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Il 21 febbraio 2005 la
Brigada XVII dell’esercito colombiano massacrò a colpi di macete sette
persone,
fra cui tre bambini, appartenenti alla Comunità di Pace San Josè de
Apartadó: Luis Eduardo Guerra, 35 anni, leader della Comunità; la sua
compagna, Bellanira
Areiza Guzman Areiza, 17 anni; il figlio di 11 anni Deiner Andrés
Guerra; un
altro contadino, Alfonso Bolivar Tuberquia Graciano, 30
anni, membro del consiglio di Pace della zona umanitaria di Mulatos; la
sua
compagna, Sandra Milena Muñoz Pozo, 24 anni, e i suoi figli Santiago
Tuberquia
Muñoz di 2 anni e Natalia Andrea Tuberquia Muñoz di 6 anni. Oggi, a un
anno esatto dalla tragedia, tante le
iniziative in Colombia e in Europa, mirate a non dimenticare quanto che
quelle
morti raccontino, quanto testimonino di ciò sta accadendo laggiù. In
dodici
mesi, nessuna giustizia è stata fatta, anzi. Gli atti terroristici di
militari
e paramilitari contro i civili continuano a spargere sangue e paura
nelle verdi
colline d’Arauca. Altri due i leader comunitari massacrati nel
frattempo: Arlen
Salas e Edilberto Vasquez. Gli sfollamenti forzati per le violenze
continuano.
I soldati impongono blocchi sugli alimenti, impedendone la libera
circolazione
e controllano le strade, armati fino ai denti. E il governo che fa?
Incolpa la
comunità di non collaborare al suo tentativo di supporto e protezione.
La
conclusione è una: l’annientamento della resistenza non violenta delle
comunità
di pace rientra nella strategia politica di criminalizzare e perseguire
le
organizzazioni e i movimenti sociali, popolari, indigeni e contadine
che in
Colombia stanno tentando di costruire un’alternativa di pace a una
guerra che
li sta devastando da oltre 40 anni. Nel caso di San Josè, inoltre, è
evidente
lo scopo economico che sta dietro il terrore indiscriminato. San Josè è
ubicato
in una zona troppo appetibile, dove grandi multinazionali
intenderebbero
ampliare la già diffusa coltivazione della palma africana almeno nella
parte
del territorio che verrebbe risparmiata dalla costruzione di un canale
interoceanico. Piani miliardari per i quali la presenza dei contadini è
solo un
ostacolo da eliminare. Stella Spinelli