11/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Trovato nella sua cella al Tribunale penale dell'Aja. Era imputato di genocidio
Slobodan Milosevic, ex presidente della Jugoslavia, è stato trovato morto nella sua cella del Tribunale penale internazionale. Milosevic, 64 anni, soffriva di pressione alta e problemi vascolari. Il Tribunale, che il mese scorso gli aveva negato il permesso di recarsi in Russia per cure mediche, ha dichiarato in un comunicato che avvierà un'indagine approfondita per stabilire le cause della morte, compreso un esame tossicologico per escludere ogni dubbio su un possibile suicidio.
 
Slobodan MilosevicCrimini di guerra. Sul capo di Milosevic, presidente jugoslavo dal 1987 al 2000 e arrestato il 1 aprile 2001 a Belgrado, pendevano 60 imputazioni: tra le più importanti crimini di guerra, crimini contro l'umanità, genocidio. I suoi legali stavano preparando il memoriale difensivo, che avrebbe dovuto essere presentato alla Corte entro l'estate. Accusato di aver dato inizio al conflitto jugoslavo negli anni '90, Milosevic avrebbe dovuto rispondere dei fatti della guerra di Bosnia, del massacro di oltre 8 mila musulmani bosniaci a Srebrenica nel 1995 e della pulizia etnica avviata in Kosovo nel 1999. La sua morte giunge ad appena una settimana di distanza dal suicidio di Milan Babic, ex leader degli irredentisti serbi di Croazia nella Kraijna e testimone chiave nel processo a Milosevic. Babic era stato condannato a 13 anni di prigione, ed aveva descritto nei dettagli la struttura politica e militare guidata da Milosevic. L'accusa di genocidio - tra tutte la più grave - e di complicità in genocidio si riferiva alle sue responsabilità nel deliberato sterminio di migliaia di musulmani bosniaci e croati di Bosnia.
 
Fosse comuni in BosniaIl massacro di Srebrenica. L'episodio più noto e funesto della guerra jugoslava è sicuramente quello del massacro di Srebrenica: qui, il 30 maggio del 1995 l'Onu dichiarò improvvisamente che i Caschi Blu dell'Onu nell'enclave bosniaca dovessero farsi da parte. Il 9 luglio, l'esercito serbo-bosniaco, guidato dal generale Ratko Mladic, iniziò a bombardare la città dando avvio a due settimane di rastrellamenti, uccisioni, di donne, vecchi e bambini. Oltre 8 mila uomini dai 12 ai 77 anni vennero divisi in gruppi, massacrati e sepolti in fosse comuni. Ratko Mladic e Radovan Karadzic (allora presidente della repubblica serba di Bosnia) sono tutt'ora latitanti. Milosevic aveva sempre escluso ogni responsabilità nell'episodio. Emma Bonino, già Commissario Ue per gli Aiuti umanitari, ha dichiarato che, nonostante la sua morte non consentirà di terminare il processo a suo carico per crimini di guerra contro l'umanità, "sul suo operato la storia ha già dato il proprio giudizio".

Luca Galassi

Pubblicità
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità