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Programmi innovativi. Accolto con un generale scetticismo da parte
della comunità internazionale, questo ex-capo del gruppo ribelle più importante
del Burundi (le Forces Democratiques de
Defence), eletto alla presidenza lo scorso agosto al termine del processo
di transizione post-bellico, ha stupito tutti per come ha affrontato
l’emergenza. La carestia causata dalla siccità ha colpito 5 province su 17,
ossia un milione e 200 mila persone. La produzione di caffè è crollata (da 37
a
6 mila tonnellate in un anno) e almeno 6 mila persone sono state costrette a
spostarsi nella vicina Tanzania. Da dicembre fino ad oggi, circa 250 persone
sarebbero morte a causa della penuria alimentare. Nkurunziza ha così deciso di
coinvolgere tutti, a seconda delle proprie disponibilità, nei programmi di
aiuto, tramite una tassa speciale che andrà a formare un fondo per la sicurezza
alimentare.
Contributo di tutti. Verranno maggiormente colpiti i redditi delle
persone abbienti: anche per dare il buon esempio, ministri e parlamentari verseranno
l’8 percento dei loro redditi, ma la tassa colpirà anche le compagnie, gli
impiegati del settore pubblico e i lavoratori privati, questi ultimi
nell’ordine del 2 percento del reddito. Non ne saranno esenti neanche i
capifamiglia contadini che abitano nelle zone rurali, a patto ovviamente che
non risiedano nelle zone colpite dalla siccità. Per chi percepisce un reddito
inferiore ai 100 dollari al mese l’imposta sarà poco più che simbolica, con un
contributo di 1 cent. Il programma di emergenza durerà da maggio a giugno.Matteo Fagotto