13/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Raggiunto l'obiettivo di eliminare il rischio di infezione per neonati e mamme
Eliminato il tetano materno e neonatale in Vietnam. Il Ministro della salute, l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Unicef hanno fatto sapere che è stato raggiunto l’obiettivo di ridurre la mortalità per questa infezione alla nascita a un caso ogni 1.000 neonati vivi.

Zone povere sotto studio. Il dato è riportato da uno studio su tre regioni povere, con condizioni maggiormente a rischio di tetano durante il parto. “Le tre zone sono selezionate, utilizzando una serie di indicatori, perché fossero fra le più povere” spiega a PeaceReporter Jos Vandelaer, dell’Organizzazione mondiale della sanità (Department of Immunization, Vaccines and Biologicals). “Se viene dimostrata l’eliminazione del tetano materno e neonatale in aree con scarsa assistenza (sulla base dei dati esistenti), si può considerare che l’infezione sia eliminata anche nelle zone dove l’assistenza è migliore”. Negli anni ottanta i morti per tetano neonatale in Vietnam erano 20 per 1.000 nati vivi e circa 20mila bambini morivano di tetano ogni anno, ma dal 1991 è stato portato avanti un programma di vaccinazione. “L'obiettivo da raggiungere era meno di un caso di tetano neonatale su 1000 nati vivi all’anno in ogni singola regione” dice Vandelaer. “Quando nel 2000 è stata avviata l’Iniziativa contro il tetano materno e neonatale, c’erano 57 Paesi che non l'avevano eliminato, 58 con l’arrivo di Timor Est. Tutti Paesi poveri. Da allora, 9 stati (fra cui il Vietnam) hanno eliminato questa infezione, e vi sono molti progressi in altri Paesi”. I Paesi che, come il Vietnam, hanno raggiunto questo risultato positivo sono Eritrea, Malawi, Namibia, Nepal, Rwanda, Sudafrica, Togo, Zimbabwe.

Copyright - Who/P. VirotI rischi del parto. Il tetano materno e neonatale può essere prevenuto garantendo igiene e pulizia durante il parto e con la vaccinazione delle donne in età fertile. “Vengono infettate maggiormente le persone che vivono in zone isolate e poco servite, dove i centri vaccinali e di distribuzione di cure sono scarsi” conferma Vandelaer. Il vaccino dato alle future mamme protegge infatti dal tetano sia i neonati sia loro stesse dal rischio di contrarre l’infezione. I piccoli non protetti contro il tetano si possono infettare, per esempio se il cordone ombelicale viene reciso con strumenti non sterili, e nella maggior parte dei casi l’infezione neonatale è mortale. “Le pratiche di parto non ingieniche sono una delle ragioni per cui il tetano materno e neonatale è prevalente in alcuni Paesi, in particolare dove la copertura vaccinale è bassa” spiega ancora Vandelaer. “Negli ultimi anni sono state lanciate alcune iniziative, come ‘Making Pregnancy Safer’ (rendere la gravidanza più sicura, ndr), per migliorare le pratiche del parto. In ogni caso bisogna riconoscere che il progresso in questo settore è spesso rallentato, perché ci sono ostacoli posti dalle infrastrutture e dal personale e perché i cambiamenti nelle pratiche tradizionali pericolose possono richiedere tempo”.

 

Valeria Confalonieri

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