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"Il nostro petrolio si coltiva nei campi". Nelson si è lanciato nel mercato dei carburanti ecosostenibili due anni fa,
creando la sua marca di combustibile, la 'Bio-Willie'. La fabbrica si trova ad
Austin, in Texas, e fornisce carburante a 40 camion ogni giorno. "Che bisogno
c'è - ironizza il 72enne countryman - di andare in giro per il mondo a far le guerre per il petrolio? Ce l'abbiamo
qui a casa, il petrolio: lo coltivano nei loro campi gli agricoltori del Texas".
Uno dei pionieri della nuova benzina biologica è Josh Tickell, autore del libro
'Dalla friggitrice al serbatoio'. Per due anni Tickell ha viaggiato sul 'veggie
van', un 'furgoncino vegetale' tutto disegnato a girasoli e alimentato esclusivamente
con gli olii esausti dei ristoranti incontrati sulla strada. Le cucine americane
producono ogni anno più di un miliardo di litri di olio.
Energia pulita. Il fenomeno, che lo Star Tribune di Minneapolis ha definito 'una sub-cultura in espansione', ha avuto grande
diffusione solo qualche anno fa, e nel 2004 ha ricevuto impulso dai crediti d'imposta
concessi dall'amministrazione Bush nel suo piano energetico: da 50 centesimi a
un euro per ogni litro di biodiesel mischiato al diesel classico. Tale vantaggio
fiscale ha permesso di triplicare la produzione: 53 milioni di litri nel 2003,
113 nel 2004, 203 nel 2005. Seicento le pompe di benzina, 20 i produttori e 12
le nuove aziende in costruzione. Il biodiesel, prodotto da grassi vegetali attraverso
un processo di raffinazione tramite il quale si mescola ad un tipo di alcool (come
il metanolo) per depurarlo dalla glicerina, si può usare nella sua forma pura
o mischiandolo al diesel normale. Il composto di diesel e biodiesel si chiama
B20, in quanto il 20 per cento è di origine vegetale.
Parole profetiche. Il B20 ha enormi vantaggi ambientali e costi pressoché simili a quelli del diesel
normale. Rispetto a questo, comporta però una sensibile riduzione degli idrocarburi
incombusti, del monossido di carbonio e del particolato. Può essere utilizzato
nei motori diesel, ma, per evitare che si formino depositi nelle pareti dei serbatoi
e occlusioni nei tubi di scappamento, talvolta è necessario apportare piccole
modifiche al motore, dopo le quali si può viaggiare senza problemi. "L'uso di
olii vegetali per i motori a scoppio può sembrare insignificante oggi, ma tali
olii potranno diventare, nel corso del tempo, importanti come oggi il petrolio
e i derivati dal carbon fossile". Parola di Rudolf Diesel, da un estratto della sua
domanda di brevetto per il motore che porterà il suo nome. Correva l'anno 1912.Luca Galassi