alla stazione abbiamo appreso che tutti i cittadini internazionali, tranne gli italiani, stavano per essere evacuati dalla Striscia di Gaza, verso Gerusalemme, passando a nord della Striscia per il valico di Eretz. Noi italiani siamo invece stati radunati da uomini dei servizi segreti militari italiani che avevano già organizzato il nostro trasferimento direttamente in Italia, passando a sud per il valico di Rafah e quindi l’Egitto. Abbiamo protestato perché ci sembrava un provvedimento eccessivo, non che non sia in gioco la nostra sicurezza, ma perché, come tutte le altre Ong, anche la nostra organizzazione ha delle sedi a Gerusalemme, dove saremmo stati al sicuro senza dover lasciare il Paese. Insomma, ci pareva che farci ritornare subito in Italia fosse più che altro una mossa politica, spinta forse dal clima elettorale o dalla presenza del presidente egiziano Mubarak in Italia. Fortunatamente dopo una lunga discussione con i servizi siamo riusciti a spuntarla e nelle prossime ore dovremmo spostarci insieme a tutti gli altri verso Gerusalemme.” 

Naoki Tomasini

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