10/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Confermata la discesa nel numero di morti, 48% in meno in sei anni
Jong-wook Lee, Direttore generale dell'Oms. Copyright - Who/P. VirotScendono ancora i morti per morbillo nel mondo. Secondo il nuovo comunicato congiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e del Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite (Unicef), i dati ufficiali registrati nel 2004 confermano l’andamento in discesa dei casi mortali, pressoché dimezzati.

Una conferma anno dopo anno. Già lo scorso anno, in un comunicato del 4 marzo, era stata data la buona notizia: un calo del 40 percento nel numero di persone che hanno perso la vita per questa malattia infettiva fra il 1999 e il 2003. I dati di quest’anno continuano la scia positiva e la diminuzione in sei anni (fra il 1999 e il 2004) raggiunge il 48 percento. Tradotta la percentuale in numeri, grazie alle iniziative di vaccinazione e controllo della malattia in diversi Paesi, secondo le ultime valutazioni nel 2004 vi sono stati 454mila morti, a fronte degli oltre 870mila del 1999. “Questa è la storia di un grande successo nella sanità pubblica” ha commentato il direttore generale dell’Oms, Jong-wook Lee.

Vaccinazione. Copyright - Who/P. VirotL'Asia ancora indietro. Il morbillo è una delle malattie infettive maggiormente contagiose: può causare invalidità permanenti, fra cui cecità e danni cerebrali, e la morte per le complicanze di una diarrea grave o di polmoniti. Nel solo 2004 sono morti per questa infezione 410mila bambini sotto i cinque anni: “Il morbillo rimane il maggiore killer dei bambini nei Paesi poveri, ma questo non dovrebbe succedere” sottolinea Ann M. Veneman, direttore esecutivo dell’Unicef. In questi anni gli sforzi di Oms e Unicef si sono concentrati in 47 Paesi che, da soli, coprono la quasi totalità dei morti per morbillo (98 percento): diffusione della vaccinazione, trattamento dei bambini infettati e miglioramento dei sistemi di sorveglianza della malattia. I risultati migliori sono appannaggio dell’Africa sub-sahariana, dove, secondo le stime presentate oggi, i casi e i morti per morbillo sono scesi del 60 percento. Lo stesso non si può dire del Sud dell’Asia, zona geografica in cui i progessi sono stati più lenti: l’obiettivo è ora raggiungere in quelle regioni una copertura con il vaccino pari al 90 percento.

 

Valeria Confalonieri

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