23/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Un missionario italiano lancia un appello: nell'Amazzonia brasiliana 5000 case sotto l'acqua
scritto da
padre Massimo 
 
Rio Branco, barcheAvevamo appena smesso di piangere per i raccolti rovinati dalla storica siccitá abbattutasi in tutta l'Amazzonia, quando il pianto é tornato, amaro, questa settimana per una sorprendente alluvione che ha coperto migliaia di case nei quartieri piú poveri delle nostre periferie.
Più di 5000 case sono state evacuate o ricoperte dalle acque. Più di 20.000 persone solo a Rio Branco stanno soffrendo. Il Rio Acre, fiume che bagna Rio Branco, è ormai al limite, prossimo a straripare del tutto. Ma grazie a Dio oggi non ha piovuto.
 
Era già tutto previsto. Le scuole, intanto, si sono trasformate in rifugi per gli alluvionati: uomini, donne, bambini, cani, gatti e galline, materassi, bombole di gas, tavolini, elettrodomestici e tutto quello che puó essere salvato dalla piena o dalle grinfie degli sciacalli.
Ma tutta questa tragedia era, come dire, prevista. I fumi dell´Acre sono sempre stati calmi e buoni come la gente. Storicamente mandano avvisaglie che i vecchi esperti sanno interpretare, sfoggiando la propria sapienza: “Se piove a Inapari nel Perú, tra cinque giorni la piena passerá il Ponte di ferro, ma se piove a Brasilea piangeremo ancora di piú tra settantadue ore”. E così è stato.
 
Tramonto nel rio BrancoIn mezzo all'acqua. La nostra parrocchia Cristo Libertador vede quasi tutti i suoi tredici quartieri giá allagati o sotto minaccia. Da ogni parte si respira un odore di acqua mescolata a urina umana, di topi e di altri animali. Ovunque galleggiano bottiglie, sacchetti di plastica e ogni tipo di rifiuto. Animali morti riaffiorano intorno alle case ormai abbandonate.
I bambini piccoli approfittano di questa oceanica piscina che si ritrovano gratis sotto casa per giocare e ridere a crepa pelle. I più grandi si tuffano dalle finestre rimproverati dai genitori intenti a convincerli a trasportare in salvo gli ultimi oggetti di casa.
Gli sfollati arrivati nei locali di accoglienza si grattano in continuazione, lamentano diarrea e altre infezioni. Spesso la leptospirosi.
 
Emergenza solidarietà. La pastorale parrocchiale é cambiata in questa settimana: l´urgenza è portare solidarietà e amicizia ai flagellati dalla piena. Molti sono preoccupati e angustiati per la loro casa lasciata sola in mezzo alle acque: troppi ladri rubano la copertura del tetto o i fili della luce o le finestre, unici beni rimasti.
L´alluvione sta aumentando cinquanta centimetri al giorno, ce ne sará ancora per un mese, con la paura di smottamenti, infezioni e malattie.
 
Alluvione nel Rio BrancoCarovana di allegria. Oggi ci hanno chiamato per pregare nella ventina di locali di accoglienza: abbiamo cominciato questo pellegrinaggio col gruppo di giovani cantori, suonatori e predicatori, per rallegrare i tristi, raddrizzare gli storti, calmare i nervi, piantare la speranza, annunciare Gesú. Abbiamo avuto la grazia di poter portare loro qualche vestito e un po’ di alimenti per iniziare il fiume del volontariato e della condivisione.
Insomma, tutti dobbiamo imparare dai fiumi dell´Amazzonia: calmi calmi straripano e calmi calmi si svuotano, senza chiasso.
Ma per favore, cari fiumi... non esageriamo perché tra la siccitá e l´alluvione non ne possiamo proprio piú.
 
Categoria: Ambiente
Luogo: Brasile