15/02/2006versione stampabilestampainvia paginainvia



Ahmed Rashid: 'C'è gran rabbia per quelle vignette offensive, ma le violenze sono contro Musharraf'
Ahmed Rashid (Foto E.Piovesana)In Pakistan le proteste innescate dalle vignette su Maometto stanno assumendo un carattere estremamente violento. Quattro morti oggi, tre a Peshawar – tra cui un bambino di otto anni – e uno a Lahore. Due morti ieri, sempre a Lahore, dove i manifestanti avevano assaltato i fastfood americani del centro. I feriti si contano a centinaia. Proteste violente ci sono state anche a Islamabad e a Tank, dove una folla di dimostranti ha dato alle fiamme decine di negozi che vendevano film e musica occidentale. Le manifestazioni di piazza degli studenti e dei giovani militanti dei partiti islamici sono accompagnate da scioperi e serrate in tutto il Paese.
Abbiamo chiesto un commento al giornalista e scrittore pachistano Ahmed Rashid, che vive a Lahore, noto al pubblico occidentale per i suoi importanti libri sui talebani e sui movimenti islamici in Asia centrale, oltre che per la sua collaborazione con la Far Eastern Economic Review, il Daily Telegraph di Londra, la Bbc e la Cnn.
 
Manifestanti bruciano il pupazzo di MacDonald's“La situazione qui a Lahore è molto tesa: in centro ci sono proteste e scontri con la polizia militare. I manifestanti, studenti universitari in maggioranza, sono tornati a scendere in piazza nonostante i divieti. Tutti i negozi e gli uffici sono chiusi, non solo quelli legati in qualche modo all’Occidente e quindi possibili obiettivi di attacchi, ma anche le botteghe del bazaar di Anarkali e della Città Vecchia che hanno abbassato serrande per protestare contro questa gravissima offesa alla sensibilità dei musulmani. Il malcontento è generale: tutti noi ci sentiamo estremamente offesi da quelle vignette. Qui non si tratta di libertà di stampa: quello che è accaduto è una grave mancanza di rispetto, una gratuita provocazione della già esasperata sensibilità dei musulmani. I direttori di quei giornali hanno dimostrato una totale mancanza di sensibilità e una profonda ignoranza: dovrebbero fare degli altri mestieri, non certo dirigere un giornale! Dovrebbero scusarsi loro, come dovrebbe scusarsi il premier danese”.
 
Manifestanti bruciano la bandiera Usa“La gente qui – continua Rashid – è davvero molto amareggiata, come dimostrano gli scioperi e le serrate in corso in tutto il paese. Ma attenzione: queste forme pacifiche di protesta non vanno confuse con le manifestazioni violente degli studenti e dei giovani estremisti, che poco hanno a che vedere con la storia delle vignette. Quello è stato solo il pretesto, la miccia che ha fatto esplodere il malcontento generale verso l’Occidente e soprattutto verso il regime del presidente Pervez Musharraf. Queste manifestazioni di piazza sono manovrate dai fondamentalisti islamici dei partiti integralisti che fanno parte della coalizione d’opposizione, l’Mma (Muttahida Majlis-e-Amal), che stanno sfruttato la rabbia per le vignette a scopi di politica interna contro Musharraf, visto da loro come un servo degli Stati Uniti, soprattutto dopo gli ultimi bombardamenti missilistici americani sui villaggi pachistani vicino alla frontiera afgana. Le azioni violente, gli assalti contro i fastfood e i negozi occidentali, gli scontri con la polizia sono opera dei giovani manipolati da questi estremisti. Questo fenomeno di lotta politica interna, va tenuto chiaramente distinto dalle legittime e pacifiche proteste della popolazione, indignata dalla grave offesa ricevuta da quelle vignette”.

Enrico Piovesana

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