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Scendono ancora i morti per morbillo nel mondo. Secondo il nuovo
comunicato congiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e
del Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite (Unicef), i dati ufficiali
registrati nel 2004 confermano l’andamento in discesa dei casi mortali, pressoché
dimezzati.
L'Asia ancora indietro. Il morbillo è una delle malattie infettive maggiormente contagiose: può
causare invalidità permanenti, fra cui cecità e danni cerebrali, e la
morte per le complicanze di una diarrea grave o di polmoniti. Nel
solo 2004 sono morti per questa infezione 410mila bambini sotto i
cinque anni: “Il morbillo rimane il maggiore killer dei bambini nei
Paesi poveri, ma questo non dovrebbe succedere” sottolinea Ann M.
Veneman, direttore esecutivo dell’Unicef.
In questi anni gli sforzi di Oms e Unicef si sono concentrati in 47
Paesi che, da soli, coprono la quasi totalità dei morti per morbillo
(98 percento): diffusione della vaccinazione, trattamento dei bambini
infettati e miglioramento dei sistemi di sorveglianza della malattia. I
risultati migliori sono appannaggio dell’Africa sub-sahariana, dove, secondo le
stime
presentate oggi, i casi e i morti per morbillo sono scesi del 60
percento. Lo stesso non si può dire del Sud dell’Asia, zona geografica in cui
i progessi
sono stati più lenti: l’obiettivo è ora raggiungere in quelle regioni una
copertura con il vaccino pari al 90 percento.
Valeria Confalonieri