15/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Scappò in Canada per evitare il Vietnam: a 56 anni torna negli Usa e viene arrestato
Stava per attraversare il confine tra Canada e Stati Uniti, il Paese in cui era nato, come aveva fatto ripetutamente in passato. Ma stavolta la traversata è finita alla frontiera: la lettura del suo passaporto canadese ha fatto venir fuori un vecchio mandato di arresto nei suoi confronti, perché nel 1968 aveva disertato il corpo dei Marines per non essere mandato in Vietnam. Così Allen Abney, 56 anni, è stato arrestato davanti a moglie e figlia, ed è stato spedito in cella in una base militare.
 
Allen AbneyL’arresto. Il fatto risale a giovedì 9 marzo: la famiglia Abney stava andando in vacanza nel Nevada. Intanto Abney è ancora dietro le sbarre, senza la possibilità di comunicare con i suoi. Nel frattempo gli è morto pure il fratello, ma lui non lo sa ancora. “Non posso credere che si sprechi tempo e denaro per dare la caccia a dei quasi sessantenni che hanno vissuto in pace negli ultimi quarant’anni”, ha detto la moglie Adrienne. Trentotto anni fa, come migliaia di altri giovani statunitensi, Abney si rifugiò in Canada per evitare il Vietnam. Allora era in vigore la leva obbligatoria e scappavano prima ancora di arruolarsi. Lui, nato negli Usa ma cresciuto in Canada, invece era già entrato a far parte dei Marines. Aveva partecipato all’addestramento, ma poco prima di partire per il Vietnam, a 19 anni, ritornò di nascosto nella sua patria adottiva. Nel 1977 ottenne la cittadinanza canadese. Nello stesso anno il presidente Jimmy Carter aveva offerto un’amnistia per i renitenti alla leva e un’opportunità ai disertori di chiedere l’annullamento dei procedimenti nei loro confronti, che Abney però non sfruttò.
 
Jeremy Hinzman è uno dei soldati che si sono rifiutati di prestare servizio in Iraq e ora sperano che il Canada conceda loro l'asiloL’accusa. “Sapevo che pensava molto a questa storia e che fu difficile per lui”, ha spiegato la figlia Jessica. “Credeva di aver preso la decisione giusta”. Tuttavia, da allora era entrato e uscito dagli Usa centinaia di volte, senza problemi. Il sospetto di molti, ora che gli Usa devono fronteggiare il problema dei disertori che vogliono evitare l’invio in Iraq (8.000 casi finora, in un esercito di volontari), è che si sia voluto dare un segnale. La pensa così anche la figlia di Abney. “Vogliono creare un precedente  rivolto ai giovani americani che vogliono rifugiarsi in Canada. Credo proprio che ci sia un disegno dietro, e che mio padre sia solo una parte del puzzle”, ha detto.
 
Neanche George W. Bush ha combattuto in VietnamUna sorte incerta. L’accusa è però respinta dai Marines. “Queste insinuazioni sono sbagliate, imprecise e prive di fondamento”, ha spiegato un portavoce. Intanto, Abney aspetta il suo destino: in teoria, c’è la possibilità che finisca davanti alla corte marziale e venga condannato fino a 5 anni di prigione, ma potrebbe anche cavarsela con un “congedo non onorevole”. Ieri il corpo dei Marines ha fatto sapere che ritiene “probabile” il suo rilascio nel giro di una settimana. A come finirà il suo caso sono interessati le migliaia di disertori del Vietnam ancora in vita: si calcola che furono circa 55mila quelli che scapparono in Canada. La sorte di Abney riguarderà anche i suoi emuli di questi anni: sono una decina i casi conosciuti di disertori che hanno oltrepassato il confine. Finora si sono visti rifiutare l’asilo politico. Di sicuro, sanno che tornare negli Usa, come ha fatto Abney, per loro equivale a prenotarsi una cella.

Alessandro Ursic

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