Cambiano le zone del mondo ma la situazione degli immigrati è la stessa, anche sulle coste salvadoregne
Grazie ai britannici. Settantasette disperati: 16 donne, 41 uomini, 20 minorenni (14 ragazzi e 6 ragazze),
partiti a bordo di una carretta del mare da un porto ignoto delle coste dell’Ecuador,
con in testa ‘l’american dream’ e come meta finale gli Stati Uniti, sono stati
salvati da una nave mercantile britannica nelle acque territoriali salvadoregne,
a circa 135 miglia dalle coste, poco prima di naufragare.
Questo, per i ‘77’, doveva essere il viaggio della speranza e si è rivelato,
come accade spesso, un incubo.
Al mercantile britannico, devono la vita. Ma i problemi poi sono stati altri.
El Salvador, nelle cui acque sono stati salvati, non li ha voluti. Il Guatemala
si. “per ragioni umanitarie” fa sapere Lorena Rosales, portavoce della Direccion
General de Migracion, aggiungendo che “il rimpatrio degli immigrati terminerà
entro il prossimo fine settimana” e che “l’Ecuador ha offerto di inviare un aereo
dell’esercito per rimpatriare i suoi cittadini”. Questo è il terzo ‘carico’ di
clandestini recuperato nelle acque centroamericane e fatto sbarcare in Guatemala,
segno che l’attività di immigrazione si sta sviluppando notevolmente anche in
questa zona.
La fine triste. Purtroppo però, i protagonisti della vicenda sono anche altri. Quattro uomini
di età compresa fra i 27 e i 46 anni, sono stati consegnati alla Policia Nacional
Civil, con l’accusa di essere i responsabili dell’imbarcazione piena di clandestini.
Dal Guatemala, intanto, fanno sapere che capita spesso di avere a che fare con
gruppi di clandestini e moltissimi immigrati non riescono ad arrivare fino alla
meta finale, quasi sempre gli Usa. Si calcola che su 2 milioni e mezzo di persone
che ogni anno tentano di entrare illegalmente negli Usa, solo il dieci per cento
ci riesca. Gli altri si scontrano con la dura realtà del rimpatrio.