24/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Una nuova tassa per sfamare le regioni colpite dalla carestia
Finalmente una proposta originale. Invece di invocare gli aiuti stranieri per sfamare le regioni nord-orientali colpite dalla siccità, il nuovo presidente burundese Pierre Nkurunziza ha deciso di fare tutto da sé. Ad aiutare i Burundesi saranno gli stessi compatrioti, tramite una tassa ad hoc istituita lunedì con un decreto presidenziale. Un progetto che potrebbe funzionare, e accrescere il senso di responsabilità di un Paese appena uscito dalla guerra civile.
 
Il presidente burundese Pierre NkurunzizaProgrammi innovativi. Accolto con un generale scetticismo da parte della comunità internazionale, questo ex-capo del gruppo ribelle più importante del Burundi (le Forces Democratiques de Defence), eletto alla presidenza lo scorso agosto al termine del processo di transizione post-bellico, ha stupito tutti per come ha affrontato l’emergenza. La carestia causata dalla siccità ha colpito 5 province su 17, ossia un milione e 200 mila persone. La produzione di caffè è crollata (da 37 a 6 mila tonnellate in un anno) e almeno 6 mila persone sono state costrette a spostarsi nella vicina Tanzania. Da dicembre fino ad oggi, circa 250 persone sarebbero morte a causa della penuria alimentare. Nkurunziza ha così deciso di coinvolgere tutti, a seconda delle proprie disponibilità, nei programmi di aiuto, tramite una tassa speciale che andrà a formare un fondo per la sicurezza alimentare.
 
Contributo di tutti. Verranno maggiormente colpiti i redditi delle persone abbienti: anche per dare il buon esempio, ministri e parlamentari verseranno l’8 percento dei loro redditi, ma la tassa colpirà anche le compagnie, gli impiegati del settore pubblico e i lavoratori privati, questi ultimi nell’ordine del 2 percento del reddito. Non ne saranno esenti neanche i capifamiglia contadini che abitano nelle zone rurali, a patto ovviamente che non risiedano nelle zone colpite dalla siccità. Per chi percepisce un reddito inferiore ai 100 dollari al mese l’imposta sarà poco più che simbolica, con un contributo di 1 cent. Il programma di emergenza durerà da maggio a giugno.
 
Il Burundi è appena uscito da una guerra civile durata 13 anni, che ha provocato almeno 300 mila morti. Oltre ai problemi di penuria alimentare, il nuovo leader sarà chiamato anche a raggiungere la pace con le Forces Nationales de Liberation, l’unico gruppo ribelle che ha rifiutato di entrare nel processo di pace e continua la lotta armata nei dintorni della capitale Bujumbura. 

Matteo Fagotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità