03/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Si riaccendono le speranze boliviane di avere uno sbocco sull’oceano Pacifico
 
Ci sarà anche il neoeletto presidente boliviano Evo Morales alla manifestazione di insediamento della neo presidentessa cilena Bachelet, che si terrà a Santiago del Cile il prossimo 11 marzo. E sarà un evento storico, considerando che fra i due paesi non è mai corso buon sangue. Sarà sicuramente l’occasione per riaprire un discorso vecchio di oltre cento anni: l’accesso boliviano all’oceano.
 
Prima della Guerra del PacificoIncontro storico. Un’anticipazione di quello che sarà un incontro storico, comunque, c’è già stata. Lo scorso 22 gennaio il presidente cileno uscente, Ricardo Lagos, si è presentato alla cerimonia di insediamento di Morales a La Paz, capitale morale della Bolivia. Erano almeno trent’anni che due rappresentanti di Cile e Bolivia non si incontravano (a dire il vero Lagos si presentò in Bolivia  nel 2001, per i funerali dell’ex dittatore boliviano Banzer). “Ho ricevuto una telefonata da Morales, che mi ha chiesto espressamente di partecipare. Ho accettato volentieri”.
Oggi come allora il tema fondamentale dei colloqui fra i due paesi è rappresentato dall’accesso al mare per la Bolivia. Lo stesso presidente boliviano ha fatto sapere che la discussione su un possibile corridoio che dia la possibilità alla Bolivia di avere uno sbocco sull’oceano era stata ‘usata’ dai suoi predecessori solo “per apparire sui giornali” e recuperare voti. Morales, sempre più convinto che questo sia il giusto passo per andare avanti ha fatto sapere che intorno alla vicenda dovrebbe esserci molta cautela, “Se vogliamo trovare una giusta soluzione a una questione storica come quella dell’accesso al mare, non dobbiamo far confusione utilizzando i mezzi di comunicazione di massa”. Non bisogna dimenticare che la questione è stata fatale a Sanchez de Losada, ex presidente boliviano, che si dovette scontrare con la maggioranza della popolazione.
 
Un simbolo storicoLe ragioni del Cile. La Bolivia è la nazione più povera dell’America meridionale, ma è la seconda potenza per le riserve di gas naturale. E’ quindi immaginabile come fra i due presidenti, entrambi protagonisti dell’area izquierdista del nuovo corso dell’America Latina, si possano aprire spiragli di dialogo su basi puramente commerciali. “Qualche sviluppo di questa situazione ci sarà sicuramente, anche se credo che la soluzione sia a  lungo termine”, dice Martin Iglesias, responsabile di Selvas.org, esperto di Bolivia.  Da un lato, quello boliviano, potrebbe esserci la proposta di prezzi di favore sulla vendita del gas. Di conseguenza i cileni potrebbero ragionare (sempre tenendo in considerazione il Perù, Paese confinante con entrambi) sul possibile riconoscimento dei diritti territoriali su un corridoio che porti la Bolivia ad avere uno sbocco sull’oceano. Ma la situazione è molto complessa.
 
Evo Morales, l'indio Aymara che è diventato presidente della BoliviaLa guerra del pacifico. La guerra del pacifico (1879 – 1883) si combatté fra Perù, Cile e Bolivia. Alla fine delle ostilità, che videro vittorioso il Cile, la Bolivia e il Perù persero due zone strategicamente importanti: Antofagasta, regione boliviana ricchissima di minerali e Tarapacà, regione che apparteneva al Perù. Entrambe affacciate sull’oceano Pacifico. Da quel giorno fra Cile e Bolivia i rapporti sono stati piuttosto freddi. Curioso è sapere che la Bolivia (ma anche il Paraguay) nonostante non abbia accesso al mare è fornita di una marina militare, alla quale viene anche conferita una certa importanza.
 
 

Alessandro Grandi

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