22/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Istituita la Commissione per la Verità e la Riconciliazione
Un quarto di secolo. Tanto è durata la guerra civile liberiana, facendo qualcosa come 250 mila morti e riducendo il Paese in ginocchio. Ora, il nuovo presidente Ellen Johnson Sirleaf ha deciso di fare i conti col passato, istituendo una Commissione per la Verità e la Riconciliazione in stile Sudafrica, che avrà il compito di far luce su quanto accaduto in Liberia tra il 1979 e il 2003, anno della fine della guerra civile.
 
Il presidente liberiano Ellen Johnson-SirleafLa Commissione. La Commissione, composta da sette membri e presieduta dall’avvocato per i diritti umani Jerome Verdier, dovrà indagare sui crimini di guerra e sulle violazioni dei diritti umani commessi in 24 anni di conflitto. Il suo principale compito sarà raccogliere le testimonianze delle migliaia di vittime ancora in vita. La Commissione non avrà il potere di perseguire i colpevoli, ma solo la possibilità di consigliare eventuali azioni penali. I finanziamenti necessari al suo funzionamento sono stati stanziati sia dal governo liberiano (350 mila dollari) che dalle Nazioni Unite (500 mila dollari).
 
La questione Taylor. Il lasso di tempo che la Commissione dovrà coprire coincide con i regimi di Samuel Doe, che nel 1979 rovesciò il precedente governo di William Tolbert, e di Charles Taylor, il signore della guerra diventato negli anni ’90 l’arbitro della politica liberiana. Difficile però che quest’ultimo, al momento in esilio in Nigeria, compaia davanti alla Commissione, anche perché la Sirleaf ha più volte ribadito che giudicare Taylor non è la priorità della Liberia. Più importante, in questo momento, è cominciare a fare i conti con il proprio passato, assumendosi tutta la responsabilità di quanto accaduto nella triste storia liberiana.
 
Charles TaylorCasi spinosi. Sarà interessante vedere come la giustizia liberiana si comporterà davanti a casi eclatanti, come quello di Prince Johnson: ex-signore della guerra, Johnson catturò Samuel Doe a Monrovia nel 1990 e, dopo averlo torturato e mutilato, lo uccise barbaramente. Il tutto testimoniato da un filmato in Vhs girato dai suoi stessi uomini, che nei mesi successivi fece il giro della capitale. Johnson ha continuato a vivere indisturbato in Liberia, arrivando addirittura a ricoprire la carica di senatore. In casi come questi il lavoro della Commissione potrebber essere di grande aiuto per raccogliere il materiale necessario all’azione penale. Ma su questo punto il presidente Verdier ha preferito glissare. 

Matteo Fagotto

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