L'Italia invierà dei caccia bombardieri. Per fotografare papaveri...

“Prossimamente” verranno schierati in Afghanistan,
nell’ambito della missione Isaf a guida Nato, sei aerei cacciabombardieri
ricognitori Amx dell’Aeronautica militare italiana. A darne notizia è stato il
generale Fabrizio Castagnetti, responsabile del Comando Operativo Interforze
(Coi), la struttura della Difesa che gestisce tutte le operazioni militari
italiane all’estero. L’annuncio è stato fatto lo scorso 8 febbraio a Roma in
occasione di un convegno organizzato dall’Udc sugli “aspetti umanitari delle
missioni militari all’estero”, tenutosi a Palazzo Marini, sede della Camera dei
Deputati.
Si tratterebbe del primo dispiegamento all’estero di
velivoli da combattimento italiani dopo la guerra del Golfo del 1991 (le
missioni aeree di bombardamento sulla Serbia partivano direttamente dal
territorio italiano e gli Harrier che parteciparono alle prime fasi della
guerra in Afghanistan decollavano dalla portaerei Garibaldi).
L’invio di caccia rappresenta un notevole salto di qualità
dell’impegno militare italiano in Afghanistan: un ‘teatro d’operazione’
diventato molto pericoloso a causa della recrudescenza della resistenza armata
talebana (duemila morti nel 2005, già quasi trecento nei primi due mesi del
2006).
Nonostante questo, a parte un breve lancio dell’Ansa, la
notizia è passata completamente inosservata. Forse perché, in periodo di
campagna elettorale, di certe cose è meglio non parlare.
Generale Castagnetti: “Amx contro la droga”. O,
quantomeno, se se ne parla, è meglio farlo in maniera dissimulata ed edulcorata
per non
creare allarme e scomode polemiche.
La versione ufficiale fornita sull’impiego di questi aerei è
stranamente rassicurante: non verranno usati per dare la caccia ai talebani, ma
per fotografare i papaveri da oppio. Il generale Castagnetti, parlando
al convegno di Roma, non ha fatto alcun riferimento a un loro impiego bellico,
limitandosi a dire che gli Amx verranno usati per scopi di “intelligence”
(cioè di ricognizione fotografica) e “potranno essere utilizzati anche
per la lotta al narcotraffico, potendo individuare i campi di papavero da cui
si ricava l’oppio”. Attenzione: “anche”. Il che significa che il loro impiego
primario sarà un altro. Il problema è: quale?
Blog militare: “Perché non dicono la verità?”. I
militari e gli esperti che partecipano al blog della rivista ‘Pagine di Difesa’
non hanno dubbi e, anzi, si sentono offesi dall’ipocrisia con cui si cerca di
nascondere la verità: “Dire che vanno a svolgere missioni di appoggio e
attacco al suolo con munizionamento guidato e non ... proprio non si poteva,
eh!??!?”, scrive uno di loro. E un altro: “Mi pare palese che quella dell'oppio
è una cazzatina per tenere buoni quelli del ‘mettete i fiori nei vostri
cannoni’. I nostri Amx semplicemente sostituiranno i sei F-16 dell’Isaf
attualmente in teatro”. (v.
articolo con gli
altri commenti).
“Conosco il blog di ‘Pagine di Difesa’ – ci ha detto il
generale Fabio Mini – è lo stesso in cui scrivevano i compagni
dell’elicotterista italiano ucciso in Iraq, e dissero tutte cose vere. Così, in
questo caso, si tratta di piloti e militari, persone del mestiere che sanno di
cosa parlano”.
Un tenente: “Ci prendono per i fondelli”. Abbiamo
contattato telefonicamente uno dei partecipanti a quel blog, un tenente a
riposo che, a patto di rimanere anonimo, ci ha detto: “Fare foto ai campi
d’oppio con gli Amx è come soffiarsi il naso con l’aspirapolvere! E’ una
barzelletta, una presa per i fondelli. Non ci crederebbe nemmeno mio figlio di
due anni! Quegli aerei vanno per effettuare missioni di combattimento. L’Amx è
un aereo per attacchi al suolo, punto. Non c’è altro da aggiungere! Nell’ambito
della turnazione prestabilita nella missione Isaf dobbiamo sostituire i reparti
aerei d’attacco di altri paesi, in questo caso gli F-16 norvegesi. Certo, gli
Amx non sono equivalenti, ma noi quelli dobbiamo mandare… per fare vedere che
servono a qualcosa. Per fotografare i campi d’oppio ci sono i satelliti
americani, che bastano e avanzano”.
Colonnello Magnani: “Missione antidroga e antiterrorismo”.
Non la pensa così il colonnello Amedeo
Magnani, capo dell'Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione dello
Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, ex comandante del 5° stormo.
“Le missioni aeree di ricognizione fotografica sono state il mio pane
quotidiano e quindi so bene quanto siano importanti, perché forniscono
informazioni visive che nessun satellite, per quanto potente, può fornire.
Fotografare i campi d’oppio a bassa quota, e con angolazioni diverse da quella
satellitare perpendicolare, è un’operazione indispensabile per la lotta al
narcotraffico, che ovviamente rappresenta di per sé un’attività utilissima di
prevenzione del terrorismo, poiché è con i soldi della droga che i talebani si
comprano le armi”.
Ma lo stesso colonnello Magnani non esclude altri impieghi
oltre a quello antidroga, impieghi anche bellici in caso di necessità: “Gli
Amx, che sono ottimi ricognitori diurni e notturni, potranno svolgere anche
missioni antiterrorismo di pattugliamento del territorio per evitare azioni
ostili da parte dei talebani, ricorrendo all’uso delle armi solo in caso di
necessità. Dipenderà dalla situazione che ci sarà nel teatro delle operazioni
quando questi velivoli verranno dispiegati: speriamo che sia una situazione
migliore di quella attuale!”.
Lo Stato Maggiore della Difesa: “Non si
escludono azioni difensive”. Il capo della sezione Pubblica Informazione
dello Stato Maggiore della Difesa, colonnello Massimo Fogari, non esclude che
gli Amx possano venire impiegati in missioni di combattimento, seppur di
difesa, non di attacco.
“Parlare adesso di quale impiego verrà
fatto dei nostri velivoli è prematuro, perché dalla Nato non abbiamo ancora
ricevuto l’ok alla nostra offerta di dispiegamento. E sarà la Nato, in quel
momento, a stabilire i termini della missione dei nostri aerei a seconda delle
esigenze. Certamente verranno usati per missioni di ricognizione fotografica
delle piantagioni di oppio, ma potranno anche svolgere missioni di supporto
aereo alle truppe terrestri dell’Isaf, intervenendo in caso di pericolo, in
caso di attacchi come forza di reazione rapida. Non escludo quindi che i nostri
Amx possano svolgere anche missioni di combattimento, ma in funzione puramente
difensiva nel rispetto della natura della missione Isaf-Nato, ben diversa da
quella apertamente offensiva della missione di guerra americana “Enduring
Freedom”. Queste due missioni non si sovrappongono in nessun caso, quindi è
scorretto dire che i nostri aerei andranno in Afghanistan a fare la guerra. Si
limiteranno, semmai, a intervenire in caso di attacchi alle forze che sono
chiamati a proteggere”.
Andrea Nativi:
“Bombarderanno solo per difesa”. Allo stesso modo Andrea Nativi, esperto militare e direttore della
‘Rivista Italiana di Difesa’, non esclude l’impiego degli aerei italiani in
missioni di combattimento, ma solo a scopo di difesa, non di attacco.
“Come non si mandano
i soldati senza munizioni, con il fucile scarico, allo stesso modo non si
dispiegano cacciabombardieri in un teatro come quello afgano senza bombe e
missili. Armamenti che verrebbero usati però solo a scopo di difesa, non di
attacco. Se per esempio i talebani attaccassero un Prt, cioè una delle
guarnigioni Isaf, i nostri Amx potrebbero essere chiamati a entrare in azione.
Ma, ripeto, solo per difendere le istallazioni militari del contingente Isaf
presenti sul territorio. Non per andare a bombardare le postazioni talebane,
come fanno gli americani nell’ambito della loro operazione ‘Enduring Freedom’,
che è una missione dichiaratamente di guerra, a differenza della missione Isaf
a guida Nato, quella a cui partecipiamo noi, che è invece una missione di ‘stabilizzazione
e ricostruzione’. Il che non vuol dire che non si spari, sennò mandavamo la
crocerossa, non i militari. Ma di certo la missione dell'Isaf non è dar la caccia
ai talebani: questo è impedito dal mandato Nato. In Afghanistan c’è una
missione di guerra, ma noi non vi prendiamo parte. Noi non siamo lì per fare la
guerra, ma ovviamente siamo in grado di combattere quando è necessario. Quegli
aerei servono a questo”.
Comando Shape-Nato: “In casi estremi sosterrebbero anche
Enduring Freedom”. Il tenente colonnello canadese Réjean Duchesneau, capo
dell’ufficio stampa del Comando Supremo delle Forze Alleate in Europa (Shape)
della Nato a Bruxelles, ci dice che l’invio in Afghanistan dei sei Amx italiani
è ancora al
vaglio della Nato, ma spiega che, se e quando verrà accettato, i caccia
italiani avranno gli stessi compiti di quelli che andranno a sostituire,
compiti che non escludono missioni di combattimento, anche a sostegno
dell’operazione di guerra Usa ‘Enduring Freedom’.
“Gli aerei che operano in Afghanistan nell’ambito della
missione Isaf-Nato, che decollano sempre equipaggiati con armamento
completo,
vengono impiegati in tre tipi di missioni: Reconnaissance (Rec), cioè
missioni
di ricognizioni del territorio, Close Air Support (Cas), cioè missioni
di
copertura aerea ravvicinata ai movimenti delle truppe a terra quando
queste operano in zone potenzialmente pericolose, e Quick Reaction
Force (Qrf), vale a
dire missioni di intervento rapido in caso di attacchi contro truppe,
basi
Isaf o sedi dei Prt. Ma in casi di estrema necessità, gli aerei sotto
comando Isaf possono anche intervenire in soccorso alle truppe della
Coalizione
che combattono i talebani nell’ambito dell’operazione di guerra
‘Enduring
Freedom’: se cioè i soldati americani si trovano in serie difficoltà
possono
chiedere il supporto aereo anche ai velivoli Isaf. Cosa più che
comprensibile: stiamo dalla stessa parte, no? Mica si possono lasciar
morire
gli americani perché appartengono a una missione diversa!”.
La sincerità norvegese e un esempio d’impiego degli F-16
olandesi. A conferma di quello che dice il tenente colonnello Duchesneau,
basta leggere il comunicato con cui, quattro mesi fa, il Ministero della Difesa
norvegese annunciava l’invio in Afghanistan di alcuni F-16 nell’ambito della
missione Isaf: “Avranno il compito di garantire all’Isaf la disponibilità di
aerei da combattimento capaci di dimostrare la loro presenza (a scopo di
deterrenza,
ndr) e di fornire supporto aereo alle unità terrestri, nel
caso in cui dovessero presentarsi situazioni critiche. Inoltre, in situazioni
di emergenza, gli aerei sotto comando Isaf potranno anche fornire assistenza
alle forze terrestri impegnate nell’operazione a guida Usa Enduring Freedom’”.
Evviva la sincerità scandinava, verrebbe da dire.
Ma alla fine, più che tante parole, per
capire cosa faranno in Afghanistan i nostri caccia – se e quando vi verranno
inviati – basta vedere cos’è successo un mese fa nella città afgana di Maymana,
nella provincia settentrionale di Faryab. Il 7 febbraio, nel pieno delle
proteste antieuropee per le vignette su Maometto, alcune centinaia di
manifestanti hanno assaltato a colpi di pietra la locale base Isaf dei
norvegesi, che per difendersi hanno chiesto al comando Isaf olandese l’invio di
F-16 per intimidire e disperdere i manifestanti. In pochi minuti sono arrivati
due cacciabombardieri, che hanno sorvolato volando la folla a bassissima quota
sparando alcuni colpi di ‘avvertimento’.