19/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



New Orleans festeggia il Mardi Gras, tra speranze e preoccupazioni
Non sa se essere felice per il rinnovarsi di una cara tradizione, o triste perché mancherà lo spirito di prima. Sollevata per il progressivo ritorno alla normalità, o preoccupata perché non è ancora pronta ad affrontarla. Comunque sia, New Orleans prova a ricominciare dal Mardi Gras, il Carnevale che nella città allagata dall’uragano Katrina comincia ufficialmente sabato 18, per concludersi il 28 febbraio.
 
Un'immagine di New Orleans allagataUna città lontana dalla normalità. Il destino ha voluto che il 150esimo anniversario del Mardi Gras in città, l’occasione di festa che tutti aspettano, venisse proprio dopo il disastro che ha cambiato New Orleans forse per sempre. Saranno dieci giorni di celebrazioni con un tono che nessuno può ancora immaginare. La città è infatti ferita. Delle circa 500mila persone che vi abitavano prima di Katrina, si stima che solo un terzo abbia fatto ritorno alle proprio case. Migliaia di camere d’albergo sono ancora piene di sfollati che hanno perso tutto. Nessun ospedale in città funziona a pieno regime e sono in servizio solo 1.200 medici, 1.800 meno di un anno fa. Solo un terzo dei ristoranti ha riaperto. Le casse comunali sono state svuotate. Soprattutto, le zone della città più vicine ai punti in cui si sono rotti gli argini sono fogne seccate col tempo. Ruderi di case rese inabitabili dall’acqua sono ancora lì, ricordo del disastro. Gli argini non sono stati ancora resi sicuri, e nella prossima stagione degli uragani bisognerà incrociare le dita. Non tutti sono convinti che abbia senso ricostruire New Orleans, una città sotto il livello del mare, chiusa su tre fronti da acque che potrebbero benissimo esondare un’altra volta.
 
Il Mardi Gras nel quartiere franceseLe difficoltà organizzative. Ciononostante, Carnevale sarà. Anche se i soldi per organizzare le parate e assicurare i servizi fondamentali scarseggiano, tanto che per la prima volta nella storia le autorità locali hanno chiesto agli sponsor di abbinare – per due milioni di dollari – il loro nome a quello dell’evento. Invano, finora. Forse perché la riuscita del Mardi Gras è un’incognita per tutti: le compagnie aeree assicurano che molti posti sono già prenotati, ma il numero dei voli verso l’aeroporto di New Orleans è stato praticamente dimezzato dopo il disastro. Molti rimangono comunque ottimisti: “Ci aspettiamo non solo turisti da altri Stati, ma anche residenti di New Orleans pronti a tornare qui con le loro famiglie”, dice Stephen Perry, presidente dell’ente per il turismo cittadino. “Forse non sarà il più grande Mardi Gras di sempre, ma il più emozionante e il più importante sì”. Gli albergatori sono ottimisti: “Abbiamo una forte domanda di posti per il Carnevale”, dice Frank Quinn, direttore delle vendite di un’importante catena di hotel della zona, “la gente vuole visitare la città, sostenerla, e vedere in prima persona le devastazioni”.
 
La festa in Bourbon StreetLe aspettative. Di solito, in questo periodo New Orleans riusciva ad accogliere fino a un milione di turisti, che pompavano un miliardo di dollari nell’economia locale. Come andrà quest’anno? “Per noi sarà una sfida”, sostiene Ernest Collins, responsabile degli appuntamenti culturali di New Orleans, “ma questa è un’economia turistica, e per tirarci su ne abbiamo bisogno”. Un altro funzionario, il direttore finanziario Reginald Zeno, si dice “preoccupato” per i costi del Mardi Gras, “che potrebbe essere un ulteriore peso sul bilancio, in un momento in cui abbiamo già a che fare con un profondo deficit”. C’è preoccupazione anche per la limitata capacità del sistema sanitario locale di far fronte a un grande afflusso di turisti, in un periodo dove l’alcool scorre in quantità. E gli abitanti sono divisi: c’è chi non vede l’ora di svagarsi dopo la tristezza degli ultimi mesi (“Le piccole gioie come questa sono necessarie”, ha detto un uomo alla Reuters) e chi non trova niente da festeggiare. Ma cancellare il Mardi Gras, come avevano fatto le guerre in 13 occasioni, all’uragano Katrina non è riuscito.

Alessandro Ursic

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