17/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Bengasi: 11 morti e molti feriti per la violenta reazione della polizia
La televisione italiana, un vanto di tutta la dirigenza Rai, è seguita con attenzione nei paesi del mediterraneo. Non poteva sfuggire dunque la bravata del ministro  Calderoli che si è presentato in trasmissione mostrando, con la tronfiezza che il riparo dello studio televisivo gli permetteva, una maglietta con le vignette sul profeta Maometto che da settimane stanno incendiando i paesi musulmani.
Una folla di un migliaio di persone ieri sera ha assaltato il consolato italiano di Bengasi, e la polizia, travolta dalla folla, non ha lesinato in "legittima difesa": undici morti e 25 feriti.
 
 
Ad assaltare il consolato, secondo il console generale Giovanni Pirrello, sono state "un migliaio" di persone. Mentre solo una sessantina erano gli agenti, che hanno aperto il fuoco, pare, per difendere il personale italiano.
Sul numero dei morti e dei feriti non ci sono conferme ufficiali. Dopo le violenze a Bengasi è stato disposto da intelligence e antiterrorismo l'immediato potenziamento della vigilanza nelle sedi istituzionali in Italia, comprese quelle di partiti politici, e nei consolati italiani all'estero.
Nel frattempo il premier italiano Silvio Berlusconi ha avuto parole dure per l'iniziativa del ministro Calderoli, definita "assolutamente personale", e che vede il governo "in disaccordo, in disaccordo totale". "Calderoli è tenuto a dimettersi - ha proseguito Berlusconi - Sono stato in collegamento anche con Umberto Bossi e anche da Bossi è arrivata una condanna". 

red

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