03/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Entra in vigore la Carta per la Pace e la Riconciliazione nazionale
scritto per noi da
Laura De Santi
 
 
"La riconciliazione nazionale sarà l'opera di tutti per l'Algeria, un'opera di lungo respiro per cicatrizzare le ferite e ritrovare la coesione nazionale, la cui perdita durante la tragedia ha avuto risultati terribili per la patria e per l'insieme dei suoi cittadini e cittadine, senza distinzione’".
 
Una nuova era? Così il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ha salutato l'entrata in vigore delle misure d'applicazione della "Carta per la pace e la riconciliazione nazionale’", approvata per referendum il 29 settembre scorso, con l'obiettivo di chiudere definitivamente la pagina del terrorismo islamico che negli anni Novanta ha devastato il Paese e causato la morte di 200mila persone, la sparizione di 18mila persone e più di 30 miliardi di dollari di danni. A partire da ieri (1 marzo 2006), avranno sei mesi di tempo per arrendersi e consegnare le armi  i terroristi che ancora sono 'au maquis' (alla macchia) sulle montagne, principalmente  nell’Algeria dell'est. Secondo le fonti ufficiali sono ancora circa un migliaio i terroristi di matrice islamica appartenenti al Gspc (Gruppo salafita per la predicazione e il Combattimento), legato ad Al Qaeda, ancora attivi nel paese. Il Gspc fin dal primo momento ha rifiutato la carta dichiarando di voler continuare a combattere per l'instaurazione in Algeria di uno stato fondato sulla sharia. Ma i 48 articoli del nuovo decreto si rivolgono anche agli estremisti islamici armati detenuti, condannati o no, ai condannati per errore o contumacia, a quelli ricercati in Algeria o all'estero purchè abbiano consegnato le armi nel 1999 in base alla legge sulla Concordia civile, prima tappa della politica di riconciliazione avviata da 'Boutef', come viene chiamato il Presidente algerino appena salito al potere. Non potranno beneficiare dei provvedimenti di grazia, riduzione della pena, interruzione di procedimento giudiziario previsti dalla Carta gli islamisti coinvolti in stupri, massacri collettivi o attentati dinamitardi in luoghi pubblici.
 
madri in piazzaGiustizia o oblio. Ma "chi dichiarerà di aver commesso tali reati? L’omicidio di un singolo non è da considerare grave?’", si chiedono le associazioni delle vittime del 'decennio rosso', riunitesi ancora una volta per gridare il loro no a questo progetto che "vuole cancellare senza giustizia e verita".
Djazairouna, Sos disparus, Somoud, Cfda, Onavdt, Anfd:
sono solo alcune delle associazioni che da anni si battono per la difesa dei diritti delle vittime della "tragedia nazionale", delle famiglie delle vittime del terrorismo, delle donne e dei bambini, dei parenti degli scomparsi prelevati dagli islamisti o dalle forze di sicurezza. Da oggi il loro lavoro sarà ancora più difficile e rischioso. Uno dei punti cardine della Carta di Bouteflika è infatti il divieto "a chiunque di poter avviare a titolo personale o collettivo qualsiasi battaglia contro le forze per la sicurezza e la difesa della repubblica". "Tutte le denunce o lamentele", si legge nel decreto, che saranno avanzate contro membri delle forze di sicurezza "dovranno essere ritenute inaccettabili dalle autorità giudiziarie competenti".
Dai tre ai cinque anni di prigione e multe dai 250mila ai 500mila dinari (2500 a 5000 euro) per chi oserà "con parole, scritti o altri gesti utilizzare o strumentalizzare le ferite della tragedia nazionale per attaccare le istituzioni della repubblica, minare le basi dello stato, nuocere all’onorabilità dei suoi agenti che l'hanno degnamente servito e intaccare l’immagine dell’Algeria sul piano internazionale". 
Indennizzi e pensioni sono previsti per le famiglie delle vittime del terrorismo di matrice islamica, per le famiglie degli scomparsi e per quelle dei terroristi uccisi. Basterà per far dimenticare? "L’indennizzo è un diritto riconosciuto dal codice civile, il procedimento penale verso chi colpisce persone o beni previsto dalla Costituzione", spiega Cherifa Khedar di Djazairouna. Tutti gli estremisti islamici armati interessati dalla Carta per la pace e la riconciliazione potranno consegnare il loro dossier, con una dichiarazione nella quale siano specificati 'lo stato civile, l’area d’azione e gli atti commessi’’.
Categoria: Guerra, Popoli, Religione
Luogo: Algeria
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