25/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un sito permette di spedire un insulto al presidente. Per soli 20 dollari
Chi non vorrebbe avere la possibilità di scambiare due parole con il proprio presidente, spesso non proprio lusinghiere? E qual è il politico che più divide in questo momento, se non George W. Bush? Allora perché non dare a tutti la possibilità di farlo, devono aver pensato Jeremy Cheek e Colby Granville, due 35enni dell’Arizona che hanno creato Insult the President.com: un sito che propone di insultare l’inquilino della Casa Bianca, con tanto di lettera che verrà spedita a Washington e certificato autenticato.
 
Il logo del sitoAppena nato. Il sito è stato lanciato il 17 febbraio, non un giorno a caso negli Usa. Ogni anno, il terzo lunedì di febbraio, si celebra infatti la Festa del presidente per ricordare il giorno di nascita del primo leader degli States, George Washington. Funziona così: pagando 20 dollari si può creare un insulto originale o sceglierne uno già pubblicato, rigorosamente in inglese e lungo al massimo 200 caratteri. Oltre a figurare sul sito, nel giro di una settimana l’insulto verrà stampato su una lettera che Cheek e Granville spediranno alla Casa Bianca. I due creatori del sito provvederanno poi a stamparvi e a mandarvi un certificato di quelli appendibili in cornice, per dimostrare che avete veramente insultato il presidente. Ovviamente, si può optare per l’insulto anonimo, o per il solo nome di battesimo. La lettera che arriverà alla Casa Bianca non conterrà il vostro indirizzo.
 
Come fare. Cheek e Granville si riservano il diritto di cambiare o cancellare l’offesa: non verranno accettati, per esempio, insulti che contengano una minaccia fisica, e le parolacce saranno edulcorate dagli asterischi. L’idea, spiegano, è nata “perché eravamo al verde”. Non è un semplice sfogo anti-Bush, dicono: uno di loro è contro l’attuale presidente, ma l’altro lo vota. “Abbiamo pensato che era interessante mettere in pratica il primo emendamento, quello che garantisce la libertà di espressione, in questo modo”, spiegano i due. “E poi, il 55 per cento degli americani è scontento di Bush. Diciamo che il mercato per questa iniziativa c’è”. In pratica, si può insultare solo l’attuale presidente degli States, e gli insulti che arrivano ora rimarranno sul sito fino al 2008, quando la Casa Bianca cambierà inquilino. Il sito, assicurano i due autori, continuerà ad essere attivo anche dopo, con obiettivo il prossimo presidente. Non sono accettati insulti rivolti a leader di altri Paesi, né agli ex presidenti statunitensi. “Non sia mai, gli ex presidenti sono uomini di Stato, non è così?”, scherzano Cheek e Granville.
 
In un famoso video di qualche anno fa, l'allora governatore del Texas mostrò di saperci fare anche luiAlcuni insulti. Consigliati dal loro avvocato per cautelarsi da eventuali cause per diffamazione, su Insultthepresident.com i due pubblicano gli insulti preceduti dalla frase “non mi sorprenderebbe se...”. In inglese il proseguimento non richiede il congiuntivo, quindi grammaticalmente l’insulto regge comunque. Ecco quindi che sul sito si possono già leggere “Al Qaeda ha distrutto i nostri edifici più alti. Lei, signore, ha distrutto le nostre fondamenta più forti”, “il mio pappagallo parla inglese meglio di lei”, “lei non è un idiota, presidente. E’ solo posseduto da un fantasma ritardato”. Non ci sorprenderebbe se prima o poi una querela saltasse fuori. Ma neanche scoprire che centinaia, se non migliaia di persone, sono disposte a pagare 20 dollari per togliersi lo sfizio.

Alessandro Ursic

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