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Buone nuove. L’ondata progressista che sta attraversando l’America Latina ha fatto sì che
i paesi dell’area iniziassero una sorta di cooperazione impensabile in altri tempi.
Ha iniziato Cuba portando assistenza sanitaria in diverse nazioni del continente
e offrendo aiuti anche agli Usa, da sempre nemici giurati di Castro, sia in occasione
del famigerato 11 settembre (attentato alle torri gemelle), quando Castro offri
a Bush lo spazio aereo e gli aeroporti di Cuba per esigenze militari, sia dopo
le devastanti ferite lasciate dall’uragano Katrina, che ancora oggi non si sono
rimarginate.
Io posso. E’ notizia di qualche giorno fa che gli insegnanti cubani andranno in Bolivia
a sviluppare un metodo di insegnamento dal nome molto particolare ‘Yo, si puedo’
(io posso, ndr), per quella parte di popolazione che, ancora oggi, è analfabeta.
La strada è spianata. Che la Bolivia e Cuba siano due nazioni amiche si sa da tempo. Sin dai tempi
della fornitura di armi da parte del partito Comunista Boliviano ai guerriglieri
barbudos che stavano facendo la rivoluzione a Cuba, fra le due nazioni (forse
sarebbe meglio dire fra le due popolazioni) c’è sempre stata amicizia (con la
logica esclusione dei periodi dittatoriali boliviani). Adesso il progetto di alfabetizzazione
apre nuove strade per la collaborazione fra i due paesi. Non saranno solo le persone
adulte ad avere la possibilità di accedere a questo magnifico programma. Entro
un brevissimo periodo saranno più di 50 le scuole di alfabetizzazione con dotazioni
ultramoderne, come supporti audiovisivi e personal computer, a disposizione delle
generazioni più giovani. I dati dicino che siano almeno 700mila i bambini boliviani
che non sono mai andati a scuola. Adesso la storia cambierà. Anche il ministro
dell’istruzione della Bolivia, Felix Patzi, ha precisato che “oltre allo spagnolo”
negli edifici adibiti all’insegnamento troveranno posto anche professori di lingue
autoctone: Aymara, Quechua.Alessandro Grandi