
St Louis (USA) - Come insegnare ad un marmittone a comunicare in
maniera adeguata con il popolo iracheno? Questa dev'essere stata la
domanda che si sono posti al Pentagono, e che ha trovato una risposta
nello sviluppo di un vero e proprio videogioco che permetterà
all'esercito di stanza in Iraq, di imparare la gestualità e qualche convenevole
tipico di quelle zone.
Come
all'interno di un gioco di ruolo, l'utente è chiamato a confrontarsi
con "personaggi non giocanti" iracheni e a scambiare qualche battuta
con tanto di gesti. Nella cultura araba la comunicazione del corpo
viene considerata importante come quella verbale.
Grazie al coinvolgimento della
University of Southern California - e i finanziamenti della Defence Advanced Research Projects Agency (
Darpa) - il "training tool", denominato
Tactical Iraqi,
è diventato il momento di pseudo-intrattenimento della giornata di
tanti militari. Se poi si considera che il motore grafico è quello
dell'acclamato FPS
Unreal Tournament, è evidente che, almeno sotto il profilo visivo, il prodotto non può che essere
"ammiccante".

L'obiettivo,
comunque, è quello di formare i soldati per evitare che alcuni gesti o
parole possano essere fraintesi come azioni offensive. Il giocatore,
infatti, deve destreggiarsi in situazioni tipiche del quotidiano reale,
utilizzando la gestualità e la comunicazione appropriata in lingua
irachena.
"In Iraq per mostrare sincerità bisogna fare
attenzione ai propri gesti. Nella cultura araba questo dimostra quanto
si sia aperti e disponibili", ha dichiarato Hannes Vilhjalmsson,
ricercatore presso University of Southern California, durante l'ultimo
meeting di St Louis dell'American Association for the Advancement of
Science (
AAAS). "Un maggiore contatto con la popolazione locale non può che favorire un allentamento
della tensione".
Secondo
Vilhjalmsson il "gioco", testato inizialmente fra i Marines, ha dato
risultati positivi. Così incoraggianti da aver convinto University of
Southern California a lavorare su altre versioni del gioco, sviluppate
espressamente per l'Afghanistan (Tactical Pashto), per il Libano
(Tactical Levantine) e altre zone "calde".
Negli Stati Uniti la formazione videoludica non è una novità. Basta ricordare
il
progetto del
Center for Disease Control and Prevention per scopi sanitari e il gioco
Americàs Army per favorire il reclutamento e divulgare le tecniche militari di base.