Rispetto alla presunta "minaccia nucleare" dell'Iran, in
questo momento mi sembra evidente che la questione ha un lato
politico che sovrasta quello tecnico. Dal lato politico, semplificando
un poco, ci sono i due presidenti, iraniano e statunitense, che
si adoperano per un esito comune, ovvero la guerra, sebbene
ovviamente ognuno sperando in esiti differenti.

Questo
mentre a un
livello più basso, principalmente fra tecnici, si lavora sempre e
ancora per una soluzione negoziata. E' notizia di queste ore, infatti,
che il capo-delegazione iraniano presso l'Iaea, Javad Vaidi, ha
concesso un'apertura affermando che il suo paese è ancora disposto a
"trovare un compromesso", mentre d'altro canto il presidente
iraniano ha ribadito in un'altra dura dichiarazione che se l'Occidente
proseguirà sulla strada della linea dura non si sottrarrà alle
conseguenze. Mentre l'amministrazione Usa si adopera poi in ogni
modo per evitare una soluzione negoziata e spinge per un deferimento
dell'Iran al Consiglio di sicurezza, è davvero meritevole l'azione per
la pace del presidente dell'Iaea El Baradei, che ancora oggi non
nasconde le speranze in un buon esito.
Dal lato tecnico, così come nel caso dell'Iraq, è molto difficile
esprimere un parere quando ci sono certe pressioni in atto: quindi
l'azione di El Baradei è ancora di più da ritenersi coraggiosa.
Tuttavia è un fatto che, stando proprio al recente rapporto all'Iaea di
El Baradei, non vi sono evidenze che l'Iran voglia perseguire un
programma nucleare militare. Infatti, il rapporto precisa che di tutto
il materiale nucleare dichiarato l'Iran ha dato conto. Tuttavia,
sebbene l'agenzia non abbia visto alcuna diversione di materiale
nucleare verso armi nucleari o altri ordigni nucleari, l'Agenzia non è,
in questo momento, in grado di concludere che non ci siano in Iran
attività nucleari non dichiarate. In sostanza, per cercare di
interpretare quest'ultima frase, la volontà dell'Iran di continuare ad
arricchire uranio - anche per scopi pacifici - è vista come una
minaccia potenziale e quindi se l'Iran non cederà formalmente su
questo punto vedo difficile che se la cavi senza sanzioni.
Vi è anche da tenere in conto l'accordo di massima, che dovrà
venire ratifficato e reso operativo fra breve, fra Iran e Russia, che
prevede che l'arricchimento del combustibile per il reattore di
Bushehr venga fatto in Russia. Se questo accordo avesse effettiva
attuazione, sarebbe un segno evidente di volontà dell'Iran di rinetrare
nei canoni, abbastanza restrittivi in verità, atti a qualificarlo
come "stato affidabile" dal punto di vista nucleare.

Vorrei far notare
come vi sono molte altre nazioni che tranquillamente arricchiscono
uranio pur non essendo tacciate di possibilità di avere l'atomica
(anche grandi potenze, una su tutte il Giappone): ma è evidente che, al
di là delle questioni tecniche, l'Iran non è ritenuto affidabile di per
sé. E qui, come si vede, rientriamo sul fattore politico più che su
quello tecnico.
Pare in ultima analisi che il nucleare iraniano sia da classificarsi
sia come una realtà che come un grosso bluff. Da un lato,
infatti, il sottoscritto è stato in Iran nel 2004 ed ha potuto
verificare la presenza di un programma nucleare di tutto rispetto, con
un reattore prossimo al completamento ed un know-how di ottimo
livello fra i tecnici del luogo, con due "scuole" di ingegneria
nucleare di notevole valore, una a Tehran e l'altra a Shiraz.
Dall'altro, correndo davvero sulla lama di un rasoio, una parte del
governo iraniano ha deciso di sfruttare il programma nucleare del
Paese a fini di politica internazionale, giocando ambiguamente
sui timori che la comunità internazionale da sempre nutre sulle
questioni che riguardano il nucleare. Che effettivamente il nucleare
iraniano possa rappresentare una minaccia a livello militare è, quasi
sicuramente, un bluff. Tuttavia, di questo bluff si sta nutrendo
chi, da entrambe le parti, spera che la parola passi agli eserciti.
Dimenticando quando Isaac Asimov fa dire ad Hari Seldon nella
Trilogia della Fondazione: " La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci"