03/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un video incastra Bush: sapeva che l'uragano Katrina era letale ma non fece niente
Non si può dire che non lo avvisarono. Uno era preoccupato per la rottura degli argini, un altro per le carenze nella macchina dei soccorsi, un terzo per la sicurezza del rifugio predestinato. Tuttavia, per George W. Bush il governo era “perfettamente preparato” ad affrontare l’uragano Katrina; per questo non furono presi provvedimenti, ma ci si limitò ad aspettare. Per poi dire che “nessuno aveva immaginato” un tale disastro. Ma ora un video appena ottenuto dall’Associated Press, relativo all’ultima riunione dei funzionari della protezione civile prima dell’uragano che il 29 agosto scorso devastò New Orleans e la costa del Mississippi, inchioda il presidente alle sue responsabilità.
 
Il video dell'ultima riunione prima che l'uragano Katrina si abbattesse su New OrleansIl video. Bush, in quel periodo in vacanza nel suo ranch a Crawford, partecipò alla riunione in videoconferenza, come fece il segretario alla Sicurezza interna Michael Chertoff. L’allora direttore della Fema (la protezione civile) Michael Brown, in seguito licenziato per la cattiva gestione del disastro, confessò al presidente: “Me lo sento, questo sarà un uragano di quelli grossi e brutti”. Al segretario Chertoff rivelò che temeva una mancanza di soccorritori per aiutare gli sfollati del Superdome. “Sono preoccupato per la loro capacità di rispondere a una catastrofe nella catastrofe. Rischiamo di non avere abbastanza risorse mediche. E non so se il tetto del Superdome potrà reggere un uragano di forza cinque”, disse. E aggiunse che fino a quel momento non erano stati evacuati i pazienti negli ospedali, i detenuti, i clienti degli alberghi. Il direttore del centro uragani della Lousiana, Max Mayfield, si disse “molto, molto preoccupato” per la possibile rottura degli argini del lago Pontchartrain, puntualmente verificatasi il giorno dopo. Anche un funzionario del Mississippi chiese una maggiore attenzione: “Avremo disperatamente bisogno di aiuto, altrimenti molte persone moriranno perché non avremo modo di portare loro delle medicine”.
 
Bush mentre sorvola la zona del disastro dal suo aereoMani in mano. A queste preoccupazioni, Bush non rispose con nessuna obiezione o richiesta di chiarimenti. Lasciò parlare i funzionari e poi tranquillizzò tutti: “Voglio assicurarvi che siamo perfettamente preparati non solo ad aiutarvi durante la tempesta, ma anche a intervenire con le risorse a nostra disposizione dopo l’uragano”. Il segretario Chertoff, in collegamento da Washington, non disse niente. Subito dopo, poche ore prima che l’uragano si abbattesse sulla costa con tutta la sua violenza, volò ad Atlanta, in Georgia, per partecipare a una conferenza sull’influenza aviaria. Oltre al video, anche i verbali di tutte le riunioni della settimana precedente all’uragano sono ora in mano all’Ap. Se è ormai appurato che la gestione del disastro fu un fallimento a tutti i livelli, dall’amministrazione Bush alle autorità locali, queste nuove prove contribuiscono a capire perché, nei primi giorni successivi all’allagamento della città, New Orleans fu lasciata praticamente in balia degli eventi.

Le reazioni. “E’ un pugno nello stomaco”, ha detto il sindaco di New Orleans, Ray Nagin. “Prima si pensava che agli alti livelli non avessero compreso le potenzialità dell’uragano. Ma ora, questo video mostra che invece ne erano pienamente consapevoli”. Il ministero della sicurezza interna cerca invece di minimizzare. “Non c’è niente di nuovo in questo filmato”, dice un portavoce, “da mesi stiamo lavorando a fianco del Senato nelle indagini sul disastro”.

Alessandro Ursic

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