
La nazionale brasiliana
disputerà la Coppa del mondo con un nuovo look. Il colletto della nuova maglia
ricorda lo stile delle prime uniformi usate dal Brasile. Il bordo delle maniche
richiama il colore verde del colletto. I calzoncini saranno blu royal, con
banda laterale bianca. I calzettoni bianchi. La seconda maglia avrà il blu
royal come colore predominante, con colletto e bordi delle maniche bianchi. Il
simbolo della Cbf, che torna a sinistra, sul cuore, in entrambe le maglie,
apparirà nella seconda con un bordo giallo. Calzoncini bianchi con banda
laterale blu e il logo Cbf bordato di verde saranno abbinati a calzettoni blu
con risvolto bianco.
Tutti in Germania. Quasi 2.500 brasiliani accompagneranno, dal Brasile,
la spedizione della Seleção. Le agenzie viaggi hanno praticamente esaurito
tutti i pacchetti a loro destinati e disponibili per il Brasile. Almeno altre
2mila persone sono in lista di attesa, in caso di rinuncia. Un migliaio ha già
dovuto rinunciare al sogno di assistere dal vivo al mondiale tedesco. Il tifoso
medio che ha acquistato il pacchetto viaggio-soggiorno-stadio è prevalentemente
una persona di sesso maschile, con alto potere d’acquisto. A questo profilo
largamente preponderante, si deve aggiungere un 6 per cento costituito da
coppie e solo l’1 per cento di donne, che viaggeranno con altre amiche.
Corsa alla tv. I produttori brasiliani di televisori prevedono un boom
delle vendite, proprio in occasione della Coppa del mondo. Paulo Soab,
presidente di Eletros – Associazione nazionale dei fabbricanti di prodotti
elettrodomestici – ha reso noto che normalmente nell’anno dei mondiali si
registra un incremento che va dal 3 al 4 per cento nel totale degli acquisti di
televisori. Soab ritiene che mai come questa volta ci sia stata totale fiducia
tra i tifosi brasiliani sull’esito positivo della Coppa e crede che il 2006
potrà rappresentare l’anno del record nelle vendite di apparecchi tv.
La seleçao. La rosa della squadra brasiliana per i
mondiali del 2006 è praticamente definita. Rimangono solo un paio di punti
interrogativi. Uno di questi riguarda l’attacco, con tre giocatori in lotta per
l’ultimo posto disponibile. Ricardo Oliveira del Betis Siviglia sembrava
favorito, fino al recente infortunio. Se non dovesse farcela a recuperare,
potrebbe lasciare spazio a Fred, attaccante del Lione o a Nilmar, che sta
giocando al fianco dell’argentino Carlitos Tevez nel Corinthians. L’altro
dubbio riguarda il nome del laterale destro che dovrà fare da riserva a Roberto
Carlos. Gustavo Nery del Corinthians sembra in vantaggio, essendo stato
convocato per l’amichevole del 1º marzo con la Russia. Gilberto dell’Hertha
Berlino e Junior del São Paulo, campione mondiale per club, sono pure in corsa.
Malgrado l’operazione al ginocchio, Cafu del Milan dovrebbe avere il posto
garantito ed essere ancora una volta il capitano della Seleção, che vanta quattro
titoli mondiali.
Excursus storico. A taça do mundo è nossa. Com brasileiro,
não há quem possa. (La coppa del mondo è nostra. Con i brasiliani, non ce n’è
per nessuno) è il
ritornello della canzone che divenne la colonna sonora della prima conquista
brasiliana nella storia della Coppa del mondo, 1958 in Svezia, e che venne
cantata nuovamente nel 1962, per il trionfo della Seleção nel mondiale del
Cile. Un torneo caratterizzato dal gioco duro e dalle sviste arbitrali. Cileni
e italiani, ad esempio, giocarono la partita più violenta nella storia dei
mondiali, una vera battaglia senza esclusione di colpi, sotto l’occhio
compiacente dell’arbitro inglese Kenneth Aston. Con botte che ricordarono più
un incontro di boxe che una partita di calcio. Nella stessa Coppa, il russo
Dubinski e lo svedese Eschmann riportarono paurose fratture. La situazione era
talmente fuori controllo che la Commissione arbitrale della Fifa convocò una
riunione straordinaria e impose a tutti i fischietti un maggior rigore contro
i
violenti. Ma il rigore non fu particolarmente applicato nei confronti degli
avversari del Brasile, che perse Pelé
gia nel secondo incontro, un
pareggio senza reti con la Cecoslovacchia, squadra che sarebbe poi tornata ad
affrontare la Seleção in finale. Senza ”O Rei”, fu Garrincha a mettere il
sigillo alla Coppa. Nella finale della Coppa del mondo non segnò, ma fu decisivo
nella
vittoria per 3 a 1 sulla Cecoslovacchia. I gol di Amarildo, riserva di Pelé,
Zito e Vavá garantirono la permanenza della Coppa nelle mani del Brasile,
consolidando la sua etichetta di “País do futebol”. La nazionale divenne motivo
di gioia e di orgoglio per un popolo stufo di essere tradito e umiliato dai
propri governanti. Un anno prima della conquista del mondiale, il presidente
Jânio
Quadros, eletto nel 1960

con un’imponente quantità di voti a
favore ma che governò solo sei mesi, dal 31 gennaio al 25 agosto del 1961,
aveva rinunciato all’incarico adducendo come motivazione il fatto di «non
potere lottare contro forze occulte». Che cosa intendesse, nessuno lo seppe
mai. Tenne il segreto fino alla morte, avvenuta nel febbraio del 1992. Dopo la
rinuncia di Jânio, ci fu grande confusione. I militari tentarono di impedire
l’insediamento del suo vice, João Goulart. Non ci riuscirono, ma imposero
l’adozione di un regime che ne limitasse il potere. Primo ministro divenne
Tancredo Neves, politico
mineiro che sarebbe successivamente stato il
primo presidente eletto del Brasile, dopo venti anni di dittatura. I militari
presero il potere nel 1964, per mezzo di un golpe che depose Goulart. Furono
anni di intense trasformazioni politiche, sociali ed economiche.