28/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Batman porterà i suoi prossimi nemici a Guantanamo? Il fumettista Frank Miller spera di sì
                                                             Scritto per noi da
                            Mario Baccigalupi*
 
"Nessuno può impedirti di fare alcunchè, Clark". Con queste parole Bruce Wayne, alias Batman, si rivolgeva amaramente a Clark Kent, alias Superman, ne "Il ritorno del cavaliere oscuro", fondamentale capolavoro a fumetti di Frank Miller.
 
L'uomo pipistrelloSuperpotenza in calzamaglia. All'epoca, siamo nel 1989, molti videro in questa rappresentazione dell'uomo di acciaio una evidente metafora della potenza muscolare degli Stati Uniti, e non certamente in senso patriottico. Da allora, come si suol dire, di acqua ne è passata sotto i ponti e lo stesso autore, che tanto ha influenzato la cultura supereroistica americana nei comics e nel cinema, vuole adesso che il personaggio più dark e umano tra i muscolosi in calzamaglia smetta di pestare psicopatici come Joker o Doppiafaccia, per dedicarsi alla caccia dei terroristi di Al Qaeda. Dal punto di vista dell'artificio narrativo nessun problema e soprattutto nessuna novità: da molti decenni il terrorista è visto nella cultura popolare americana come un nemico tanto concreto quanto macchiettistico (basta pensare alla miriade di film prodotti in tal senso, serie Die Hard in testa). D'altronde non si deve fare altro che confermare l'immagine pressapochista che lo statunitense medio ha degli stessi terroristi ed è facile immaginarsi un simil Bin Laden nascosto in qualche base segreta e ultratecnologica del Medio Oriente, mentre architetta diabolici piani segreti contro l'umanità e per il dominio del pianeta.

Frank MillerCavalcare la psicosi. Dal punto di vista concettuale, invece, sorgono diversi problemi. La reinterpretazione del personaggio di Batman, secondo il revival proposto dallo stesso Miller, si basava sulle sfaccettature psicologiche di tutti i caratteri. Seguendo le regole nel Noir l'autore (sia dei disegni che dei testi) ci accompagnava in  un viaggio nella psiche di Bruce Wayne e dei suoi nemici, dando il via ad un nuovo corso che ha interessato quasi tutti i supereroi dei fumetti poi portati sullo schermo come estremo sostegno alla cronica carenza di idee del cinema di intrattenimento. Questo modo di vedere le cose era dunque del tutto antitetico rispetto all'attuale reinterpretazione, che fa della politica internazionale la bandiera sotto la quale sfruttare la peggiore psicosi collettiva contemporanea.

Il fumetto di Alan MoooreStrumenti di propaganda. Se allarghiamo lo sguardo e cerchiamo di capire oggi quale sia l'orientamento politico della cultura pop Usa, la situazione fino a questo momento ha indicato nel cinema il più schierato tra i prodotti culturali di rapido consumo, con produzioni liberal più o meno dichiaratamente anti-Bush, dall'ecologista e fracassone 'The day after tomorrow' ai documentari di Michael Moore, fino al lucido e tagliente 'Good Night and Good Luck', le cui 5 nomination all'Oscar sono già di per sé un segnale importante. Il prodotto più esplicito e dunque maggiormente esposto alle critiche, però, uscirà il prossimo marzo e si ispira guarda caso ad un altro geniale comic novel scritto da Alan Moore, già autore di opere di culto come "The watchman" e "Give me liberty". In 'V for Vendetta' il protagonista, nascosto sotto una sorridente maschera bianca, si oppone ad un potere totalitario e massmediatico, imbottito di tritolo e pronto a far saltare in aria il parlamento inglese. Il soggetto di Moore, scritto peraltro nel contesto dei primi anni '90, ben rappresenta il clima di autocritica che ha regnato anche nel fumetto fino a pochi anni fa, dimostrando ancora una volta quanto l'attacco alle Torri Gemelle abbia mutato, o in alcuni caso capovolto, la visione del mondo nella cultura di massa d'oltreoceano.

Il logo del videogame America's ArmyDemoni e dèi. Dunque, quando e se l'annunciato 'Holy terror, Batman' arriverà nelle edicole (i publisher al momento sono rimasti di ghiaccio alle dichiarazioni del comic-writer), bisognerà innanzitutto valutare quale tipo di approccio sarà scelto per raccontare la nuova storia, visto che la genialità dell'autore fino a questo momento è stata fuori discussione. Se l'ipotesi peggiore verrà confermata, con un'ex sovversivo come Frank Miller, assunto come sostenitore della politica dei falchi, allora un nuovo, serio pericolo incomberà sull'adolescente americano, vista anche l'influenza dimostrata da Miller nel mondo del fumetto. Basta immaginarselo, il quindicenne medio mentre sforacchia gente col turbante in America's Army (il diffusissimo videogioco prodotto dal Pentagono), intervallando il massacro digitale con la lettura di un fumetto in cui un supereroe è impegnato a far più o meno la stessa cosa, digrignante e fascista come non mai. In questo contesto, se è vero che i supereroi sono i nuovi dèi americani, come sostiene lo stesso Miller, allora per altri gli stessi paladini del bene potrebbero trasformarsi nei peggiori demoni del presente.

Categoria: Costume, Media
Luogo: Stati Uniti
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