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Una città lontana dalla normalità. Il destino ha voluto che il 150esimo anniversario del Mardi Gras in città, l’occasione
di festa che tutti aspettano, venisse proprio dopo il disastro che ha cambiato
New Orleans forse per sempre. Saranno dieci giorni di celebrazioni con un tono
che nessuno può ancora immaginare. La città è infatti ferita. Delle circa 500mila
persone che vi abitavano prima di Katrina, si stima che solo un terzo abbia fatto
ritorno alle proprio case. Migliaia di camere d’albergo sono ancora piene di sfollati
che hanno perso tutto. Nessun ospedale in città funziona a pieno regime e sono
in servizio solo 1.200 medici, 1.800 meno di un anno fa. Solo un terzo dei ristoranti
ha riaperto. Le casse comunali sono state svuotate. Soprattutto, le zone della
città più vicine ai punti in cui si sono rotti gli argini sono fogne seccate col
tempo. Ruderi di case rese inabitabili dall’acqua sono ancora lì, ricordo del
disastro. Gli argini non sono stati ancora resi sicuri, e nella prossima stagione
degli uragani bisognerà incrociare le dita. Non tutti sono convinti che abbia
senso ricostruire New Orleans, una città sotto il livello del mare, chiusa su
tre fronti da acque che potrebbero benissimo esondare un’altra volta.
Le difficoltà organizzative. Ciononostante, Carnevale sarà. Anche se i soldi per organizzare le parate e
assicurare i servizi fondamentali scarseggiano, tanto che per la prima volta nella
storia le autorità locali hanno chiesto agli sponsor di abbinare – per due milioni
di dollari – il loro nome a quello dell’evento. Invano, finora. Forse perché la
riuscita del Mardi Gras è un’incognita per tutti: le compagnie aeree assicurano
che molti posti sono già prenotati, ma il numero dei voli verso l’aeroporto di
New Orleans è stato praticamente dimezzato dopo il disastro. Molti rimangono comunque
ottimisti: “Ci aspettiamo non solo turisti da altri Stati, ma anche residenti
di New Orleans pronti a tornare qui con le loro famiglie”, dice Stephen Perry,
presidente dell’ente per il turismo cittadino. “Forse non sarà il più grande Mardi
Gras di sempre, ma il più emozionante e il più importante sì”. Gli albergatori
sono ottimisti: “Abbiamo una forte domanda di posti per il Carnevale”, dice Frank
Quinn, direttore delle vendite di un’importante catena di hotel della zona, “la
gente vuole visitare la città, sostenerla, e vedere in prima persona le devastazioni”.
Le aspettative. Di solito, in questo periodo New Orleans riusciva ad accogliere fino a un milione
di turisti, che pompavano un miliardo di dollari nell’economia locale. Come andrà
quest’anno? “Per noi sarà una sfida”, sostiene Ernest Collins, responsabile degli
appuntamenti culturali di New Orleans, “ma questa è un’economia turistica, e per
tirarci su ne abbiamo bisogno”. Un altro funzionario, il direttore finanziario
Reginald Zeno, si dice “preoccupato” per i costi del Mardi Gras, “che potrebbe
essere un ulteriore peso sul bilancio, in un momento in cui abbiamo già a che
fare con un profondo deficit”. C’è preoccupazione anche per la limitata capacità
del sistema sanitario locale di far fronte a un grande afflusso di turisti, in
un periodo dove l’alcool scorre in quantità. E gli abitanti sono divisi: c’è chi
non vede l’ora di svagarsi dopo la tristezza degli ultimi mesi (“Le piccole gioie
come questa sono necessarie”, ha detto un uomo alla Reuters) e chi non trova niente
da festeggiare. Ma cancellare il Mardi Gras, come avevano fatto le guerre in 13
occasioni, all’uragano Katrina non è riuscito.Alessandro Ursic