Le Nazioni Unite chiedono a Washington di "chiudere il centro di
detenzione di Guantanamo e di sospendere ogni pratica che possa
considerarsi tortura o trattamento crudele, disumano e degradante".
Sono le conclusioni del rapporto di 54 pagine, reso noto oggi, frutto delle indagini di cinque esperti Onu.
Finalmente,
c'è un giudice a Berlino. E' l'Onu che torna prepotentemente sulla
scena internazionale, all'indomani delle immagini trasmesse da una
televisone australiana sulle torture nel carcere iracheno di Abu
Ghraib, a pochi giorni dal video che ha fatto il giro del mondo e che
riprende un gruppetto di soldati britannici picchiare selvaggiamente
dei ragazzini iracheni.
Secondo l'Onu, gli
Stati Uniti dovrebbero scarcere o processare tutti i prigionieri
detenuti a Guantanamo perchè sospettati di legami con al Qaida. Gli
americani si difendono dicendo che gli investigatori dell'Onu si sono
rifiutati di visitare la struttura carceraria in terra cubana.
Gli
esperti del palazzo di vetro replicano che non accettarono l'invito
perchè Washington non concesse l'autorizzazione per intervistare i
detenuti. Uomini e ragazzi torturati, maltrattati, chiusi in piccole
celle, senza la possibilità di essere processati e senza il diritto ad
essere difesi. Ma sono le nuove fotografie delle sevizie di Abu Ghraib
a tener banco.
La televisione australiana non ha fatto
altro che pubblicare le immagini segrete delle torture avvenute nel
2003 nel carcere iracheno, già finite davanti alla Corte marziale Usa
per le quali furono condannati soltanto sette soldatini americani e
assolti i vertici militari. Probabilmente sono le stesse foto che il
Congresso americano aveva esaminate e bloccate.
Immagini
sconvolgenti e repellenti che il Pentagono voleva tener nascoste per
"non alimentare la violenza nel mondo". Pensate che ancora oggi il
carcere di Abu Ghraib è gestito dagli americani e un recente rapporto
Usa dipinge la struttura carceraria con i suoi 5000 detenuti come una
"fabbrica di Jihad".
Vi immaginate l'effetto che queste foto avranno nell'altra parte del pianeta?
Sandro Ruotolo