07/03/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Buenos Aires, dalla produzione del pane una nuova speranza per i giovani argentini
 
Decine di ragazzi di strada, costretti a raccattare cibo dalle immense discariche che si trovano nelle periferie della capitale argentina Buenos Aires, hanno partecipato ad un progetto, patrocinato anche dalla Regione Toscana, che li ha trasformati in piccoli operai/imprenditori al servizio di chi, come loro, ha avuto negli ultimi anni una vita difficile.
 
Un ragazzo raccoglie i rifiuti per poterli rivendereI luoghi. La puzza della discarica, i topi, la fatica quotidiana per conseguire un tozzo di pane, sotto il sole cocente o sotto la pioggia battente, sono solo un ricordo sia pure ancora vivo, nella mente di decine di ragazzi, che fino a poco tempo fa, per sbarcare il lunario, facevano i  basueros, ossia raccattavano dalle discariche qualsiasi cosa si potesse riciclare e la rivendevano per pochi pesos. I ricavi erano pochi ma riuscivano, anche se non tutti i giorni, a dar loro da mangiare. Non risolvevano però i problemi di una intera generazione, figlia della spaventosa crisi economica che ha colpito l’Argentina all’inizio del XXI  secolo. Una generazione costretta a sopravvivere più che a vivere.
 
BasuerosIl progetto. Il piano di lavoro, con aiuto italiano, riguarda una quarantina di giovani in tutto: quelli maggiormente disagiati, che abitavano nelle villas assentamiento, i villaggi nati alle porte delle grandi città argentine, all’interno dei quali vivono in condizioni misere e senza assistenza socio-sanitaria, e dove la maggioranza delle persone campa solo con i pochi pesos del sussidio statale. Si tratta di forni per la panificazione, dodici per la precisione, concessi dall’Istituto di cooperazione economica Internazionale,  in collaborazione con diversi enti statali italiani. Questi forni hanno lo scopo di produrre pane per tutte le persone disagiate costrette dai casi della vita a mangiare alle mense collettive, e soprattutto di togliere dalla strada e dai suoi pericoli i giovani e farli diventare ex basueros.  Ma non solo: grazie alla loro determinazione, alla forza di volontà, questi ragazzi si sono costituiti in un’associazione che ha dato loro la possibilità di vendere anche al dettaglio il frutto del lavoro. Così non sono più stati costretti ad andare alla discarica a cercare rifiuti, dove, oltre ad esserci la reale possibilità di essere infettati dalle più disparate malattie, ci si può imbattere in spietati delinquenti che lucrano sul lavoro dei basueros.
 
Per le strade di Buenos AiresNon solo pane. Il progetto però prevede anche una sorta di formazione. Nel corso del tempo (non è facile vincere la diffidenza di chi, per anni, è stato costretto a raccattare immondizia), le associazioni non governative che si trovano nella zona si sono adoperate per formare i giovani e dare loro un mestiere, ma hanno anche insegnato come si gestisce un’attività. Infatti, oltre ai forni, le Ong hanno organizzato un programma di studi per i ragazzi. Alcuni avranno la possibilità di imparare le tecniche informatiche e l’utilizzo dei personal computer, altri si dedicheranno all’arte della fotografia grazie ai corsi dedicati all’apprendimento delle tecniche necessarie.
In questa parte della città però esistono anche altri gravi problemi. Come la mancanza di medici. “Per questa gente sarebbe importantissimo creare un posto di primo soccorso”, raccontano alla Regione Toscana.
Da oggi questi giovani hanno nuovamente un futuro e un ruolo nella società argentina.  Grazie all’interessamento internazionale, molto vicino negli ultimi anni ai problemi argentini, stanno cercando di evitare quello che è successo al giovane Diego Duarte, morto misteriosamente in una discarica.

Alessandro Grandi

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