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I fatti. La piccola Coco, infatti, è uno dei tanti cani randagi che vagano nella capitale
rumena. E’ considerata la responsabile della morte di Hajime Hori, un 68enne uomo
d’affari giapponese che il 29 gennaio ha perso la vita dopo il morso di un cane
a pochi passi dalla sua casa di Bucarest. Coco l’ha azzannato alla coscia, tranciando
un’arteria e facendo così morire Hori dissanguato. La cagna è stata individuata
dai poliziotti della capitale e rinchiusa in un canile. Ora si svolgerà il processo
contro di lei: il Comune di Bucarest vorrebbe ucciderla con un’iniezione letale,
ma le associazioni per i diritti degli animali sono insorte. Una di queste ha
affidato la difesa di Coco all’avvocato Paula Iacob, uno dei legali rumeni più
famosi. La Iacob ha chiesto una nuova perizia sulla morte del giapponese, che
secondo lei potrebbe essere morto per un infarto e non per il morso. Il verdetto
dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
Le polemiche. L’associazione animalista Cutu Cutu, che ha preso le difese del cane, dubita
che il colpevole sia Coco. Questo bastardino con un simpatico musetto è lontano
dall’immagine classica del cane di strada aggressivo. “Non può essere stata lei,
è molto timida”, ha detto Marcela Lungu, un’attivista. “Sono andata a visitarla
e se ne stava seduta in fondo alla gabbia, aveva paura di venirmi vicino. Le autorità
la stanno usando come un capro espiatorio”. La proposta di dare il cane in adozione
(ci sarebbero almeno cinque richieste) è stata però bocciata da un giudice la
scorsa settimana. Sull’onda di questo caso, che ha scatenato un acceso dibattito
in Romania, il sindaco di Bucarest ha intanto lanciato una “caccia al cane randagio”
per ripulire le strade della capitale. Secondo i dati della polizia, ne vengono abbattuti
45 al giorno, tra le proteste degli animalisti e spesso anche degli abitanti dei
quartieri dove gironzolano gli animali.
Il fenomeno. Il problema dei cani randagi a Bucarest esiste: secondo le stime, nelle sue
strade girano tra i 50.000 e i 200.000 animali. Secondo l’Istituto per le malattie
contagiose rumeno, ogni giorno nella sola capitale 70-80 persone cercano cure
mediche dopo essere state morse. Le cause di questo fenomeno, secondo la tesi
comunemente accettata, risalgono all’ultimo periodo del regime di Ceausescu: negli
anni Ottanta il dittatore ordinò di demolire centinaia di case alla periferia
di Bucarest: molti abitanti, risistemati in palazzoni fatti di appartamenti più
piccoli, abbandonarono i loro cani da guardia. Oggi, in teoria chi si disfa di
un cane dovrebbe incorrere in una multa di 550 euro. Ma in pratica è una misura
difficile da applicare. Così, periodicamente le autorità cittadine danno un giro
di vite per arginare la crescita della popolazione canina: alcuni anni fa in difesa
dei cani di Bucarest si mobilitò anche Brigitte Bardot, l’ex attrice diventata
una fervente animalista. Oggi, anche se la piccola Coco dovesse essere risparmiata,
molti altri cani rumeni non saranno così fortunati. Alessandro Ursic