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Zone povere sotto studio.
Il dato è riportato da uno studio su tre regioni povere, con condizioni
maggiormente a rischio di tetano durante il parto. “Le tre zone sono
selezionate, utilizzando una serie di indicatori, perché fossero fra le
più povere” spiega a PeaceReporter Jos Vandelaer, dell’Organizzazione
mondiale della sanità (Department of Immunization, Vaccines and
Biologicals). “Se viene dimostrata l’eliminazione del tetano materno e
neonatale in aree con scarsa assistenza (sulla base dei dati
esistenti), si può considerare che l’infezione sia eliminata anche
nelle zone dove l’assistenza è migliore”. Negli anni ottanta i morti
per tetano
neonatale in Vietnam erano 20 per
1.000 nati vivi e circa 20mila bambini morivano di tetano ogni anno, ma
dal 1991 è stato portato avanti un programma di vaccinazione.
“L'obiettivo da raggiungere era meno di un caso di tetano neonatale
su 1000 nati vivi all’anno in ogni singola regione” dice Vandelaer.
“Quando nel 2000 è stata avviata l’Iniziativa contro il tetano materno
e neonatale, c’erano 57 Paesi che non l'avevano eliminato, 58 con
l’arrivo di Timor Est. Tutti Paesi poveri.
Da allora, 9 stati (fra cui il Vietnam) hanno eliminato questa
infezione, e vi sono molti progressi in altri
Paesi”. I Paesi che, come il Vietnam, hanno raggiunto questo risultato
positivo sono Eritrea, Malawi, Namibia, Nepal, Rwanda, Sudafrica, Togo,
Zimbabwe.
I rischi del parto. Il tetano materno e neonatale può essere prevenuto garantendo igiene e
pulizia durante il parto e con la vaccinazione delle donne in età
fertile. “Vengono infettate maggiormente le persone che vivono in zone
isolate e poco servite, dove i centri vaccinali e di distribuzione di
cure sono scarsi” conferma Vandelaer. Il vaccino dato alle future mamme
protegge infatti dal tetano sia i neonati sia loro stesse dal rischio
di contrarre l’infezione. I piccoli non protetti contro il tetano si
possono infettare, per esempio se il cordone ombelicale viene reciso
con strumenti non sterili, e nella maggior parte dei casi l’infezione neonatale
è mortale. “Le pratiche di parto non ingieniche sono una delle ragioni
per cui il tetano materno e neonatale è prevalente in alcuni Paesi, in
particolare dove la copertura vaccinale è bassa” spiega ancora
Vandelaer. “Negli ultimi anni sono state lanciate alcune iniziative,
come ‘Making Pregnancy Safer’ (rendere la gravidanza più sicura, ndr),
per migliorare le pratiche del parto. In ogni caso bisogna riconoscere
che il progresso in questo settore è spesso rallentato, perché ci sono
ostacoli posti dalle infrastrutture e dal personale e perché
i cambiamenti nelle pratiche tradizionali pericolose possono richiedere
tempo”.
Valeria Confalonieri