stampa
invia

Talebani accolti come giustizieri dalle tribù wazire. Il
video inizia mostrando i cadaveri di alcuni ‘criminali’ impiccati ai tralicci
della luce nel bazaar di Miran Shah, capoluogo della regione; alcuni di essi
sono senza testa. Fatti risalenti al dicembre 2005, quando i talebani, in una
vera e propria resa dei conti per la presa del potere, avevano giustiziato
decine di uomini di Hakeem Khan Zadran, signore della guerra afgano che
deteneva, con la forza e con il terrore, il controllo della regione. Queste
esecuzioni pubbliche sembrano essere state accolte bene dalla popolazione
locale che odiava gli uomini di Zadran: essi estorcevano con la violenza il
pagamento di un ‘pizzo’ a tutti i commercianti della zona, ai camionisti e
perfino alle cerimonie matrimoniali, rapivano e sodomizzavano bambini e
ragazzini, gestivano il traffico di armi, droga e addirittura alcol: un vero
affronto per la rigida morale islamica locale. Il tutto senza essere disturbati
dalle autorità federali pachistane che lasciavano fare in cambio di qualche
bustarella.
Un film già visto a Kandahar quando nacque il movimento
talebano. Le tribù wazire hanno quindi percepito il nuovo ordine talebano
come un svolta positiva, vedendo nei talebani dei ‘pii giustizieri’ che, in
nome di Allah, hanno eliminato i soprusi e le angherie degli scagnozzi di
Zadran. Esattamente quello che accadde a Kandahar nei primi anni Novanta,
quando gli ‘studenti armati’ di un carismatico mullah, Mohammed Omar, decisero
di porre fine alle violenze e alle ingiustizie che la povera gente subiva ad
opera dei signori della guerra che avevano appena preso il controllo
dell’Afghanistan. Fu così che i talebani si guadagnarono il sostegno popolare
e
iniziarono la loro scalata al potere. E ora sembrano voler replicare lo stesso
copione.
Il campo d’addestramento, l’attacco alla base Usa e la
proclamazione dello Stato islamico. La successiva sequenza del video mostra
un vasto campo d’addestramento dove i comandanti talebani passano in rassegna
i
combattenti: migliaia di giovani, tutti armati di kalashnikov. I comandanti
scelgono tra di loro una squadra per la prossima missione: l’attacco a una base
Usa al di là del confine. Ai combattenti prescelti viene data una fascia di
stoffa da legarsi sulla fronte con su scritta la professione di fede islamica:
“Allah
è l’unico Dio e Maometto è il suo profeta”. Le immagini riprendono la sortita
notturna della squadra che arriva nella provincia afgana di Khost e attacca la
base americana. Dopo uno scontro a fuoco durato mezz’ora, i talebani si
ritirano lasciandosi alle spalle le fiamme che salgono dalla base Usa. Prima
dell’alba sono di ritorno al campo.Enrico Piovesana