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Il video. Bush, in quel periodo in vacanza nel suo ranch a Crawford, partecipò alla riunione
in videoconferenza, come fece il segretario alla Sicurezza interna Michael Chertoff.
L’allora direttore della Fema (la protezione civile) Michael Brown, in seguito
licenziato per la cattiva gestione del disastro, confessò al presidente: “Me lo
sento, questo sarà un uragano di quelli grossi e brutti”. Al segretario Chertoff
rivelò che temeva una mancanza di soccorritori per aiutare gli sfollati del Superdome.
“Sono preoccupato per la loro capacità di rispondere a una catastrofe nella catastrofe.
Rischiamo di non avere abbastanza risorse mediche. E non so se il tetto del Superdome
potrà reggere un uragano di forza cinque”, disse. E aggiunse che fino a quel momento
non erano stati evacuati i pazienti negli ospedali, i detenuti, i clienti degli
alberghi. Il direttore del centro uragani della Lousiana, Max Mayfield, si disse
“molto, molto preoccupato” per la possibile rottura degli argini del lago Pontchartrain,
puntualmente verificatasi il giorno dopo. Anche un funzionario del Mississippi
chiese una maggiore attenzione: “Avremo disperatamente bisogno di aiuto, altrimenti
molte persone moriranno perché non avremo modo di portare loro delle medicine”.
Mani in mano. A queste preoccupazioni, Bush non rispose con nessuna obiezione o richiesta
di chiarimenti. Lasciò parlare i funzionari e poi tranquillizzò tutti: “Voglio
assicurarvi che siamo perfettamente preparati non solo ad aiutarvi durante la
tempesta, ma anche a intervenire con le risorse a nostra disposizione dopo l’uragano”.
Il segretario Chertoff, in collegamento da Washington, non disse niente. Subito
dopo, poche ore prima che l’uragano si abbattesse sulla costa con tutta la sua
violenza, volò ad Atlanta, in Georgia, per partecipare a una conferenza sull’influenza
aviaria. Oltre al video, anche i verbali di tutte le riunioni della settimana
precedente all’uragano sono ora in mano all’Ap. Se è ormai appurato che la gestione
del disastro fu un fallimento a tutti i livelli, dall’amministrazione Bush alle
autorità locali, queste nuove prove contribuiscono a capire perché, nei primi
giorni successivi all’allagamento della città, New Orleans fu lasciata praticamente
in balia degli eventi.Le reazioni. “E’ un pugno nello stomaco”, ha detto il sindaco di New Orleans, Ray Nagin. “Prima si pensava che agli alti livelli non avessero compreso le potenzialità dell’uragano. Ma ora, questo video mostra che invece ne erano pienamente consapevoli”. Il ministero della sicurezza interna cerca invece di minimizzare. “Non c’è niente di nuovo in questo filmato”, dice un portavoce, “da mesi stiamo lavorando a fianco del Senato nelle indagini sul disastro”.
Alessandro Ursic