10/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Macchine da guerra, vecchie e costose
Scritto per noi da
 Paolo Busoni
 
L'invio più che probabile di sei caccia Amx in Afghanistan pone numerosi interrogativi sia riguardo alla missione sia riguardo alla scelta del velivolo.
 
disegni tecnici del cacciabombardiere Amx La missione, nonostante sia stata presentata come una specie di prosecuzione con altri mezzi dell'opera “meritoria” svolta dalla missione Nato denominata Isaf in quel paese, ha un carattere nettamente muscolare: i sei aerei inviati non si limiterebbero certo a scattare foto alle piantagioni di oppio, come è stato detto da autorevoli rappresentanti delle Forze Armate.
In effetti compare tra le righe la sigla Cas, che sta a significare close air support (supporto aereo ravvicinato, in militarese nostrano), cioè in parole povere bombardamento tattico.
Le missioni Cas si rendono necessarie in Afghanistan in vista dell'allargamento del teatro di manovra di Isaf che piano piano sta sostituendo gli statunitensi nella ben diversa e veramente guerreggiata campagna Enduring Freedom contro i ribelli Talebani.
E' un impiego fuori area della Nato che sta passando sotto silenzio e che sicuramente, vista la reale situazione nelle zone di attività (il sud del paese a maggioranza Pashtun) porterà gravi conseguenze.
La Nato non è in guerra contro nessuno, era andata in Afghanistan nel 2002 a stabilizzare il paese, ad aiutarlo nel percorso verso la ricostruzione, la democrazia eccetera, ma ora è chiamata ad affiancare e sostituire le truppe statunitensi.
Gli americani si defilano, dopo quattro anni non sono riusciti ad aver ragione del nemico, non hanno ottenuto nessun risultato eclatante -come la cattura di Osama bin Laden o del mullah Omar- e poi hanno altre gatte da pelare in Iraq.

Disegni tecnici cacciabombardieri AmxIl velivolo scelto è - solo sulla carta - il più adatto alle missioni Cas, ma sconta una serie di gravi tare sia di progettazione, sia di esperienza operativa, che potrebbero veramente mettere a repentaglio i piloti, catapultati in un teatro difficile dove le contromisure del nemico si chiamano Stinger e SA9, la copia russa o cinese.
L'AMX Ghibli nasce dalla necessità di sostituire i vecchi Fiat G91 nel ruolo di attacco al suolo, si sviluppa negli anni '80 quando ormai i principali produttori occidentali hanno già messo sul mercato velivoli simili e quindi all'Italia non resta che la co-produzione (ben agevolata dai crediti delle banche pubbliche italiane) niente meno che con il Brasile.
L'aereo nasce vecchio ed arriva ai reparti quando ormai le teorie che lo avevano reso necessario non esistono più: il Patto di Varsavia si è dissolto e non sussiste certo il requisito tattico di fermare l'assalto delle colonne corazzate dei “rossi” da Est.
Viene quindi adibito al ruolo di tappabuchi, in attesa dell'arrivo di aerei più moderni e in sostituzione del Tornado nelle missioni di giorno e non troppo impegnative.
In compenso l'attività dimostra tutti i limiti della macchina, specie nella motorizzazione, veramente obsoleta già al momento della progettazione.
Tanto che dopo numerosi incidenti (il più diffuso è lo spegnimento in volo del motore), la linea - che non arriverà mai a contare 135 esemplari previsti - subisce parecchi stop tecnici e addirittura anche il sequestro da parte della magistratura penale.
 
Disegni tecnici del cacciabombardiere AmxIn questa condizione l'Amx vivacchia: non viene utilizzato nelle missioni operative all'estero e mantiene un basso, bassissimo, profilo da carrozzone costoso qual è. Almeno fino al dopo Kosovo, quando nella lista della spesa dell'Aeronautica Militare cominciano a figurare bombe a guida laser, che potrebbero essere impiegate anche dall'Amx.
Viene data una nuova chance alla macchina, si stabilisce di integrarla con un sistema di puntamento laser autonomo e destinarla così all'attacco di precisione.
Soldi buttati: la conversione è ancora in corso e non crediamo che in Afghanistan, dove lo schieramento è previsto per i prossimi due-tre mesi, arriveranno macchine già in grado di essere autonome dalla presenza di “puntatori” posizionati su altri aerei (di chi?) o addirittura a terra (dove?).
In queste condizioni la situazione si complica parecchio: il pilota chiamato a “sanitizzare” una certa area (che significa bombardare) deve scendere di quota e volare pericolosamente basso, giusto incontro ad una “selva” di contromisure di cui sappiamo essere gli afgani - di ogni fazione - ben dotati.
 
Disegni del sistema missilistico stingerSono i missili antiaerei da spalla russi SA7 e SA9 e soprattutto gli Stinger (originali o copiati in Iran), che dai tempi dell'invasione sovietica e dalla geniale campagna di aiuti di Reagan ai mujaheddin sono in loro possesso.
Contro certi oggetti, di giorno e a bassa quota non c'è scampo o quasi, lo sanno bene tutti: piloti, comandanti e anche i politici. Le alternative sono due: o non si compie la missione, oppure si sale di quota -come ai tempi del Kosovo- e allora crescono gli “effetti collaterali”, ma a questa possibilità ha già pensato per tempo l'assoluta assenza di copertura giornalistica da parte dei grandi media.
Categoria: Guerra
Luogo: Italia