La televisione italiana, un vanto di tutta la dirigenza Rai, è seguita con
attenzione nei paesi del mediterraneo. Non poteva sfuggire dunque la bravata del
ministro Calderoli che si è presentato in trasmissione mostrando, con la tronfiezza
che il riparo dello studio televisivo gli permetteva, una maglietta con le vignette
sul profeta Maometto che da settimane stanno incendiando i paesi musulmani.
Una folla di un migliaio di persone ieri sera ha assaltato il consolato italiano
di Bengasi, e la polizia, travolta dalla folla, non ha lesinato in "legittima
difesa": undici morti e 25 feriti.
Ad assaltare il consolato, secondo il console generale Giovanni Pirrello, sono
state "un migliaio" di persone. Mentre solo una sessantina erano gli agenti, che
hanno aperto il fuoco, pare, per difendere il personale italiano.
Sul numero dei morti e dei feriti non ci sono conferme ufficiali. Dopo le violenze
a Bengasi è stato disposto da intelligence e antiterrorismo l'immediato potenziamento
della vigilanza nelle sedi istituzionali in Italia, comprese quelle di partiti
politici, e nei consolati italiani all'estero.
Nel frattempo il premier italiano Silvio Berlusconi ha avuto
parole dure per l'iniziativa del ministro Calderoli, definita
"assolutamente
personale", e che vede il governo "in disaccordo, in disaccordo
totale". "Calderoli è tenuto a dimettersi - ha proseguito Berlusconi -
Sono stato in collegamento anche con
Umberto Bossi e anche da Bossi è arrivata una condanna".